Lista articoli su emissioni - Icona Meteo IconaMeteo.it - Sempre un Meteo avanti Wed, 19 Apr 2023 13:31:05 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.7.2 https://www.iconameteo.it/contents/uploads/2019/12/Favicon-150x150.png Lista articoli su emissioni - Icona Meteo 32 32 Emissioni dell’Italia in aumento: rischiamo di non raggiungere gli obiettivi del 2030 https://www.iconameteo.it/news/notizie-italia/emissioni-dellitalia-in-aumento-rischiamo-di-non-raggiungere-gli-obiettivi-del-2030/ Wed, 19 Apr 2023 10:03:39 +0000 https://www.iconameteo.it/news/notizie-italia/emissioni-dellitalia-in-aumento-rischiamo-di-non-raggiungere-gli-obiettivi-del-2030/ Le emissioni di gas serra dell’Italia tornano ad aumentare dopo il calo registrato durante il periodo di pandemia da Covid-19. Lo rivela l’ultimo report di Ispra sulle emissioni del 2021 che hanno subito un aumento del +8,5% rispetto all’anno precedente. Secondo le stime, se continuiamo così, potremmo non raggiungere gli obiettivi necessari al 2030 e …

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Le emissioni di gas serra dell’Italia tornano ad aumentare dopo il calo registrato durante il periodo di pandemia da Covid-19. Lo rivela l’ultimo report di Ispra sulle emissioni del 2021 che hanno subito un aumento del +8,5% rispetto all’anno precedente. Secondo le stime, se continuiamo così, potremmo non raggiungere gli obiettivi necessari al 2030 e 2050 per ridurre il nostro impatto sul clima.

Emissioni, qual è la situazione dell’Italia?

La situazione dell’Italia rispetto alle emissioni di gas serra, sebbene siano il 20% in meno rispetto ai livelli del 1990, è preoccupante: nel 2021 abbiamo emesso 11 Milioni di tonnellate di gas serra in più rispetto all’obiettivo stabilito. E nel 2022 e 2023, e gli anni a seguire, è probabile una loro ulteriore crescita, che potrebbe disallineare l’Italia con le politiche climatiche europee e mondiali.

emissioni italia

I progressi fatti grazie alla crescita della produzione di energia da fonti rinnovabili (idroelettrico ed eolico), grazie ad una maggiore efficienza energetica nei settori industriali, e al passaggio all’uso di combustibili a minor contenuto di carbonio ci hanno permesso di ridurre le emissioni rispetto ai primi anni ’90, ma il percorso è ancora molto lungo e in salita.

Secondo le stime, infatti, al 2030 potremmo essere ancora più lontani dagli obiettivi stabiliti dall’Effort Sharing, ovvero dalla legislazione europea che stabilisce obiettivi annuali vincolanti per le emissioni di gas a effetto serra per gli Stati membri, con un eccesso di 15 milioni di tonnellate in emissioni. L’Ispra, infatti, prevede che il taglio delle emissioni risulti essere insufficiente specie nel settore dei trasporti e nel riscaldamento.

emissioni italia

Il settore dell’energia è il principale responsabile delle emissioni di gas serra in Italia, e rappresenta il 79,7% delle emissioni nazionali (dati del 2021). Rispetto al 1990 ha subito un calo del 21,8% dovuta alle minori emissioni provenienti dalle industrie energetiche, manifatturiere e delle costruzioni. Nel 2020 la quota di energia rinnovabile era pari al 20% rispetto al consumo finale lordo, un valore superiore all’obiettivo del 17%, più che triplicata rispetto al 2004 quando rappresentava il 6.3% del consumo finale lordo di energia. Nel 2021 tale quota è pari al 19%. Diminuite anche le emissioni complessive dei processi industriali e dell’agricoltura. Il settore di trasporti rappresenta il 24,7% delle emissioni totali (al 93% trasporto su strada), in forte aumento rispetto ai livelli registrati durante la pandemia, ma comunque in linea con gli anni precedenti.

Per il 2022 ci si aspetta che le emissioni dell’Italia siano leggermente più alte rispetto al 2021, con un aumento dello 0,1% a fronte di un aumento previsto del PIL pari all’1,7%. Secondo Ispra l’aumento delle emissioni è causato dal settore dei trasporti, che potrebbe incidere con un aumento del 5,5%, dalla produzione di energia (+9.6%), mentre per gli altri settori si prevedono marcate riduzioni delle emissioni, in particolare per il riscaldamento (-11.3%) e per l’industria (-5.9%).

Italia lontana dagli obiettivi climatici

Secondo le proiezioni attuali l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi climatici. Nei prossimi anni, nonostante il calo previsto nel settore dei trasporti, il taglio complessivo delle emissioni risulta ancora troppo debole: siamo insomma destinati a restare al di sopra del budget per tutto il decennio 2021-2030. Al 2030 dovremmo ridurre del 43,7% le nostre emissioni rispetto ai livelli del 2005, eppure gli scenari attuali mostrano una riduzione di appena il 30%. 

emissioni italia

Secondo l’Ispra, data la rigidità strutturale e il minor potenziale di alcuni settori, il contributo più significativo alla riduzione delle emissioni nei prossimi anni dovrà verosimilmente venire dai settori Civile e Trasporti.

L’Italia deve cambiare passo, e deve farlo in fretta: l’Europa ha approvato nuove misure del pacchetto Fit for 55, con l’obiettivo accelerare la riduzione le emissioni nette di gas a effetto serra, con l’obiettivo di un taglio di almeno il 55% entro il 2030. L’Italia è ancora troppo lontana.

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CLIMA, storica sentenza: SHELL condannata a tagliare drasticamente le sue emissioni https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/clima-storica-sentenza-shell-dovra-ridurre-le-emissioni-del-45-entro-il-2030/ Thu, 27 May 2021 06:37:37 +0000 https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/clima-storica-sentenza-shell-dovra-ridurre-le-emissioni-del-45-entro-il-2030/ In Olanda si è consumata una storica sentenza sul clima. Un tribunale, nell’ambito di una causa intentata da una coalizione di associazioni ambientaliste, Friends of the Earth Netherlands, ha stabilito che la Royal Dutch Shell dovrà ridurre le sue emissioni di CO2 del 45% entro il 2030. È la prima volta che un tribunale decide …

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In Olanda si è consumata una storica sentenza sul clima. Un tribunale, nell’ambito di una causa intentata da una coalizione di associazioni ambientaliste, Friends of the Earth Netherlands, ha stabilito che la Royal Dutch Shell dovrà ridurre le sue emissioni di CO2 del 45% entro il 2030. È la prima volta che un tribunale decide che un’azienda petrolifera deve ridurre le sue emissioni, allineandosi così agli obiettivi climatici globali.

Emissioni zero 2050, la Roadmap dell’AIE: come cambia il mondo dell’energia

Clima, la sentenza Shell è «un punto di svolta nella storia»

È grande la soddisfazione delle associazioni ambientaliste che hanno vinto la battaglia contro Shell: «Questo è un punto di svolta nella storia», ha affermato Roger Cox, avvocato di Friends of the Earth Netherlands. «È un caso unico perché è la prima volta che un giudice ordina a una grande società inquinante di conformarsi all’accordo sul clima di Parigi. Questa sentenza potrebbe avere conseguenze importanti anche per altri grandi inquinatori», conclude.

Emissioni, nel 2021 secondo aumento più grande nella storia. Le previsioni IEA

La corte ha rilevato che le emissioni di carbonio di Shell rappresentano una «minaccia molto seria» per i residenti olandesi e che l’azienda ha una «responsabilità individuale» nella riduzione delle emissioni. Attualmente l’azienda anglo-olandese punta a una riduzione del 20% dell’intensità di carbonio entro il 2030 e del 45% entro il 2035. Mentre Shell sostiene di essere perfettamente in linea con l’accordo di Parigi, Friends of the Earth Netherlands afferma che gli investimenti in corso dell’azienda nell’estrazione di petrolio e gas dimostrano che l’impegno a favore del clima non è stato preso sul serio.

Questo non è il primo caso sull’ambiente che vede Shell sconfitta. A gennaio, infatti, un’altra storica sentenza della Corte d’Appello dell’Aia ha condannato la multinazionale a risarcire alcuni contadini nigeriani per i danni provocati dalle perdite di petrolio.

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Clima, con impegni attuali riscaldamento globale a +2,4°C entro la fine del secolo https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/clima-con-impegni-attuali-riscaldamento-globale-di-24c-entro-la-fine-del-secolo/ Wed, 05 May 2021 07:33:42 +0000 https://www.iconameteo.it/news/notizie-mondo/clima-con-impegni-attuali-riscaldamento-globale-di-24c-entro-la-fine-del-secolo/ La crisi del clima è un’emergenza che richiede il massimo impegno da parte di tutti i Paesi ricchi. Gli stessi che nel maxi summit virtuale organizzato da Joe Biden hanno innalzato i loro obiettivi. Secondo le previsioni del Climate Action Tracker, però, non è ancora abbastanza. Gli Stati Uniti hanno annunciato il proprio obiettivo per la riduzione …

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La crisi del clima è un’emergenza che richiede il massimo impegno da parte di tutti i Paesi ricchi. Gli stessi che nel maxi summit virtuale organizzato da Joe Biden hanno innalzato i loro obiettivi. Secondo le previsioni del Climate Action Tracker, però, non è ancora abbastanza.

Gli Stati Uniti hanno annunciato il proprio obiettivo per la riduzione delle emissioni

Clima, i nuovi obiettivi porteranno a un riscaldamento globale di 2,4°C entro la fine del secolo

Secondo le previsioni del Climate Action Tracker, i nuovi obiettivi climatici fissati dagli Stati Uniti e dalle altre nazioni ricche porteranno a un riscaldamento globale di 2,4°C entro la fine del secolo. Si tratta di un miglioramento di 0,2°C rispetto alla previsione precedente di 2,6°C ma ancora sostanzialmente al di sopra dell’obiettivo di Parigi di mantenere la temperatura a non più di 2°C rispetto ai livelli preindustriali, con l’aspirazione di limitare il riscaldamento a 1,5°C.

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I dati della nuova ricerca sono necessariamente incerti ma riescono comunque a rendere l’idea di quanto sia importante il contributo degli Stati Uniti, il secondo più grande produttore di emissioni al mondo dopo la Cina e di quanto ci sia ancora da fare. Perché gli obiettivi sono ancora raggiungibili, ma solo con piani climatici migliori e politiche adeguate da parte di tutti i Paesi ricchi.

Emissioni, nel 2021 secondo aumento più grande nella storia. Le previsioni IEA

Emissioni, la Cina deve fare di più ma non è l’unica

Per raggiungere gli obiettivi climatici ed evitare che il riscaldamento globale superi gli 1,5°C, sarà necessario dimezzare le emissioni nei prossimi dieci anni. Affinché questo sia possibile, serve un maggior impegno da parte della Cina, vale a dire il più grande emettitore di gas serra del mondo. L’impegno climatico della Cina è infatti ancora insufficiente così come quello di India, Corea del Sud, Nuova Zelanda, Turchia e Arabia Saudita.

I Paesi responsabili di circa la metà delle emissioni di gas serra globali hanno presentato un impegno per il clima, ma molti sono sotto pressione per rafforzarli poiché alcuni sono considerati troppo deboli, tra cui quelli di Australia, Russia, Messico e Brasile.

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Non solo impegno per il clima, ma anche e soprattutto politiche adeguate

Gli obiettivi climatici devono necessariamente accompagnarsi a politiche adeguate per il rispetto degli stessi. A tal proposito, Climate Action Tracker ha rilevato che per la maggior parte dei paesi le politiche sono molto indietro rispetto agli obiettivi e non rispettano gli impegni. L’analisi ha rilevato che, in base alle politiche attuali, il mondo dovrebbe riscaldarsi di 2,9°C.

Bill Hare, amministratore delegato di Climate Analytics, ha dichiarato sul Guardian: «È chiaro che l’accordo di Parigi sta guidando il cambiamento, spronando i governi ad adottare obiettivi più forti ma c’è ancora molta strada da fare, soprattutto considerando che la maggior parte dei governi non ha ancora messo in atto politiche per mantenere i propri impegni. I governi devono intensificare con urgenza la loro azione».

Questo decennio è considerato fondamentale per il futuro climatico del Pianeta, perché se le emissioni dovessero crescere ancora la crisi diventerebbe irreversibile. In attesa della Cop26, il maxi vertice sul clima delle Nazioni Unite che si terrà a Glasgow a novembre, i Paesi dovrebbero elaborare nuovi piani per ridurre le emissioni da qui al 2030.

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