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"title": "Tipi di circolazione sull'Italia - Icona Meteo",
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"title": "La circolazione atmosferica sull\u2019Italia ai tempi del nuovo clima: i due volti della primavera 2024",
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Le situazioni estreme del nuovo clima fanno ormai parte della nostra \u201cnormalit\u00e0\u201d e quasi non ci sorprendono pi\u00f9. Cos\u00ec, dopo un inverno straordinariamente caldo che si \u00e8 chiuso con tre tempeste in sei giorni, ecco arrivare una primavera con forte e precoce siccit\u00e0 al Sud, specie in Sicilia, piogge eccezionali al Nord, nevicate anomale sulle Alpi e uno sbalzo termico impressionante a met\u00e0 stagione (figura 1), il tutto condito con polvere desertica dal Sahara, che a pi\u00f9 riprese ha raggiunto l\u2019area mediterranea e non solo.
\nCome \u00e8 andata dal punto di vista della circolazione atmosferica? Per analizzare anche questo aspetto della primavera del 2024, come di consueto ci siamo affidati all\u2019intelligenza artificiale e alla tecnica del \u201cWeather Typing\u201d: grazie alla capacit\u00e0 di apprendere, riconoscere e classificare di una rete neurale artificiale denominata SOM (Self Organizing Map), abbiamo identificato sull\u2019Italia dodici pattern della circolazione atmosferica, ricostruito la loro serie storica alle 12 UTC, e analizzato frequenze, anomalie e trend stagionali di ciascuno di essi.
\nLa figura 2 mostra la configurazione della pressione a livello del mare e del geopotenziale a 500 hPa dei dodici pattern della circolazione atmosferica, che chiamiamo \u201cTipi di Circolazione\u201c (TC), identificati e classificati dalla rete neurale per il dominio geografico centrato sull\u2019Italia.
\nLa distribuzione dei TC all\u2019interno delle due \u201cmappe\u201d non \u00e8 casuale, ma \u00e8 frutto di complesse elaborazioni della rete neurale che, a partire da TC1, ha posizionato i TC tanto pi\u00f9 vicini fra loro quanto pi\u00f9 fra loro simili.
In base alla caratteristica circolatoria prevalente, a ciascuno dei dodici TC \u00e8 stato assegnato un nome, riportato nel testo e nelle figure che seguiranno.
\nNegli ultimi ventidue anni, TC9-Anticiclone di blocco \u00e8 stato il tipo di circolazione dominante in primavera (figura 3), prevalentemente nella prima parte della stagione, in continuit\u00e0 con l\u2019inverno. Si tratta del TC pi\u00f9 persistente, che vede una vasta area di alta pressione, estesa su gran parte dell\u2019Europa occidentale e centrale, isolare dal flusso occidentale, e \u201cbloccare\u201d per diversi giorni consecutivi, una depressione con minimo tra Mar Ionio ed Egeo. Questo Tipo di Circolazione \u00e8 potenzialmente responsabile di tempo perturbato soprattutto sulle regioni del Medio Adriatico e al Sud. In primavera, come in inverno, la presenza di TC9 negli ultimi ventidue anni ha mostrato una forte variabilit\u00e0, con anni caratterizzati da frequenza molto elevata, alternati ad alcuni anni con frequenza molto pi\u00f9 bassa. Curiosamente, dal 2003 al 2014, agli anni con frequenza molto elevata (2003, 2007, 2011) si sono sempre alternati tre anni con frequenza decisamente inferiore, mentre nell\u2019ultimo decennio i picchi di TC9 sono diventati pi\u00f9 frequenti, regolarmente intervallati \u00a0da non pi\u00f9 di due anni caratterizzati da scarsa presenza primaverile, come nel 2024. Per questo motivo, il trend primaverile dal 2003 al 2024 di TC9 \u00e8 positivo, seppur statisticamente non significativo.
\nAltre configurazioni relativamente frequenti in primavera sono TC1-Maestrale, associato all\u2019irruzione nel Mediterraneo di aria fredda proveniente dal Nord Atlantico, TC4-Depressione Ligure e TC8-Scirocco, i tipi di circolazione pi\u00f9 piovosi, potenzialmente responsabili di forte maltempo ed alluvioni al Nord.
\nLa tabella 1 mostra il numero di giorni di presenza alle 12 UTC dei dodici Tipi di Circolazione nella primavera meteorologica (1 marzo \u2013 31 maggio) 2024.
\nCome gi\u00e0 riscontrato nella stagione invernale, risulta evidente l\u2019assai scarsa frequenza di TC9-Anticiclone di blocco, risorsa importante di pioggia per il Sud e la Sicilia, spinto in disparte da configurazioni molto diverse fra loro, ma tutte associate a tempo perturbato prevalentemente al Nord: TC8-Scirocco e TC3-Depressione Padana, quest\u2019ultimo associato allo scorrimento sulle nostre regioni settentrionali di aria fresca proveniente dal Medio Atlantico e a volte responsabile dello sviluppo di fenomeni molto intensi sulle Alpi e al Nordest.
\nIl calcolo delle anomalie, cio\u00e8 della differenza tra la frequenza dei dodici TC nella primavera 2024 e la media della loro frequenza stagionale nel periodo di riferimento 2003-2024, permette di mettere a fuoco le caratteristiche della stagione analizzata, valutando come e di quanto si \u00e8 discostata da una condizione di \u201cnormalit\u00e0\u201d dal punto di vista della circolazione atmosferica (figura 4). Spiccano dunque l\u2019anomalia negativa di TC9-Anticiclone \u00a0di blocco (-8 giorni), leggermente pi\u00f9 profonda di quella invernale, con il 58% di giorni in meno rispetto al periodo di riferimento, e le anomalie positive di TC8-Scirocco (+ 5 giorni, il 43% in pi\u00f9 rispetto alla media), TC12-Depressione Iberica (+4 giorni, il 50% in pi\u00f9) e TC3-Depressione Padana (+4 giorni, il 44% in pi\u00f9), molto frequente nella stagione estiva, seppur in declino statisticamente significativo.
\nSebbene TC1-Maestrale sia risultato nel complesso meno frequente del solito (-3 giorni, il 24 % in meno rispetto alla media), sicuramente i suoi effetti saranno ricordati a lungo, tanto da permettergli di essere considerato uno dei protagonisti della circolazione atmosferica della primavera 2024. \u00a0Associato ad un\u2019imponente irruzione di aria artica nel Mediterraneo e al successivo persistente afflusso di aria fredda sull\u2019Italia (figura 5), dopo una intensa e prolungata ondata di calore culminata il 14 aprile con temperature a tratti estive, TC1-Maestrale in pochi giorni ha riportato l\u2019inverno al Nord, con uno sbalzo termico anche di 20 gradi in alcune zone, tra cui la citt\u00e0 di Milano.
\nLa finestra fredda, aperta il 16 aprile da TC3-Depressione Padana con la tempesta Gori, si \u00e8 chiusa dopo dieci giorni, complice il caldo e piovoso TC8-Scirocco, tra i principali TC responsabili delle insistenti e abbondanti piogge al Nord nel mese di maggio. TC8 si \u00e8 inoltre manifestato con particolare forza in occasione della tempesta Fedra e della tempesta Monica, rispettivamente il 3 e il 10 marzo, \u00e8 si \u00e8 pi\u00f9 volte reso responsabile del trasporto verso l\u2019Italia di ingenti quantit\u00e0 di polvere del Sahara, in particolare durante le intense \u201csciroccate\u201d di fine marzo (figura 6).
\nI notevoli contrasti termici legati al frequente alternarsi del caldo e umido TC8-Scirocco e del fresco TC3-Depressione Padana hanno spesso favorito lo sviluppo di fenomeni intensi, come le eccezionali nevicate sulle Alpi nella prima settimana di marzo e le forti grandinate di fine stagione al Nord, tra cui quella particolarmente intensa che il 24 maggio ha imbiancato Torino.
\nIniziata con il ciclone Emil (TC4-Depressione Ligure), la tormentata primavera meteorologica del 2024 non poteva che chiudere il sipario con una tempesta: Radha, associata a TC3-Depressione Padana, il Re in declino dell\u2019estate.
\nPer valutare e confrontare la performance dei modelli di previsione meteorologica nel breve e medio termine, con l\u2019ausilio della rete neurale abbiamo quantificato la \u201csimilarit\u00e0\u201d tra i dodici pattern della circolazione atmosferica. La qualit\u00e0 della previsione pu\u00f2 essere cos\u00ec espressa in termini di somiglianza tra TC osservato e TC previsto: il 100% sar\u00e0 dunque raggiunto quando il TC previsto e\u00a0 il TC osservato coincidono, quindi quando la previsione \u00e8 corretta.
\nLa figura 7 mostra la qualit\u00e0 media della previsione elaborata dal modello europeo ECMWF e dall\u2019americano GFS per le 12 UTC dei sette giorni (+168 ore) successivi all\u2019ora di inizio della previsione. GFS ha prodotto previsioni leggermente migliori nel pi\u00f9 lungo termine, mentre \u00e8 stato superato da ECMWF nel breve termine. Quasi sempre accade il contrario, essendo il modello europeo solitamente pi\u00f9 accurato di quello americano oltre i 4 giorni di previsione.
\nLe previsioni di ECMWF per il giorno successivo sono state\u00a0 perfette durante tutta la stagione, tranne\u00a0 in occasione dello sviluppo della profonda saccatura sul Mediterraneo occidentale dalla quale ha preso vita la tempesta Monica (figura 8). GFS ha incontrato difficolt\u00e0 anche in altre situazioni, soprattutto con i drastici e repentini cambiamenti della circolazione atmosferica, come in occasione dell\u2019irruzione di aria artica di met\u00e0 aprile e il successivo temporaneo ripristino dell\u2019alta pressione su gran parte delle nostre regioni.
\nIn continuit\u00e0 con la primavera, l\u2019estate \u00e8 partita all\u2019insegna del tempo perturbato e dell\u2019instabilit\u00e0 al Nord, lasciando per ora scarsa possibilit\u00e0 alle figure anticicloniche di estendersi e consolidarsi su tutta l\u2019Italia. TC11-Anticiclone Nordafricano riuscir\u00e0 a farsi largo e a raggiungere la frequenza e la persistenza record dell\u2019estate 2023? TC3-Depressione Padana torner\u00e0 alla frequenza estiva di dieci anni fa come inaspettatamente accaduto nel 2023? Lo scopriremo con il prossimo report.
\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (La circolazione atmosferica sull\u2019Italia ai tempi del nuovo clima: i due volti della primavera 2024)
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Per analizzare anche questo aspetto della primavera del 2024, come di consueto ci siamo affidati all\u2019intelligenza artificiale e alla tecnica del \u201cWeather Typing\u201d: grazie alla capacit\u00e0 di apprendere, riconoscere e classificare di una rete neurale artificiale denominata SOM (Self Organizing Map), abbiamo identificato sull\u2019Italia dodici pattern della circolazione atmosferica, ricostruito la loro serie storica alle 12 UTC, e analizzato frequenze, anomalie e trend stagionali di ciascuno di essi.\nLa figura 2 mostra la configurazione della pressione a livello del mare e del geopotenziale a 500 hPa dei dodici pattern della circolazione atmosferica, che chiamiamo \u201cTipi di Circolazione\u201c (TC), identificati e classificati dalla rete neurale per il dominio geografico centrato sull\u2019Italia.\nLa distribuzione dei TC all\u2019interno delle due \u201cmappe\u201d non \u00e8 casuale, ma \u00e8 frutto di complesse elaborazioni della rete neurale che, a partire da TC1, ha posizionato i TC tanto pi\u00f9 vicini fra loro quanto pi\u00f9 fra loro simili.\nFig. 2 \u2013 Configurazioni della pressione al livello del mare (sinistra) e del geopotenziale a 500 hPa (destra) dei dodici Tipi di Circolazione (TC) identificati dalla rete neurale. I dati sono standardizzati. I colori dal verde al viola rappresentano i valori positivi (\u201calta pressione\u201d), i colori dal bianco al blu i valori negativi (\u201cbassa pressione\u201d). Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nIn base alla caratteristica circolatoria prevalente, a ciascuno dei dodici TC \u00e8 stato assegnato un nome, riportato nel testo e nelle figure che seguiranno.\nLa circolazione atmosferica della primavera dal 2003 al 2024\nNegli ultimi ventidue anni, TC9-Anticiclone di blocco \u00e8 stato il tipo di circolazione dominante in primavera (figura 3), prevalentemente nella prima parte della stagione, in continuit\u00e0 con l\u2019inverno. Si tratta del TC pi\u00f9 persistente, che vede una vasta area di alta pressione, estesa su gran parte dell\u2019Europa occidentale e centrale, isolare dal flusso occidentale, e \u201cbloccare\u201d per diversi giorni consecutivi, una depressione con minimo tra Mar Ionio ed Egeo. Questo Tipo di Circolazione \u00e8 potenzialmente responsabile di tempo perturbato soprattutto sulle regioni del Medio Adriatico e al Sud. In primavera, come in inverno, la presenza di TC9 negli ultimi ventidue anni ha mostrato una forte variabilit\u00e0, con anni caratterizzati da frequenza molto elevata, alternati ad alcuni anni con frequenza molto pi\u00f9 bassa. Curiosamente, dal 2003 al 2014, agli anni con frequenza molto elevata (2003, 2007, 2011) si sono sempre alternati tre anni con frequenza decisamente inferiore, mentre nell\u2019ultimo decennio i picchi di TC9 sono diventati pi\u00f9 frequenti, regolarmente intervallati \u00a0da non pi\u00f9 di due anni caratterizzati da scarsa presenza primaverile, come nel 2024. Per questo motivo, il trend primaverile dal 2003 al 2024 di TC9 \u00e8 positivo, seppur statisticamente non significativo.\nFig.3 \u2013 Numero medio di giorni di presenza primaverile alle 12 UTC dei dodici Tipi di Circolazione (grafico a sinistra) e numero di giorni di presenza di TC9-Anticiclone di blocco negli ultimi ventidue anni (grafico a destra ). Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nAltre configurazioni relativamente frequenti in primavera sono TC1-Maestrale, associato all\u2019irruzione nel Mediterraneo di aria fredda proveniente dal Nord Atlantico, TC4-Depressione Ligure e TC8-Scirocco, i tipi di circolazione pi\u00f9 piovosi, potenzialmente responsabili di forte maltempo ed alluvioni al Nord.\nLa pazza primavera del 2024, tra piogge eccezionali e siccit\u00e0, caldo estivo e freddo invernale\nLa tabella 1 mostra il numero di giorni di presenza alle 12 UTC dei dodici Tipi di Circolazione nella primavera meteorologica (1 marzo \u2013 31 maggio) 2024.\nCome gi\u00e0 riscontrato nella stagione invernale, risulta evidente l\u2019assai scarsa frequenza di TC9-Anticiclone di blocco, risorsa importante di pioggia per il Sud e la Sicilia, spinto in disparte da configurazioni molto diverse fra loro, ma tutte associate a tempo perturbato prevalentemente al Nord: TC8-Scirocco e TC3-Depressione Padana, quest\u2019ultimo associato allo scorrimento sulle nostre regioni settentrionali di aria fresca proveniente dal Medio Atlantico e a volte responsabile dello sviluppo di fenomeni molto intensi sulle Alpi e al Nordest.\nTab. 1 \u2013 Numero di giorni di presenza dei dodici Tipi di Circolazione (TC) atmosferica nella primavera meteorologica 2024 (1marzo-31 maggio 2024) alle 12 UTC. Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nIl calcolo delle anomalie, cio\u00e8 della differenza tra la frequenza dei dodici TC nella primavera 2024 e la media della loro frequenza stagionale nel periodo di riferimento 2003-2024, permette di mettere a fuoco le caratteristiche della stagione analizzata, valutando come e di quanto si \u00e8 discostata da una condizione di \u201cnormalit\u00e0\u201d dal punto di vista della circolazione atmosferica (figura 4). Spiccano dunque l\u2019anomalia negativa di TC9-Anticiclone \u00a0di blocco (-8 giorni), leggermente pi\u00f9 profonda di quella invernale, con il 58% di giorni in meno rispetto al periodo di riferimento, e le anomalie positive di TC8-Scirocco (+ 5 giorni, il 43% in pi\u00f9 rispetto alla media), TC12-Depressione Iberica (+4 giorni, il 50% in pi\u00f9) e TC3-Depressione Padana (+4 giorni, il 44% in pi\u00f9), molto frequente nella stagione estiva, seppur in declino statisticamente significativo.\nFig. 4 \u2013 Anomalie della frequenza dei dodici Tipi di Circolazione (TC) nella primavera meteorologica 2024 rispetto alla media del periodo 2003-2024. Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima.\nSebbene TC1-Maestrale sia risultato nel complesso meno frequente del solito (-3 giorni, il 24 % in meno rispetto alla media), sicuramente i suoi effetti saranno ricordati a lungo, tanto da permettergli di essere considerato uno dei protagonisti della circolazione atmosferica della primavera 2024. \u00a0Associato ad un\u2019imponente irruzione di aria artica nel Mediterraneo e al successivo persistente afflusso di aria fredda sull\u2019Italia (figura 5), dopo una intensa e prolungata ondata di calore culminata il 14 aprile con temperature a tratti estive, TC1-Maestrale in pochi giorni ha riportato l\u2019inverno al Nord, con uno sbalzo termico anche di 20 gradi in alcune zone, tra cui la citt\u00e0 di Milano.\nFig. 5 \u2013 Tipi di Circolazione (TC) alle 12 UTC, temperature medie e precipitazioni osservate giornalmente dal primo marzo al 31 maggio 2024. I valori di temperatura e precipitazione sono ricavati dai dati della rete di stazioni MeteoNetwork, integrati, per le precipitazioni, da stime satellitari. Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima.\nLa finestra fredda, aperta il 16 aprile da TC3-Depressione Padana con la tempesta Gori, si \u00e8 chiusa dopo dieci giorni, complice il caldo e piovoso TC8-Scirocco, tra i principali TC responsabili delle insistenti e abbondanti piogge al Nord nel mese di maggio. TC8 si \u00e8 inoltre manifestato con particolare forza in occasione della tempesta Fedra e della tempesta Monica, rispettivamente il 3 e il 10 marzo, \u00e8 si \u00e8 pi\u00f9 volte reso responsabile del trasporto verso l\u2019Italia di ingenti quantit\u00e0 di polvere del Sahara, in particolare durante le intense \u201csciroccate\u201d di fine marzo (figura 6).\nFig. 6 \u2013 Immagine Meteosat MSG RGB Dust del 30 marzo 2024. La nube di polvere del Sahara appare di colore rosa. In marrone sono invece rappresentate le nuvole di ghiaccio spesse, alte e fredde\nI notevoli contrasti termici legati al frequente alternarsi del caldo e umido TC8-Scirocco e del fresco TC3-Depressione Padana hanno spesso favorito lo sviluppo di fenomeni intensi, come le eccezionali nevicate sulle Alpi nella prima settimana di marzo e le forti grandinate di fine stagione al Nord, tra cui quella particolarmente intensa che il 24 maggio ha imbiancato Torino.\nIniziata con il ciclone Emil (TC4-Depressione Ligure), la tormentata primavera meteorologica del 2024 non poteva che chiudere il sipario con una tempesta: Radha, associata a TC3-Depressione Padana, il Re in declino dell\u2019estate.\nLa qualit\u00e0 della previsione dei Tipi di Circolazione: modello europeo vs modello americano\nPer valutare e confrontare la performance dei modelli di previsione meteorologica nel breve e medio termine, con l\u2019ausilio della rete neurale abbiamo quantificato la \u201csimilarit\u00e0\u201d tra i dodici pattern della circolazione atmosferica. La qualit\u00e0 della previsione pu\u00f2 essere cos\u00ec espressa in termini di somiglianza tra TC osservato e TC previsto: il 100% sar\u00e0 dunque raggiunto quando il TC previsto e\u00a0 il TC osservato coincidono, quindi quando la previsione \u00e8 corretta.\nLa figura 7 mostra la qualit\u00e0 media della previsione elaborata dal modello europeo ECMWF e dall\u2019americano GFS per le 12 UTC dei sette giorni (+168 ore) successivi all\u2019ora di inizio della previsione. GFS ha prodotto previsioni leggermente migliori nel pi\u00f9 lungo termine, mentre \u00e8 stato superato da ECMWF nel breve termine. Quasi sempre accade il contrario, essendo il modello europeo solitamente pi\u00f9 accurato di quello americano oltre i 4 giorni di previsione.\nFig. 6 \u2013 Immagine Meteosat MSG RGB Dust del 30 marzo 2024. La nube di polvere del Sahara appare di colore rosa. In marrone sono invece rappresentate le nuvole di ghiaccio spesse, alte e fredde\nLe previsioni di ECMWF per il giorno successivo sono state\u00a0 perfette durante tutta la stagione, tranne\u00a0 in occasione dello sviluppo della profonda saccatura sul Mediterraneo occidentale dalla quale ha preso vita la tempesta Monica (figura 8). GFS ha incontrato difficolt\u00e0 anche in altre situazioni, soprattutto con i drastici e repentini cambiamenti della circolazione atmosferica, come in occasione dell\u2019irruzione di aria artica di met\u00e0 aprile e il successivo temporaneo ripristino dell\u2019alta pressione su gran parte delle nostre regioni.\nFig. 8 \u2013 Qualit\u00e0 giornaliera della previsione del Tipo di Circolazione a 24 ore , elaborata dal modello europeo ECMWF (rosso) e dal modello americano GFS (blu). Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nIn continuit\u00e0 con la primavera, l\u2019estate \u00e8 partita all\u2019insegna del tempo perturbato e dell\u2019instabilit\u00e0 al Nord, lasciando per ora scarsa possibilit\u00e0 alle figure anticicloniche di estendersi e consolidarsi su tutta l\u2019Italia. TC11-Anticiclone Nordafricano riuscir\u00e0 a farsi largo e a raggiungere la frequenza e la persistenza record dell\u2019estate 2023? TC3-Depressione Padana torner\u00e0 alla frequenza estiva di dieci anni fa come inaspettatamente accaduto nel 2023? Lo scopriremo con il prossimo report.\n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (La circolazione atmosferica sull\u2019Italia ai tempi del nuovo clima: i due volti della primavera 2024)", "date_published": "2024-06-27T12:30:25+02:00", "date_modified": "2024-06-27T12:30:25+02:00", "authors": [ { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://iconameteo.it/contents/uploads/2024/06/primavera-clima-1024x444.jpg", "tags": [ "Tipi di circolazione sull'Italia" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/news/tipi-di-circolazione-sullitalia/la-circolazione-atmosferica-sullitalia-nellinverno-2023-24-tra-maltempo-anticiclonico-e-tre-tempeste-in-sei-giorni/", "url": "https://www.iconameteo.it/news/tipi-di-circolazione-sullitalia/la-circolazione-atmosferica-sullitalia-nellinverno-2023-24-tra-maltempo-anticiclonico-e-tre-tempeste-in-sei-giorni/", "title": "La circolazione atmosferica sull\u2019Italia nell\u2019inverno 2023/24, tra \u201cmaltempo anticiclonico\u201d e tre tempeste in sei giorni", "content_html": "Sembrava solo un inverno piuttosto tranquillo ed eccezionalmente caldo, segnato da prolungati periodi di tempo stabile, temperature quasi primaverili, nebbie persistenti e inquinamento alle stelle in Valpadana, invece si \u00e8 concluso con tre tempeste in sei giorni, rivelando in un colpo solo anche la sua faccia pi\u00f9 violenta.
\nPer dipingere il ritratto dell\u2019inverno pi\u00f9 caldo di sempre dal punto di vista della circolazione atmosferica, ci siamo affidati all\u2019intelligenza artificiale e alla tecnica del \u201cWeather Typing\u201d: grazie alla capacit\u00e0 di apprendere, riconoscere e classificare di una rete neurale artificiale denominata SOM (Self Organizing Map), abbiamo identificato sull\u2019Italia dodici pattern della circolazione atmosferica, ricostruito la loro serie storica alle 12 UTC, e analizzato frequenze, anomalie e trend stagionali di ciascuno di essi.
\nLa figura 1 mostra la configurazione della pressione a livello del mare e del geopotenziale a 500 hPa dei dodici pattern della circolazione atmosferica, che chiamiamo \u201cTipi di Circolazione\u201c (TC), identificati dalla rete neurale per il dominio geografico centrato sull\u2019Italia. La distribuzione dei TC all\u2019interno delle due \u201cmappe\u201d \u00e8 frutto di complesse elaborazioni della rete neurale che, a partire da TC1, ha posizionato i TC tanto pi\u00f9 vicini fra loro quanto pi\u00f9 fra loro simili.
\nIn base alla caratteristica circolatoria prevalente, a ciascuno dei dodici TC \u00e8 stato assegnato un nome, riportato nel testo e nelle figure che seguiranno.
\nNell\u2019ultimo ventennio, TC9-Anticiclone di blocco \u00e8 stato il tipo di circolazione dominante durante l\u2019inverno (figura 2). Si tratta del TC pi\u00f9 persistente, che vede una vasta area di alta pressione, estesa su gran parte dell\u2019Europa occidentale e centrale, isolare dal flusso occidentale, e \u201cbloccare\u201d per diversi giorni consecutivi, una depressione con minimo tra Mar Ionio ed Egeo. Questo Tipo di Circolazione \u00e8 associato all\u2019irruzione dai Balcani di aria fredda continentale ed \u00e8 potenzialmente responsabile di condizioni avverse e nevicate fino a bassa quota sulle regioni del Medio Adriatico e al Sud. Nel corso degli ultimi ventidue anni, la presenza invernale di TC9 ha mostrato una forte variabilit\u00e0, con anni caratterizzati da frequenza molto elevata, alternati ad uno o due anni con frequenza molto pi\u00f9 bassa, come nel caso dell\u2019inverno appena concluso.
\nAltre configurazioni invernali relativamente frequenti sono TC11-Anticiclone Nordafricano e TC1-Maestrale, quest\u2019ultimo associato all\u2019irruzione nel Mediterraneo di aria fredda proveniente dal Nord Atlantico e, a volte, ad intensi venti di F\u00f6hn in Piemonte e Lombardia.
\nTC11-Anticiclone Nordafricano \u00e8 il secondo Tipo di Circolazione pi\u00f9 frequente durante la stagione invernale. Associato alla risalita verso il Mediterraneo di aria calda e umida di origine subtropicale, non solo favorisce condizioni di tempo stabile e soleggiato in tutto il nostro Paese, ma anche temperature oltre la norma e, in estate, intense e prolungate ondate di caldo e afa. Questo Tipo di Circolazione \u00e8 stato il protagonista dell\u2019intero 2023, e la sua frequenza record ha contribuito ampiamente ad accentuare il trend positivo dell\u2019ultimo ventennio, statisticamente significativo su base annuale. TC11-Anticiclone Nordafricano \u00e8 frequentemente accompagnato da configurazioni di matrice simile, come TC10-Anticiclone AfroIberico e da TC6-Anticiclone AfroAtlantico. Tuttavia, l\u2019origine di quest\u2019ultimo pu\u00f2 essere duplice: spesso si tratta di un anticiclone con radici nelle basse latitudini africane ed esteso fino al Mediterraneo centro-occidentale, molto pi\u00f9 raramente coincide con l\u2019estensione verso il Mediterraneo e l\u2019Italia dell\u2019Anticiclone delle Azzorre. Come vedremo, questa configurazione sta acquisendo sempre pi\u00f9 importanza durante l\u2019inverno.
\nLa tabella 1 mostra il numero di giorni di presenza dei dodici Tipi di Circolazione nell\u2019inverno meteorologico 2023/24.
\nPare subito evidente la presenza relativamente contenuta del re dell\u2019inverno, il \u201cfreddo\u201d TC9-Anticiclone di blocco, e del \u201cfreddo\u201d TC1-Maestrale, spinti in disparte da tutte le configurazioni anticicloniche di matrice africana, soprattutto da TC6-Anticiclone AfroAtlantico che, con oltre due settimane di presenza, quest\u2019anno ha superato il record di presenza invernale del 2020.
Il calcolo delle anomalie, cio\u00e8 della differenza tra la frequenza dei dodici TC nell\u2019inverno 2023/24 e la media della loro frequenza stagionale nel periodo di riferimento 2002/03-2023/24, permette di fotografare con buon dettaglio la stagione appena conclusa, valutando come e di quanto si \u00e8 discostata da una condizione di stagione \u201cnormale\u201d dal punto di vista della circolazione atmosferica (figura 3).
\nSpiccano dunque l\u2019anomalia positiva di TC6-Anticiclone AfroAtlantico (+ 9 giorni, pari a 138 % di giorni in pi\u00f9 rispetto al periodo di riferimento) e l\u2019anomalia negativa di TC9-Anticiclone di blocco (-7 giorni, pari al 41 % di giorni in meno) e di TC1-Maestrale (-6 giorni, il 58 % in meno). In continuit\u00e0 con tutto il 2023, la frequenza di TC8-Scirocco \u00e8 risultata in difetto anche con il nuovo anno, seppur solo di 2 giorni: il 30 % in meno rispetto alla media di riferimento.
TC8-Scirocco \u00e8 di solito pi\u00f9 frequente nelle stagioni intermedie e, come TC4-Depressione Ligure, \u00e8 potenzialmente il TC pi\u00f9 piovoso per l\u2019Italia, a volte associato a condizioni meteorologiche critiche, come accaduto quest\u2019anno a fine inverno. Dal 23 al 29 febbraio l\u2019Italia \u00e8 stata infatti colpita da ben tre tempeste, Louis, Dorothea ed Emil, tutte associate alla presenza di un vortice ciclonico tra Mar Ligure e Basso Tirreno e classificate dalla rete neurale come TC8-Scirocco o TC4-Depressione Ligure (figura 4). E\u2019 stato il periodo pi\u00f9 perturbato dell\u2019intera stagione, sia in termini di intensit\u00e0 del vento, sia di intensit\u00e0 della pioggia, soprattutto al Nord e in Toscana, e di quantit\u00e0 di neve sulle Alpi.
\nAnche se diverse altre perturbazioni, meno intense, sono transitate sull\u2019Italia, e non sono mancate le irruzioni di masse d\u2019aria di origine artica o polare (TC1, TC2, TC5 e TC9), di questo inverno probabilmente ricorderemo soprattutto i periodi di tempo stabile. In particolare, non dimenticheremo l\u2019interminabile \u201cmaltempo anticiclonico\u201d che ha assediato il Paese negli ultimi giorni di gennaio e in febbraio, a lungo accompagnato da temperature primaverili, o quasi, e da un pesante coperchio di nebbia e di smog in Pianura Padana.
\nTC6-Anticiclone AfroAtlantico \u00e8 stato una presenza costante nel corso di tutta la stagione, soprattutto nella prima parte, ma anche durante la fase anticiclonica pi\u00f9 lunga dell\u2019inverno, a cavallo tra gennaio e febbraio. La frequenza record di quest\u2019anno, di poco superiore a quella del 2012/13 e del 2019/20, ha contribuito ad accentuare e a rendere significativo il trend, positivo, dal 2002/03 (figura 5), in contrasto con la tendenza opposta dei \u201cfreddi\u201d TC1-Maestrale e TC9-Anticiclone di blocco, altrettanto accentuata, ma non significativa.
\nPer valutare e confrontare la performance dei modelli di previsione meteorologica nel breve e medio termine, con l\u2019ausilio della rete neurale abbiamo quantificato la \u201csimilarit\u00e0\u201d tra i dodici pattern della circolazione atmosferica. La qualit\u00e0 della previsione pu\u00f2 essere cos\u00ec espressa in termini di somiglianza tra TC osservato e TC previsto: il 100 % sar\u00e0 dunque raggiunto quando il TC previsto e il TC osservato coincidono, quindi quando la previsione \u00e8 corretta.
\nLa figura 6 mostra la qualit\u00e0 media della previsione elaborata dal modello europeo ECMWF e dall\u2019americano GFS per le 12 UTC dei sette giorni (+168 ore) successivi al giorno di inizio della previsione. Come quasi sempre accade, i due modelli hanno formulato previsioni di pari qualit\u00e0 per il breve termine, mentre oltre le 48 ore di previsione ECMWF ha guadagnato sempre pi\u00f9 terreno nei confronti di GFS.
L\u2019accuratezza delle previsioni di ECMWF nel pi\u00f9 lungo termine \u00e8 risultata particolarmente elevata con gran parte delle irruzioni di masse d\u2019aria di origine artica e polare (TC1, TC2 e TC5), in particolare con TC1-Maestrale, perfettamente previsto in tutte e quattro le occasioni in cui si \u00e8 presentato alle 12 UTC (figura 7). Non solo: anche la permanenza sul nostro territorio di quasi tutte le figure anticicloniche di matrice subtropicale \u00e8 stata prevista con una maggiore accuratezza da parte del modello europeo. Tuttavia, GFS \u00e8 riuscito a cogliere con pari abilit\u00e0 TC4-Depressione Ligure e TC8-Scirocco, come abbiamo visto i due TC associati alle situazioni pi\u00f9 critiche.
\nLa figura 8 mostra la qualit\u00e0 giornaliera della previsione a +168 ore (una settimana) dei due modelli. Pu\u00f2 sorprendere la buona performance di entrambi per l\u2019ultima, estrema, settimana della stagione, soprattutto se confrontata con la pi\u00f9 scarsa qualit\u00e0 associata a situazioni relativamente pi\u00f9 tranquille, come il transito sull\u2019Italia della perturbazione di fine anno o del ritorno dell\u2019alta pressione dopo il passaggio della perturbazione di Carnevale, il 9 e 10 febbraio. La maggiore efficacia delle previsioni di ECMWF per il pi\u00f9 lungo termine \u00e8 emersa soprattutto nel mese di gennaio, in occasione di condizioni tipicamente invernali, caratterizzate da diverse irruzioni d\u2019aria artica e polare, seguite, a fine mese, dal rapido consolidamento della circolazione anticiclonica di matrice nordafricana.
\nCosa dobbiamo aspettarci dalla primavera 2024? Per ora, in continuit\u00e0 con la turbolenta fine dell\u2019inverno, \u00e8 partita in modo estremamente perturbato, con all\u2019attivo gi\u00e0 due tempeste sull\u2019Italia, Emil e Monica. Torner\u00e0 a farsi largo TC9-Anticiclone di blocco, di solito importante presenza nella prima parte della stagione? O prevarr\u00e0 TC11-Anticiclone Nordafricano, come nella primavera del 2023? Lo scopriremo con il prossimo report.
\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (La circolazione atmosferica sull\u2019Italia nell\u2019inverno 2023/24, tra \u201cmaltempo anticiclonico\u201d e tre tempeste in sei giorni)
\n", "content_text": "Sembrava solo un inverno piuttosto tranquillo ed eccezionalmente caldo, segnato da prolungati periodi di tempo stabile, temperature quasi primaverili, nebbie persistenti e inquinamento alle stelle in Valpadana, invece si \u00e8 concluso con tre tempeste in sei giorni, rivelando in un colpo solo anche la sua faccia pi\u00f9 violenta.\nIl ciclone Emil sull\u2019Italia\nPer dipingere il ritratto dell\u2019inverno pi\u00f9 caldo di sempre dal punto di vista della circolazione atmosferica, ci siamo affidati all\u2019intelligenza artificiale e alla tecnica del \u201cWeather Typing\u201d: grazie alla capacit\u00e0 di apprendere, riconoscere e classificare di una rete neurale artificiale denominata SOM (Self Organizing Map), abbiamo identificato sull\u2019Italia dodici pattern della circolazione atmosferica, ricostruito la loro serie storica alle 12 UTC, e analizzato frequenze, anomalie e trend stagionali di ciascuno di essi.\nLa figura 1 mostra la configurazione della pressione a livello del mare e del geopotenziale a 500 hPa dei dodici pattern della circolazione atmosferica, che chiamiamo \u201cTipi di Circolazione\u201c (TC), identificati dalla rete neurale per il dominio geografico centrato sull\u2019Italia. La distribuzione dei TC all\u2019interno delle due \u201cmappe\u201d \u00e8 frutto di complesse elaborazioni della rete neurale che, a partire da TC1, ha posizionato i TC tanto pi\u00f9 vicini fra loro quanto pi\u00f9 fra loro simili.\nFig. 1 \u2013 Configurazioni della pressione al livello del mare (sinistra) e del geopotenziale a 500 hPa (destra) dei dodici Tipi di Circolazione (TC) identificati dalla rete neurale. I dati sono standardizzati. I colori dal verde al viola rappresentano i valori positivi (\u201calta pressione\u201d), i colori dal bianco al blu i valori negativi (\u201cbassa pressione\u201d). Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nIn base alla caratteristica circolatoria prevalente, a ciascuno dei dodici TC \u00e8 stato assegnato un nome, riportato nel testo e nelle figure che seguiranno.\nLa circolazione atmosferica invernale negli ultimi 22 anni\nNell\u2019ultimo ventennio, TC9-Anticiclone di blocco \u00e8 stato il tipo di circolazione dominante durante l\u2019inverno (figura 2). Si tratta del TC pi\u00f9 persistente, che vede una vasta area di alta pressione, estesa su gran parte dell\u2019Europa occidentale e centrale, isolare dal flusso occidentale, e \u201cbloccare\u201d per diversi giorni consecutivi, una depressione con minimo tra Mar Ionio ed Egeo. Questo Tipo di Circolazione \u00e8 associato all\u2019irruzione dai Balcani di aria fredda continentale ed \u00e8 potenzialmente responsabile di condizioni avverse e nevicate fino a bassa quota sulle regioni del Medio Adriatico e al Sud. Nel corso degli ultimi ventidue anni, la presenza invernale di TC9 ha mostrato una forte variabilit\u00e0, con anni caratterizzati da frequenza molto elevata, alternati ad uno o due anni con frequenza molto pi\u00f9 bassa, come nel caso dell\u2019inverno appena concluso.\nAltre configurazioni invernali relativamente frequenti sono TC11-Anticiclone Nordafricano e TC1-Maestrale, quest\u2019ultimo associato all\u2019irruzione nel Mediterraneo di aria fredda proveniente dal Nord Atlantico e, a volte, ad intensi venti di F\u00f6hn in Piemonte e Lombardia.\nFig.2 \u2013 Numero medio di giorni di presenza invernale dei dodici Tipi di Circolazione (grafico a sinistra) e numero di giorni di presenza di TC9-Anticiclone di blocco negli ultimi ventidue anni (grafico a destra ). Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nTC11-Anticiclone Nordafricano \u00e8 il secondo Tipo di Circolazione pi\u00f9 frequente durante la stagione invernale. Associato alla risalita verso il Mediterraneo di aria calda e umida di origine subtropicale, non solo favorisce condizioni di tempo stabile e soleggiato in tutto il nostro Paese, ma anche temperature oltre la norma e, in estate, intense e prolungate ondate di caldo e afa. Questo Tipo di Circolazione \u00e8 stato il protagonista dell\u2019intero 2023, e la sua frequenza record ha contribuito ampiamente ad accentuare il trend positivo dell\u2019ultimo ventennio, statisticamente significativo su base annuale. TC11-Anticiclone Nordafricano \u00e8 frequentemente accompagnato da configurazioni di matrice simile, come TC10-Anticiclone AfroIberico e da TC6-Anticiclone AfroAtlantico. Tuttavia, l\u2019origine di quest\u2019ultimo pu\u00f2 essere duplice: spesso si tratta di un anticiclone con radici nelle basse latitudini africane ed esteso fino al Mediterraneo centro-occidentale, molto pi\u00f9 raramente coincide con l\u2019estensione verso il Mediterraneo e l\u2019Italia dell\u2019Anticiclone delle Azzorre. Come vedremo, questa configurazione sta acquisendo sempre pi\u00f9 importanza durante l\u2019inverno.\nL\u2019inverno meteorologico 2023/24: l\u2019Anticiclone di blocco lascia il posto a configurazioni di matrice subtropicale\nLa tabella 1 mostra il numero di giorni di presenza dei dodici Tipi di Circolazione nell\u2019inverno meteorologico 2023/24.\nPare subito evidente la presenza relativamente contenuta del re dell\u2019inverno, il \u201cfreddo\u201d TC9-Anticiclone di blocco, e del \u201cfreddo\u201d TC1-Maestrale, spinti in disparte da tutte le configurazioni anticicloniche di matrice africana, soprattutto da TC6-Anticiclone AfroAtlantico che, con oltre due settimane di presenza, quest\u2019anno ha superato il record di presenza invernale del 2020.\nTab. 1 \u2013 Numero di giorni di presenza dei dodici Tipi di Circolazione nell\u2019inverno meteorologico 2023/24 (1 dicembre 2023 \u2013 29 febbraio 2024). Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nIl calcolo delle anomalie, cio\u00e8 della differenza tra la frequenza dei dodici TC nell\u2019inverno 2023/24 e la media della loro frequenza stagionale nel periodo di riferimento 2002/03-2023/24, permette di fotografare con buon dettaglio la stagione appena conclusa, valutando come e di quanto si \u00e8 discostata da una condizione di stagione \u201cnormale\u201d dal punto di vista della circolazione atmosferica (figura 3).\nSpiccano dunque l\u2019anomalia positiva di TC6-Anticiclone AfroAtlantico (+ 9 giorni, pari a 138 % di giorni in pi\u00f9 rispetto al periodo di riferimento) e l\u2019anomalia negativa di TC9-Anticiclone di blocco (-7 giorni, pari al 41 % di giorni in meno) e di TC1-Maestrale (-6 giorni, il 58 % in meno). In continuit\u00e0 con tutto il 2023, la frequenza di TC8-Scirocco \u00e8 risultata in difetto anche con il nuovo anno, seppur solo di 2 giorni: il 30 % in meno rispetto alla media di riferimento.\nFig. 3 \u2013 Anomalie della frequenza dei dodici Tipi di Circolazione (TC) nell\u2019inverno meteorologico 2023/24 rispetto alla media del periodo 2002/03-2023/24. Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima.\nTC8-Scirocco \u00e8 di solito pi\u00f9 frequente nelle stagioni intermedie e, come TC4-Depressione Ligure, \u00e8 potenzialmente il TC pi\u00f9 piovoso per l\u2019Italia, a volte associato a condizioni meteorologiche critiche, come accaduto quest\u2019anno a fine inverno. Dal 23 al 29 febbraio l\u2019Italia \u00e8 stata infatti colpita da ben tre tempeste, Louis, Dorothea ed Emil, tutte associate alla presenza di un vortice ciclonico tra Mar Ligure e Basso Tirreno e classificate dalla rete neurale come TC8-Scirocco o TC4-Depressione Ligure (figura 4). E\u2019 stato il periodo pi\u00f9 perturbato dell\u2019intera stagione, sia in termini di intensit\u00e0 del vento, sia di intensit\u00e0 della pioggia, soprattutto al Nord e in Toscana, e di quantit\u00e0 di neve sulle Alpi.\nFig. 4 \u2013 Tipo di Circolazione (TC) alle 12 UTC, temperatura media e precipitazione osservati giornalmente dal primo dicembre 2023 al 29 febbraio 2024. I valori di temperatura e precipitazione sono ricavati dai dati della rete MeteoNetwork, integrati, per le precipitazioni, da stime satellitari. In giallo sono evidenziati i TC associati alle tempeste classificate e denominate da EUMETNET (https://www.eumetnet.eu/) nell\u2019ambito del progetto europeo \u201cStorm Naming\u201d (https://www.iconaclima.it/italia/alexis-bettina-ciro-nomi-tempeste-europa-storm-naming/). Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima.\nAnche se diverse altre perturbazioni, meno intense, sono transitate sull\u2019Italia, e non sono mancate le irruzioni di masse d\u2019aria di origine artica o polare (TC1, TC2, TC5 e TC9), di questo inverno probabilmente ricorderemo soprattutto i periodi di tempo stabile. In particolare, non dimenticheremo l\u2019interminabile \u201cmaltempo anticiclonico\u201d che ha assediato il Paese negli ultimi giorni di gennaio e in febbraio, a lungo accompagnato da temperature primaverili, o quasi, e da un pesante coperchio di nebbia e di smog in Pianura Padana.\nIl mix di nebbia e smog che ricopre la Valpadana, ripreso da Sentinel-3 il 29 gennaio 2024. Crediti Copernicus\nTC6-Anticiclone AfroAtlantico \u00e8 stato una presenza costante nel corso di tutta la stagione, soprattutto nella prima parte, ma anche durante la fase anticiclonica pi\u00f9 lunga dell\u2019inverno, a cavallo tra gennaio e febbraio. La frequenza record di quest\u2019anno, di poco superiore a quella del 2012/13 e del 2019/20, ha contribuito ad accentuare e a rendere significativo il trend, positivo, dal 2002/03 (figura 5), in contrasto con la tendenza opposta dei \u201cfreddi\u201d TC1-Maestrale e TC9-Anticiclone di blocco, altrettanto accentuata, ma non significativa.\nFig.5 \u2013 Numero di giorni di presenza invernale e tendenza lineare di TC6-Anticiclone AfroAtlantico negli ultimi ventidue anni (stagioni 2002/03 \u2013 2023/24). Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nLa previsione dei Tipi di Circolazione: il modello europeo \u00e8 pi\u00f9 abile del modello americano a prevedere con una settimana di anticipo le irruzioni di aria artica e polare\nPer valutare e confrontare la performance dei modelli di previsione meteorologica nel breve e medio termine, con l\u2019ausilio della rete neurale abbiamo quantificato la \u201csimilarit\u00e0\u201d tra i dodici pattern della circolazione atmosferica. La qualit\u00e0 della previsione pu\u00f2 essere cos\u00ec espressa in termini di somiglianza tra TC osservato e TC previsto: il 100 % sar\u00e0 dunque raggiunto quando il TC previsto e il TC osservato coincidono, quindi quando la previsione \u00e8 corretta.\nLa figura 6 mostra la qualit\u00e0 media della previsione elaborata dal modello europeo ECMWF e dall\u2019americano GFS per le 12 UTC dei sette giorni (+168 ore) successivi al giorno di inizio della previsione. Come quasi sempre accade, i due modelli hanno formulato previsioni di pari qualit\u00e0 per il breve termine, mentre oltre le 48 ore di previsione ECMWF ha guadagnato sempre pi\u00f9 terreno nei confronti di GFS.\nFig. 6 \u2013 Qualit\u00e0 media della previsione della circolazione atmosferica elaborata dal modello di previsione meteorologica europeo (ECMWF) e da quello americano (GFS) durante l\u2019inverno meteorologico 2023/24, da +24 a +168 ore (una settimana) di previsione. Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nL\u2019accuratezza delle previsioni di ECMWF nel pi\u00f9 lungo termine \u00e8 risultata particolarmente elevata con gran parte delle irruzioni di masse d\u2019aria di origine artica e polare (TC1, TC2 e TC5), in particolare con TC1-Maestrale, perfettamente previsto in tutte e quattro le occasioni in cui si \u00e8 presentato alle 12 UTC (figura 7). Non solo: anche la permanenza sul nostro territorio di quasi tutte le figure anticicloniche di matrice subtropicale \u00e8 stata prevista con una maggiore accuratezza da parte del modello europeo. Tuttavia, GFS \u00e8 riuscito a cogliere con pari abilit\u00e0 TC4-Depressione Ligure e TC8-Scirocco, come abbiamo visto i due TC associati alle situazioni pi\u00f9 critiche.\nFig. 7 \u2013 Qualit\u00e0 della previsione di ciascun Tipo di Circolazione a 168 ore (una settimana) per il modello europeo ECMWF (rosso) e per il modello americano GFS (blu). Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nLa figura 8 mostra la qualit\u00e0 giornaliera della previsione a +168 ore (una settimana) dei due modelli. Pu\u00f2 sorprendere la buona performance di entrambi per l\u2019ultima, estrema, settimana della stagione, soprattutto se confrontata con la pi\u00f9 scarsa qualit\u00e0 associata a situazioni relativamente pi\u00f9 tranquille, come il transito sull\u2019Italia della perturbazione di fine anno o del ritorno dell\u2019alta pressione dopo il passaggio della perturbazione di Carnevale, il 9 e 10 febbraio. La maggiore efficacia delle previsioni di ECMWF per il pi\u00f9 lungo termine \u00e8 emersa soprattutto nel mese di gennaio, in occasione di condizioni tipicamente invernali, caratterizzate da diverse irruzioni d\u2019aria artica e polare, seguite, a fine mese, dal rapido consolidamento della circolazione anticiclonica di matrice nordafricana.\nFig. 8 \u2013 Qualit\u00e0 giornaliera della previsione del Tipo di Circolazione a 168 ore (una settimana), elaborata dal modello europeo ECMWF (rosso) e dal modello americano GFS (blu). Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nCosa dobbiamo aspettarci dalla primavera 2024? Per ora, in continuit\u00e0 con la turbolenta fine dell\u2019inverno, \u00e8 partita in modo estremamente perturbato, con all\u2019attivo gi\u00e0 due tempeste sull\u2019Italia, Emil e Monica. Torner\u00e0 a farsi largo TC9-Anticiclone di blocco, di solito importante presenza nella prima parte della stagione? O prevarr\u00e0 TC11-Anticiclone Nordafricano, come nella primavera del 2023? Lo scopriremo con il prossimo report.\n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (La circolazione atmosferica sull\u2019Italia nell\u2019inverno 2023/24, tra \u201cmaltempo anticiclonico\u201d e tre tempeste in sei giorni)", "date_published": "2024-03-12T12:23:47+01:00", "date_modified": "2024-03-12T12:23:47+01:00", "authors": [ { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://iconameteo.it/contents/uploads/2024/03/WhatsApp-Image-2024-03-12-at-11.23.29-1024x643.jpeg", "tags": [ "Tipi di circolazione sull'Italia" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/news/tipi-di-circolazione-sullitalia/cosa-ricorderemo-del-2023-la-circolazione-atmosferica-sullitalia-tra-anticiclone-nordafricano-record-scirocco-al-minimo-storico-e-19-tempeste/", "url": "https://www.iconameteo.it/primo-piano/cosa-ricorderemo-del-2023-la-circolazione-atmosferica-sullitalia-tra-anticiclone-nordafricano-record-scirocco-al-minimo-storico-e-19-tempeste/", "title": "Cosa ricorderemo del 2023? 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\nCome \u00e8 andata dal punto di vista della circolazione atmosferica? Quali sono state le anomalie rispetto al ventennio precedente? Quale modello di previsione meteorologica ha previsto meglio la dinamica di questo tormentato anno?
\nPer scoprirlo, ci siamo affidati all\u2019intelligenza artificiale e alla tecnica del \u201cWeather Typing\u201d: sfruttando la capacit\u00e0 di apprendere, riconoscere e classificare di una rete neurale artificiale denominata SOM (Self Organizing Map), abbiamo identificato dodici pattern della circolazione atmosferica, ricostruito la loro sequenza temporale giornaliera a partire dal 2002 e analizzato frequenze, anomalie e trend.
La figura 1 mostra la configurazione della pressione a livello del mare e del geopotenziale a 500 hPa dei dodici pattern della circolazione atmosferica, che chiamiamo \u201cTipi di Circolazione\u201d (TC), identificati dalla rete neurale per il dominio geografico centrato sull\u2019Italia.
\nLa distribuzione dei TC all\u2019interno delle due \u201cmappe\u201d \u00e8 frutto di complesse elaborazioni operate dalla rete neurale che, a partire da TC1, ha posizionato i TC tanto pi\u00f9 vicini fra loro quanto pi\u00f9 fra loro simili.
In base alla caratteristica circolatoria prevalente, a ciascuno dei dodici TC \u00e8 stato assegnato un nome, riportato nel testo e nelle figure che seguiranno.
\nPresente mediamente per oltre 7 settimane in un anno, nell\u2019ultimo ventennio TC9-Anticiclone di blocco \u00e8 stato il tipo di circolazione pi\u00f9 frequente (figura 2), concentrato soprattutto durante il semestre freddo, ma a volte protagonista della circolazione atmosferica anche in piena estate, come accaduto nel 2003 e nel 2022. Si tratta del TC pi\u00f9 persistente, che vede una vasta area di alta pressione, estesa su gran parte dell\u2019Europa occidentale e centrale, isolare e \u201cbloccare\u201d per diversi giorni consecutivi una depressione centrata tra Mar Ionio ed Egeo, contribuendo ad alimentare e mantenere condizioni di instabilit\u00e0 sulle nostre regioni del Medio Adriatico e al Sud. Con 40 giorni di presenza, TC1-Maestrale \u00e8 stato il secondo tipo di circolazione mediamente pi\u00f9 frequente, associato all\u2019irruzione di masse d\u2019aria di origine nord-atlantica nel Mediterraneo, a volte sotto forma di venti burrascosi e F\u00f6hn tra Piemonte e Lombardia.
\nMalgrado il declino statisticamente significativo, TC3-Depressione Padana \u00e8 risultato il TC mediamente pi\u00f9 frequente durante l\u2019estate. \u00c8 associato allo scorrimento sull\u2019Europa centrale di aria fresca proveniente dal Medio Atlantico che, lambendo le Alpi e scatenando fenomeni temporaleschi anche violenti sul Nord Italia, interrompe, almeno su questa parte della Penisola, la calura e il tempo stabile associati ai diversi TC anticiclonici, tra cui il bollente TC11-Anticiclone Nordafricano, la configurazione anticiclonica pi\u00f9 frequente durante tutto l\u2019anno, dopo TC9-Anticiclone di blocco.
\nTC4-Depressione Ligure e TC8-Scirocco, spesso il primo evoluzione del secondo e frequenti nelle stagioni intermedie, sono i tipi di circolazione pi\u00f9 piovosi, a volte responsabili di forte maltempo ed alluvioni al Nord.
\nLa tabella 1 riporta la frequenza di ciascun Tipo di Circolazione negli ultimi due anni (1 dicembre \u2013 30 novembre). TC9-Anticiclone di blocco \u00e8 stato il pattern dominante del 2022, raggiungendo, con ben 76 giorni di presenza, il record del ventennio fino ad allora appartenuto al 2003.
\nNel 2023, TC9 ha passato il testimone a TC11-Anticiclone Nordafricano che, con due settimane in pi\u00f9 di presenza rispetto all\u2019anno precedente, ha raggiunto il record assoluto di frequenza. Il piovoso TC8-Scirocco, al contrario, nel 2023 ha raggiunto il suo minimo storico.
\nTC2, TC3 e TC4 sono stati piuttosto frequenti nel 2023 e, come vedremo, tra i principali responsabili dei numerosi fenomeni estremi occorsi durante tutto l\u2019anno.
Il calcolo della differenza tra le frequenze dei dodici TC nel 2022 e nel 2023 e la media delle frequenze nel ventennio 2003-2022 permette di quantificare e confrontare le anomalie dei due anni in esame (figura 3).
\nDel 2023 spiccano la notevole anomalia positiva di TC11-Anticiclone Nordafricano (+23 giorni, pari al 64% di giorni in pi\u00f9 rispetto alla media di riferimento) e, come nel 2022, l\u2019anomalia negativa di TC8-Scirocco (-18 giorni, pari al 58% di giorni in meno) e di TC1-Maestrale (-11 giorni, il 27% in meno).
\nBen evidente, anche se molto contenuta, l\u2019anomalia positiva di TC2- Depressione Egeo e TC3-Depressione Padana, riconducibile alla loro elevata frequenza durante l\u2019estate, in controtendenza e in netto contrasto con il difetto del 2022 e della maggior parte delle stagioni estive del decennio precedente.
TC3-Depressione Padana, in particolare, \u00e8 stato l\u2019innesco dei numerosi eventi estremi che hanno colpito le nostre regioni settentrionali nel mese di luglio e nei primi giorni di agosto (figura 4), dai temporali al Nordest accompagnati da grandine di dimensioni eccezionali, alle supercelle in Lombardia e in Veneto, fino alla tempesta Petar del 4 e 5 agosto.
\nPetar \u00e8 stata solo una delle diciannove intense tempeste che hanno colpito l\u2019Italia nel 2023, ben sette in pi\u00f9 rispetto ai dodici mesi precedenti. La maggior parte si \u00e8 sviluppata in seno a TC4-Depressione Ligure, come il TLC (Tropical Like Cyclone) Juliette del 28 febbraio e la storica tempesta Ciaran del 2 novembre, oppure a TC1-Maestrale, come il TLC Hannelore del 21 gennaio o la tempesta Bettina del 25 novembre, motore della prima irruzione di aria artica sull\u2019Italia della stagione. Seppur in un minor numero di casi, anche TC9-Anticiclone di blocco ha ospitato tempeste, ad esempio il TLC Helios del 9 febbraio e il ciclone Daniel del 5 settembre, quest\u2019ultimo responsabile di gravi danni e purtroppo molte vittime in Grecia e in Libia.
Il grande assente degli ultimi due anni \u00e8 stato TC8-Scirocco, dunque il tipo di circolazione pi\u00f9 piovoso e, soprattutto nel semestre freddo, potenzialmente in grado di portare forte maltempo in tante regioni, come avvenuto il 20 ottobre con la tempesta Aline. Tipico delle stagioni intermedie, quest\u2019anno TC8 \u00e8 apparso una sola volta in primavera, quattro volte in autunno, poco di pi\u00f9 in inverno: il record negativo dal 2003.
\nCon la sua configurazione a \u201ccampana\u201d ed asse inclinato sudovest-nordest, TC11-Anticiclone Nordafricano, il re del 2023, \u00e8 stato eccezionalmente frequente e persistente non solo durante l\u2019estate, in occasione delle pi\u00f9 intense ondate di calore in tutto il Paese, ma anche nelle altre stagioni, in particolare nella prima parte dell\u2019inverno e in primavera. La sua frequenza record ha contribuito in modo importante ad accentuare il trend positivo dell\u2019ultimo ventennio, statisticamente significativo su base annuale (figura 5).
\nQuale modello di previsione meteorologica \u00e8 riuscito a prevedere con maggiore accuratezza l\u2019avvicendarsi dei vari pattern della circolazione atmosferica nel breve e medio termine?
\nPer rispondere a questa domanda abbiamo quantificato la similarit\u00e0 fra TC, calcolando con un apposito algoritmo la loro distanza all\u2019interno della mappa creata da SOM. \u00c8 stato cos\u00ec possibile esprimere il grado di qualit\u00e0 della previsione in termini di scostamento dalla distanza massima possibile. La qualit\u00e0 della previsione pari a 100% \u00e8 cos\u00ec raggiunta quando la distanza fra il TC previsto e il TC osservato \u00e8 uguale a zero, cio\u00e8 quando la previsione \u00e8 corretta.
La figura 6 mostra la qualit\u00e0 media della previsione elaborata da cinque modelli globali e da MIX, il prodotto d\u2019ensemble da essi derivato, per le 12 UTC dei 4-7 giorni successivi. Nel breve termine, il modello europeo ECMWF e MIX hanno formulato previsioni leggermente pi\u00f9 accurate rispetto a quelle degli altri modelli, soprattutto del canadese GEM.
\nL\u2019ensemble MIX \u00e8 risultato particolarmente efficace al quarto giorno di previsione (+96 ore). Le previsioni per il pi\u00f9 lungo termine sono sempre state il punto di forza di ECMWF, molto spesso pi\u00f9 abile di GFS, il suo storico \u201ccollega\u201d americano, a cogliere correttamente il pattern della circolazione atmosferica anche con una settima di anticipo (+168 ore di previsione).
L\u2019accuratezza delle previsioni di ECMWF nel medio termine \u00e8 risultata pi\u00f9 elevata di quella di GFS, con quasi i tre quarti delle configurazioni (figura 7), in particolare con il frequente e persistente TC9-Anticiclone di blocco, con la maggior parte delle figure anticicloniche di matrice africana, con il raro e perturbato TC7-Correnti occidentali, con le irruzioni nel Mediterraneo di masse d\u2019aria provenienti dal nord Atlantico (TC1 e TC2) e con lo sviluppo di una saccatura sul Mediterraneo occidentale e relativa attivazione di venti di Libeccio sui nostri mari (TC12). Tuttavia, GFS \u00e8 riuscito a prevedere con pari o superiore abilit\u00e0 alcuni dei tipi di circolazione pi\u00f9 dinamici e spesso associati a situazioni critiche, come TC3-Depressione Padana, TC4-Depressione Ligure e TC8-Scirocco.
\nL\u2019inverno \u00e8 partito con un assetto in linea con quanto emerso nel 2023: per ora completamente privo di TC8-Scirocco, ricco di configurazioni anticicloniche di origine nordafricana o atlantica, relativamente povero di TC9-Anticiclone di blocco, il TC di solito dominante durante la stagione fredda. Tuttavia, dopo Ciro, attiva sul nostro territorio tra il 30 novembre e l\u20191 dicembre 2023, l\u2019Italia non \u00e8 stata pi\u00f9 raggiunta da tempeste. Per fortuna.
\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Cosa ricorderemo del 2023? La circolazione atmosferica sull\u2019Italia tra Anticiclone Nordafricano record, Scirocco al minimo storico e 19 tempeste)
\n", "content_text": "Del 2023 ricorderemo sicuramente il caldo record, con valori estivi anche fuori stagione, e l\u2019elevatissimo numero di eventi estremi, tra supercelle, tornado, grandine gigantesca, alluvioni e diciannove tempeste, di cui una, Ciaran, di portata storica per l\u2019Europa occidentale.\nCome \u00e8 andata dal punto di vista della circolazione atmosferica? Quali sono state le anomalie rispetto al ventennio precedente? Quale modello di previsione meteorologica ha previsto meglio la dinamica di questo tormentato anno?\nPer scoprirlo, ci siamo affidati all\u2019intelligenza artificiale e alla tecnica del \u201cWeather Typing\u201d: sfruttando la capacit\u00e0 di apprendere, riconoscere e classificare di una rete neurale artificiale denominata SOM (Self Organizing Map), abbiamo identificato dodici pattern della circolazione atmosferica, ricostruito la loro sequenza temporale giornaliera a partire dal 2002 e analizzato frequenze, anomalie e trend.\nImmagine ripresa da Sentinel3 il 3 novembre 2023: dopo l\u2019impatto della tempesta Ciaran, si avvicina al Continente la tempesta Domingos. Crediti Copernicus.\nLa figura 1 mostra la configurazione della pressione a livello del mare e del geopotenziale a 500 hPa dei dodici pattern della circolazione atmosferica, che chiamiamo \u201cTipi di Circolazione\u201d (TC), identificati dalla rete neurale per il dominio geografico centrato sull\u2019Italia.\nLa distribuzione dei TC all\u2019interno delle due \u201cmappe\u201d \u00e8 frutto di complesse elaborazioni operate dalla rete neurale che, a partire da TC1, ha posizionato i TC tanto pi\u00f9 vicini fra loro quanto pi\u00f9 fra loro simili.\nFig. 1 \u2013 Configurazioni della pressione al livello del mare (sinistra) e del geopotenziale a 500 hPa (destra) dei dodici Tipi di Circolazione (TC) identificati dalla rete neurale. I dati sono standardizzati. I colori dal verde al viola rappresentano i valori positivi (\u201calta pressione\u201d), i colori dal bianco al blu i valori negativi (\u201cbassa pressione\u201d). Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nIn base alla caratteristica circolatoria prevalente, a ciascuno dei dodici TC \u00e8 stato assegnato un nome, riportato nel testo e nelle figure che seguiranno.\nLa frequenza dei Tipi di Circolazione nel ventennio 2003-2022\nPresente mediamente per oltre 7 settimane in un anno, nell\u2019ultimo ventennio TC9-Anticiclone di blocco \u00e8 stato il tipo di circolazione pi\u00f9 frequente (figura 2), concentrato soprattutto durante il semestre freddo, ma a volte protagonista della circolazione atmosferica anche in piena estate, come accaduto nel 2003 e nel 2022. Si tratta del TC pi\u00f9 persistente, che vede una vasta area di alta pressione, estesa su gran parte dell\u2019Europa occidentale e centrale, isolare e \u201cbloccare\u201d per diversi giorni consecutivi una depressione centrata tra Mar Ionio ed Egeo, contribuendo ad alimentare e mantenere condizioni di instabilit\u00e0 sulle nostre regioni del Medio Adriatico e al Sud. Con 40 giorni di presenza, TC1-Maestrale \u00e8 stato il secondo tipo di circolazione mediamente pi\u00f9 frequente, associato all\u2019irruzione di masse d\u2019aria di origine nord-atlantica nel Mediterraneo, a volte sotto forma di venti burrascosi e F\u00f6hn tra Piemonte e Lombardia.\nFig.2 \u2013 Numero medio annuo di giorni di presenza di ciascun Tipo di Circolazione (TC) nel ventennio 2003-2022. Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nMalgrado il declino statisticamente significativo, TC3-Depressione Padana \u00e8 risultato il TC mediamente pi\u00f9 frequente durante l\u2019estate. \u00c8 associato allo scorrimento sull\u2019Europa centrale di aria fresca proveniente dal Medio Atlantico che, lambendo le Alpi e scatenando fenomeni temporaleschi anche violenti sul Nord Italia, interrompe, almeno su questa parte della Penisola, la calura e il tempo stabile associati ai diversi TC anticiclonici, tra cui il bollente TC11-Anticiclone Nordafricano, la configurazione anticiclonica pi\u00f9 frequente durante tutto l\u2019anno, dopo TC9-Anticiclone di blocco.\nTC4-Depressione Ligure e TC8-Scirocco, spesso il primo evoluzione del secondo e frequenti nelle stagioni intermedie, sono i tipi di circolazione pi\u00f9 piovosi, a volte responsabili di forte maltempo ed alluvioni al Nord.\n2023 vs 2022: due anni da record a confronto\nLa tabella 1 riporta la frequenza di ciascun Tipo di Circolazione negli ultimi due anni (1 dicembre \u2013 30 novembre). TC9-Anticiclone di blocco \u00e8 stato il pattern dominante del 2022, raggiungendo, con ben 76 giorni di presenza, il record del ventennio fino ad allora appartenuto al 2003.\nNel 2023, TC9 ha passato il testimone a TC11-Anticiclone Nordafricano che, con due settimane in pi\u00f9 di presenza rispetto all\u2019anno precedente, ha raggiunto il record assoluto di frequenza. Il piovoso TC8-Scirocco, al contrario, nel 2023 ha raggiunto il suo minimo storico.\nTC2, TC3 e TC4 sono stati piuttosto frequenti nel 2023 e, come vedremo, tra i principali responsabili dei numerosi fenomeni estremi occorsi durante tutto l\u2019anno.\nTab. 1 \u2013 Frequenza di ciascun Tipo di Circolazione nel 2022 (1 dicembre 2021 \u2013 30 novembre 2022) e nel 2023 (1 dicembre 2022 \u2013 30 novembre 2023). Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nIl calcolo della differenza tra le frequenze dei dodici TC nel 2022 e nel 2023 e la media delle frequenze nel ventennio 2003-2022 permette di quantificare e confrontare le anomalie dei due anni in esame (figura 3).\nDel 2023 spiccano la notevole anomalia positiva di TC11-Anticiclone Nordafricano (+23 giorni, pari al 64% di giorni in pi\u00f9 rispetto alla media di riferimento) e, come nel 2022, l\u2019anomalia negativa di TC8-Scirocco (-18 giorni, pari al 58% di giorni in meno) e di TC1-Maestrale (-11 giorni, il 27% in meno).\nBen evidente, anche se molto contenuta, l\u2019anomalia positiva di TC2- Depressione Egeo e TC3-Depressione Padana, riconducibile alla loro elevata frequenza durante l\u2019estate, in controtendenza e in netto contrasto con il difetto del 2022 e della maggior parte delle stagioni estive del decennio precedente.\nFig. 3 \u2013 Anomalie della frequenza dei dodici Tipi di Circolazione (TC) nel 2022 (1 dicembre 2021 \u2013 30 novembre 2022) e nel 2023 (1 dicembre 2022 \u2013 30 novembre 2023), rispetto alla media del ventennio 2003-2022. Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima.\nTC3-Depressione Padana, in particolare, \u00e8 stato l\u2019innesco dei numerosi eventi estremi che hanno colpito le nostre regioni settentrionali nel mese di luglio e nei primi giorni di agosto (figura 4), dai temporali al Nordest accompagnati da grandine di dimensioni eccezionali, alle supercelle in Lombardia e in Veneto, fino alla tempesta Petar del 4 e 5 agosto.\nPetar \u00e8 stata solo una delle diciannove intense tempeste che hanno colpito l\u2019Italia nel 2023, ben sette in pi\u00f9 rispetto ai dodici mesi precedenti. La maggior parte si \u00e8 sviluppata in seno a TC4-Depressione Ligure, come il TLC (Tropical Like Cyclone) Juliette del 28 febbraio e la storica tempesta Ciaran del 2 novembre, oppure a TC1-Maestrale, come il TLC Hannelore del 21 gennaio o la tempesta Bettina del 25 novembre, motore della prima irruzione di aria artica sull\u2019Italia della stagione. Seppur in un minor numero di casi, anche TC9-Anticiclone di blocco ha ospitato tempeste, ad esempio il TLC Helios del 9 febbraio e il ciclone Daniel del 5 settembre, quest\u2019ultimo responsabile di gravi danni e purtroppo molte vittime in Grecia e in Libia.\nFig. 4 \u2013 Sequenza giornaliera dei dodici tipi di circolazione, della temperatura media e della precipitazione osservati dal primo dicembre 2022 al 30 novembre 2023. I valori di temperatura e precipitazione sono ottenuti elaborando dati grigliati ad alta risoluzione spaziale (4 km) e temporale (1 ora) derivati dai rilievi della rete di stazioni italiane MeteoNetwork, integrati, per le precipitazioni, da stime satellitari. In rosso sono evidenziati i TC associati alle tempeste classificate e denominate da EUMETNET (Network of European Meteorological Services) nell\u2019ambito del progetto europeo \u201cStorm Naming\u201d. Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nIl grande assente degli ultimi due anni \u00e8 stato TC8-Scirocco, dunque il tipo di circolazione pi\u00f9 piovoso e, soprattutto nel semestre freddo, potenzialmente in grado di portare forte maltempo in tante regioni, come avvenuto il 20 ottobre con la tempesta Aline. Tipico delle stagioni intermedie, quest\u2019anno TC8 \u00e8 apparso una sola volta in primavera, quattro volte in autunno, poco di pi\u00f9 in inverno: il record negativo dal 2003.\nCon la sua configurazione a \u201ccampana\u201d ed asse inclinato sudovest-nordest, TC11-Anticiclone Nordafricano, il re del 2023, \u00e8 stato eccezionalmente frequente e persistente non solo durante l\u2019estate, in occasione delle pi\u00f9 intense ondate di calore in tutto il Paese, ma anche nelle altre stagioni, in particolare nella prima parte dell\u2019inverno e in primavera. La sua frequenza record ha contribuito in modo importante ad accentuare il trend positivo dell\u2019ultimo ventennio, statisticamente significativo su base annuale (figura 5).\nFig.5 \u2013 Numero di giorni di presenza e tendenza lineare di TC11-Anticiclone Nordafricano dal 2003 al 2023. Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nLa performance dei modelli di previsione meteorologica\nQuale modello di previsione meteorologica \u00e8 riuscito a prevedere con maggiore accuratezza l\u2019avvicendarsi dei vari pattern della circolazione atmosferica nel breve e medio termine? \nPer rispondere a questa domanda abbiamo quantificato la similarit\u00e0 fra TC, calcolando con un apposito algoritmo la loro distanza all\u2019interno della mappa creata da SOM. \u00c8 stato cos\u00ec possibile esprimere il grado di qualit\u00e0 della previsione in termini di scostamento dalla distanza massima possibile. La qualit\u00e0 della previsione pari a 100% \u00e8 cos\u00ec raggiunta quando la distanza fra il TC previsto e il TC osservato \u00e8 uguale a zero, cio\u00e8 quando la previsione \u00e8 corretta.\nLa figura 6 mostra la qualit\u00e0 media della previsione elaborata da cinque modelli globali e da MIX, il prodotto d\u2019ensemble da essi derivato, per le 12 UTC dei 4-7 giorni successivi. Nel breve termine, il modello europeo ECMWF e MIX hanno formulato previsioni leggermente pi\u00f9 accurate rispetto a quelle degli altri modelli, soprattutto del canadese GEM.\nL\u2019ensemble MIX \u00e8 risultato particolarmente efficace al quarto giorno di previsione (+96 ore). Le previsioni per il pi\u00f9 lungo termine sono sempre state il punto di forza di ECMWF, molto spesso pi\u00f9 abile di GFS, il suo storico \u201ccollega\u201d americano, a cogliere correttamente il pattern della circolazione atmosferica anche con una settima di anticipo (+168 ore di previsione).\nFig. 6 \u2013 Qualit\u00e0 complessiva della previsione della circolazione atmosferica formulata da cinque modelli globali e il loro ensemble MIX, per tutte le validit\u00e0 orarie disponibili (da +24 ore a +168 ore di previsione), nell\u2019anno dicembre 2022-novembre 2023. Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nL\u2019accuratezza delle previsioni di ECMWF nel medio termine \u00e8 risultata pi\u00f9 elevata di quella di GFS, con quasi i tre quarti delle configurazioni (figura 7), in particolare con il frequente e persistente TC9-Anticiclone di blocco, con la maggior parte delle figure anticicloniche di matrice africana, con il raro e perturbato TC7-Correnti occidentali, con le irruzioni nel Mediterraneo di masse d\u2019aria provenienti dal nord Atlantico (TC1 e TC2) e con lo sviluppo di una saccatura sul Mediterraneo occidentale e relativa attivazione di venti di Libeccio sui nostri mari (TC12). Tuttavia, GFS \u00e8 riuscito a prevedere con pari o superiore abilit\u00e0 alcuni dei tipi di circolazione pi\u00f9 dinamici e spesso associati a situazioni critiche, come TC3-Depressione Padana, TC4-Depressione Ligure e TC8-Scirocco.\nFig. 7 \u2013 Qualit\u00e0 della previsione di ciascun Tipo di Circolazione (TC) a +168 ore (una settimana) per il modello europeo ECMWF (rosso) e per il modello americano GFS (blu). Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nCosa dobbiamo aspettarci dal 2024?\nL\u2019inverno \u00e8 partito con un assetto in linea con quanto emerso nel 2023: per ora completamente privo di TC8-Scirocco, ricco di configurazioni anticicloniche di origine nordafricana o atlantica, relativamente povero di TC9-Anticiclone di blocco, il TC di solito dominante durante la stagione fredda. Tuttavia, dopo Ciro, attiva sul nostro territorio tra il 30 novembre e l\u20191 dicembre 2023, l\u2019Italia non \u00e8 stata pi\u00f9 raggiunta da tempeste. Per fortuna.\n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Cosa ricorderemo del 2023? La circolazione atmosferica sull\u2019Italia tra Anticiclone Nordafricano record, Scirocco al minimo storico e 19 tempeste)", "date_published": "2024-01-02T12:21:28+01:00", "date_modified": "2024-01-04T12:11:47+01:00", "authors": [ { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://iconameteo.it/contents/uploads/2024/01/2023-circolazione-atmosferica-italia-10.jpg", "tags": [ "Primo piano", "Tipi di circolazione sull'Italia" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/news/tipi-di-circolazione-sullitalia/i-due-volti-dellestate-2023-tra-eventi-estremi-e-caldo-anomalo/", "url": "https://www.iconameteo.it/news/tipi-di-circolazione-sullitalia/i-due-volti-dellestate-2023-tra-eventi-estremi-e-caldo-anomalo/", "title": "I due volti dell\u2019estate 2023: tra eventi estremi e caldo anomalo", "content_html": "Supercelle, megagrandine, tornado, le tempeste Olga, Petar e Rea sono alcuni degli ingredienti di questa estate italiana dai due volti, che ha visto il Nord spazzato da numerosi eventi estremi, il Centrosud a lungo schiacciato sotto il rovente scudo dell\u2019Anticiclone Nordafricano.
\nCome \u00e8 andata l\u2019estate 2023 dal punto di vista della circolazione atmosferica? Quali sono state le differenze con l\u2019estate del 2022 e quali le anomalie rispetto all\u2019ultimo ventennio? Quale modello ne ha previsto meglio la dinamica? Per studiare questi aspetti, come di consueto abbiamo applicato il metodo del \u201cWeather Typing\u201d, una tecnica di classificazione delle configurazioni della circolazione atmosferica, realizzata sfruttando le capacit\u00e0 di apprendere, riconoscere e classificare di una rete neurale artificiale denominata SOM (Self Organizing Map), o mappa di Kohonen.
\nLa figura 1 mostra la configurazione della pressione a livello del mare e del geopotenziale a 500 hPa dei dodici pattern della circolazione atmosferica, che possiamo chiamare \u201cTipi di Circolazione\u201c (TC), identificati dalla rete neurale per il dominio geografico centrato sull\u2019Italia. La distribuzione dei TC all\u2019interno delle due immagini, che possiamo definire \u201cmappe\u201d, non \u00e8 casuale: \u00e8 frutto di complesse elaborazioni operate dalla rete neurale che, a partire da TC1, ha posizionato i TC tanto pi\u00f9 vicini fra loro quanto pi\u00f9 con caratteristiche simili.
\nIn base alla caratteristica circolatoria prevalente, a ciascuno dei dodici TC abbiamo assegnato un nome identificativo, riportato nel testo e nelle figure che seguiranno.
\nPresente mediamente per 15 giorni, nell\u2019ultimo ventennio TC3-Depressione_Padana \u00e8 stato il tipo di circolazione pi\u00f9 frequente durante l\u2019estate (figura 2). Corrisponde allo scorrimento sull\u2019Europa centrale di aria fresca di origine atlantica che, lambendo le Alpi e scatenando fenomeni temporaleschi anche violenti sul Norditalia, interrompe, almeno su questa parte della Penisola, la calura e il tempo stabile associati ai diversi TC anticiclonici, tra cui TC11-Anticiclone_Nordafricano, il pi\u00f9 frequente. Anche TC1-Maestrale e TC2-Depressione_Egeo sono associati all\u2019arrivo sull\u2019Italia di aria di origine atlantica, ma si tratta di masse d\u2019aria provenienti da latitudini pi\u00f9 elevate che, seguendo traiettorie pi\u00f9 ripide, riescono ad irrompere in profondit\u00e0 nell\u2019area Mediterranea, a volte sottoforma di venti burrascosi e F\u00f6hn tra Piemonte e Lombardia.
\nDurante l\u2019estate \u00e8 invece relativamente raro incontrare TC4-Depressione Ligure, il TC pi\u00f9 piovoso insieme a TC8-Scirocco, potenzialmente responsabile di forte maltempo ed alluvioni al Nordovest. Tuttavia, la ciclogenesi sul Mar Ligure a cui \u00e8 associato, nell\u2019ultimo ventennio ha visto un incremento estivo statisticamente significativo (figura 3), al contrario di TC3_Depressione_Padana, in significativo declino.
\nLa tabella 1 mostra il numero di giorni di presenza di ciascun Tipo di Circolazione nell\u2019estate meteorologica (1 giugno \u2013 31 agosto) del 2022 e in quella del 2023. L\u2019anno scorso, il persistente TC9-Anticiclone di blocco, di solito molto frequente nel semestre freddo, \u00e8 risultato il pattern dominante, sfiorando il record di presenza stagionale del 2018 e 2006, e contribuendo in modo importante ad aggravare il pesante deficit idrico sulle regioni settentrionali. Con 9 giorni in meno di presenza rispetto al 2022, questa estate TC9 \u00e8 rimasto molto pi\u00f9 defilato e prossimo alla sua media stagionale, mentre a dominare la circolazione atmosferica \u00e8 stato TC11-Anticiclone_Nordafricano, con ben due settimane in pi\u00f9 di presenza rispetto all\u2019anno scorso e solo un giorno in meno rispetto al record di frequenza estiva del ventennio 2003-2022, raggiunto nel 2017 con 20 giorni. Di poco inferiore la presenza di TC3-Depressione_Padana, quest\u2019anno molto frequente, in controtendenza rispetto al trend del ventennio, e con ben 10 giorni in pi\u00f9 di presenza rispetto all\u2019estate del 2022.
\nLa figura 4 mostra le anomalie della frequenza dei dodici TC rispetto alla media stagionale del ventennio 2003-2022 ed evidenzia bene la marcata differenza tra l\u2019estate del 2022 e quella da poco conclusa. In particolare, per il 2023 spiccano la notevole anomalia positiva di TC11-Anticiclone_Nordafricano (+9 giorni, pari al 96 % di giorni in pi\u00f9) e l\u2019anomalia negativa di TC1-Maestrale (- 5 giorni, pari al 56 % di giorni in meno). Ben evidente, anche se molto contenuta, l\u2019anomalia positiva di TC3-Depressione_Padana nell\u2019estate del 2023, in netto contrasto con il difetto del 2022: se escludiamo il 2020, per vedere un\u2019anomalia positiva di questo TC bisogna andare indietro nel tempo di quasi dieci anni.
\nTC3-Depressione_Padana, comparso per la prima volta solo il 30 giugno, \u00e8 stato il protagonista assoluto dei frequenti episodi di maltempo che si sono abbattuti sul Norditalia nel mese di luglio e nei primi giorni di agosto (figura 5). Tra essi, molti episodi di forte intensit\u00e0, come i temporali al Nordest accompagnati da grandine di dimensioni eccezionali tra il 18 e il 19 luglio, i fenomeni estremi legati allo sviluppo di supercelle nella settimana nera della Lombardia, in particolare della Brianza e della citt\u00e0 di Milano, tra il 20 e il 25 luglio, fino alla tempesta Petar del 4 e 5 agosto, cos\u00ec denominata dal Servizio Meteorologico dell\u2019Aeronautica Militare nell\u2019ambito del progetto europeo \u201cStorm Naming\u201d.
\nPetar non \u00e8 stata l\u2019unica tempesta di questa turbolenta estate: l\u2019ha infatti preceduta la tempesta Olga, associata a TC1-Maestrale, che tra il 14 e il 15 giugno ha colpito con violenza il Centrosud dell\u2019Italia, e l\u2019ha seguita, tra il 27 e il 28 di agosto, il ciclone Rea, con minimo sul Mar Ligure (TC4-Depressione_Ligure) ed effetti particolarmente intensi in termini di vento e quantitativi di pioggia soprattutto sui settori occidentali, tra Piemonte, Liguria e Sardegna (figura 6).
\nDopo alcuni timidi tentativi di allungarsi fino alle regioni settentrionali durante il travagliato mese di luglio, nell\u2019intervallo tra Petar e Rea l\u2019Anticiclone Nordafricano \u00e8 riuscito ad abbracciare tutta la Penisola e a consolidarsi, portando ovunque un lungo periodo di tempo stabile e caldo dominato dalla classica configurazione a \u201ccampana\u201d con asse leggermente inclinato sudovest-nordest di TC11-Anticiclone_Nordafricano, mai cos\u00ec persistete (sette giorni consecutivi di presenza) nel ventennio di riferimento, non solo durante l\u2019estate, ma anche nelle altre stagioni.
\nQuale modello di previsione meteorologica \u00e8 riuscito a prevedere con maggiore accuratezza l\u2019avvicendarsi dei vari pattern della circolazione atmosferica nel breve e medio termine? Per rispondere a questa domanda possiamo affidarci alla misura della distanza (e quindi della \u201csimilarit\u00e0\u201d) tra TC nella mappa elaborata dalla rete neurale: come abbiamo visto, tanto pi\u00f9 due TC sono vicini fra loro nella mappa, tanto pi\u00f9 sono tra loro simili. Con buona approssimazione \u00e8 cos\u00ec possibile ottenere la distanza tra TC previsto e TC osservato, ed esprimere il grado di qualit\u00e0 della previsione in termini di scostamento dalla condizione di errore massimo possibile. Avremo dunque una qualit\u00e0 della previsione del 100 % quando il TC previsto e il TC osservato coincidono, quindi la loro distanza sulla mappa di SOM \u00e8 pari a zero.
\nLa figura 7 mostra la qualit\u00e0 giornaliera della previsione del modello europeo ECMWF e di quello americano GFS, sia per il breve termine (+24 ore di previsione), sia per il pi\u00f9 lungo termine disponibile (+168 ore di previsione, una settimana). Nel breve termine la performance dei due modelli globali \u00e8 stata quasi perfetta, a parte alcuni errori di lieve entit\u00e0 da parte soprattutto di GFS, prevalentemente nella prima met\u00e0 della stagione.
Le previsioni per il medio termine (+168 ore) hanno naturalmente messo a dura prova l\u2019abilit\u00e0 dei modelli, che sono riusciti a produrre per l\u2019estate 2023 previsioni perfette in poco pi\u00f9 di un terzo dei giorni: nel 37 % ECMWF, nel 34 % GFS. Quest\u2019ultimo ha per\u00f2 commesso errori pi\u00f9 gravi di ECMWF, in particolare il 13 e 14 giugno, i giorni dello sviluppo e dell\u2019impatto sull\u2019Italia della tempesta Olga, ma anche il 7 luglio e intorno alla met\u00e0 di agosto, in occasione dell\u2019alluvione a Bardonecchia del 13 agosto e degli intensi fenomeni convettivi nella vicina Torino il 16 agosto. In generale, le previsioni di ECMWF sono risultate mediamente pi\u00f9 accurate di quelle di GFS sia nel breve termine, sia, soprattutto, dal quarto giorno in poi (figura 8).
\nLa tecnica del \u201cWeather Typing\u201d non si esaurisce qui: pu\u00f2 essere impiegata per altre innumerevoli applicazioni. Ad esempio, pu\u00f2 essere un utile strumento per valutare la capacit\u00e0 dei modelli a prevedere alcuni parametri meteorologici, come la temperatura e la pioggia, in occasione di pattern della circolazione atmosferica diversi, e pu\u00f2 essere impiegata per correggere la previsione in funzione del tipo di circolazione, migliorando la performance del modello: alcune delle applicazioni che Meteo Expert ha sviluppato.
\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (I due volti dell\u2019estate 2023: tra eventi estremi e caldo anomalo)
\n", "content_text": "Supercelle, megagrandine, tornado, le tempeste Olga, Petar e Rea sono alcuni degli ingredienti di questa estate italiana dai due volti, che ha visto il Nord spazzato da numerosi eventi estremi, il Centrosud a lungo schiacciato sotto il rovente scudo dell\u2019Anticiclone Nordafricano.\nCome \u00e8 andata l\u2019estate 2023 dal punto di vista della circolazione atmosferica? Quali sono state le differenze con l\u2019estate del 2022 e quali le anomalie rispetto all\u2019ultimo ventennio? Quale modello ne ha previsto meglio la dinamica? Per studiare questi aspetti, come di consueto abbiamo applicato il metodo del \u201cWeather Typing\u201d, una tecnica di classificazione delle configurazioni della circolazione atmosferica, realizzata sfruttando le capacit\u00e0 di apprendere, riconoscere e classificare di una rete neurale artificiale denominata SOM (Self Organizing Map), o mappa di Kohonen.\nLa figura 1 mostra la configurazione della pressione a livello del mare e del geopotenziale a 500 hPa dei dodici pattern della circolazione atmosferica, che possiamo chiamare \u201cTipi di Circolazione\u201c (TC), identificati dalla rete neurale per il dominio geografico centrato sull\u2019Italia. La distribuzione dei TC all\u2019interno delle due immagini, che possiamo definire \u201cmappe\u201d, non \u00e8 casuale: \u00e8 frutto di complesse elaborazioni operate dalla rete neurale che, a partire da TC1, ha posizionato i TC tanto pi\u00f9 vicini fra loro quanto pi\u00f9 con caratteristiche simili.\nFig. 1 \u2013 Configurazioni della pressione al livello del mare (sinistra) e del geopotenziale a 500 hPa (destra) dei dodici Tipi di Circolazione (TC) identificati dalla rete neurale. I dati sono standardizzati. I colori dal verde al viola rappresentano i valori positivi (\u201calta pressione\u201d), i colori dal bianco al blu i valori negativi (\u201cbassa pressione\u201d). Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nIn base alla caratteristica circolatoria prevalente, a ciascuno dei dodici TC abbiamo assegnato un nome identificativo, riportato nel testo e nelle figure che seguiranno.\n\nLa stagione estiva nel ventennio 2003-2022\nPresente mediamente per 15 giorni, nell\u2019ultimo ventennio TC3-Depressione_Padana \u00e8 stato il tipo di circolazione pi\u00f9 frequente durante l\u2019estate (figura 2). Corrisponde allo scorrimento sull\u2019Europa centrale di aria fresca di origine atlantica che, lambendo le Alpi e scatenando fenomeni temporaleschi anche violenti sul Norditalia, interrompe, almeno su questa parte della Penisola, la calura e il tempo stabile associati ai diversi TC anticiclonici, tra cui TC11-Anticiclone_Nordafricano, il pi\u00f9 frequente. Anche TC1-Maestrale e TC2-Depressione_Egeo sono associati all\u2019arrivo sull\u2019Italia di aria di origine atlantica, ma si tratta di masse d\u2019aria provenienti da latitudini pi\u00f9 elevate che, seguendo traiettorie pi\u00f9 ripide, riescono ad irrompere in profondit\u00e0 nell\u2019area Mediterranea, a volte sottoforma di venti burrascosi e F\u00f6hn tra Piemonte e Lombardia.\nFig.2 \u2013 Numero medio di giorni di presenza estiva di ciascun Tipo di Circolazione (TC) nel ventennio 2003-2022. Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nDurante l\u2019estate \u00e8 invece relativamente raro incontrare TC4-Depressione Ligure, il TC pi\u00f9 piovoso insieme a TC8-Scirocco, potenzialmente responsabile di forte maltempo ed alluvioni al Nordovest. Tuttavia, la ciclogenesi sul Mar Ligure a cui \u00e8 associato, nell\u2019ultimo ventennio ha visto un incremento estivo statisticamente significativo (figura 3), al contrario di TC3_Depressione_Padana, in significativo declino.\nFig.3 \u2013 Numero di giorni di presenza e tendenza lineare di TC3-Depressione_Padana (lilla) e TC4-Depressione_Liguree (nero) nelle stagioni estive dal 2003 al 2022. Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\n\nL\u2019estate del 2023 e il confronto con il 2022\nLa tabella 1 mostra il numero di giorni di presenza di ciascun Tipo di Circolazione nell\u2019estate meteorologica (1 giugno \u2013 31 agosto) del 2022 e in quella del 2023. L\u2019anno scorso, il persistente TC9-Anticiclone di blocco, di solito molto frequente nel semestre freddo, \u00e8 risultato il pattern dominante, sfiorando il record di presenza stagionale del 2018 e 2006, e contribuendo in modo importante ad aggravare il pesante deficit idrico sulle regioni settentrionali. Con 9 giorni in meno di presenza rispetto al 2022, questa estate TC9 \u00e8 rimasto molto pi\u00f9 defilato e prossimo alla sua media stagionale, mentre a dominare la circolazione atmosferica \u00e8 stato TC11-Anticiclone_Nordafricano, con ben due settimane in pi\u00f9 di presenza rispetto all\u2019anno scorso e solo un giorno in meno rispetto al record di frequenza estiva del ventennio 2003-2022, raggiunto nel 2017 con 20 giorni. Di poco inferiore la presenza di TC3-Depressione_Padana, quest\u2019anno molto frequente, in controtendenza rispetto al trend del ventennio, e con ben 10 giorni in pi\u00f9 di presenza rispetto all\u2019estate del 2022.\nTab. 1 \u2013 Numero di giorni di presenza di ciascun Tipo di Circolazione nell\u2019estate meteorologica 2022 (verde) e nella stagione 2023 (lilla). Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nLa figura 4 mostra le anomalie della frequenza dei dodici TC rispetto alla media stagionale del ventennio 2003-2022 ed evidenzia bene la marcata differenza tra l\u2019estate del 2022 e quella da poco conclusa. In particolare, per il 2023 spiccano la notevole anomalia positiva di TC11-Anticiclone_Nordafricano (+9 giorni, pari al 96 % di giorni in pi\u00f9) e l\u2019anomalia negativa di TC1-Maestrale (- 5 giorni, pari al 56 % di giorni in meno). Ben evidente, anche se molto contenuta, l\u2019anomalia positiva di TC3-Depressione_Padana nell\u2019estate del 2023, in netto contrasto con il difetto del 2022: se escludiamo il 2020, per vedere un\u2019anomalia positiva di questo TC bisogna andare indietro nel tempo di quasi dieci anni.\nFig. 4 \u2013 Anomalie della frequenza di ciascun Tipo di Circolazione (TC) nell\u2019estate meteorologica 2022 (sinistra) e in quella 2023 (destra), rispetto alla media stagionale del ventennio 2003-2022. Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima.\nTC3-Depressione_Padana, comparso per la prima volta solo il 30 giugno, \u00e8 stato il protagonista assoluto dei frequenti episodi di maltempo che si sono abbattuti sul Norditalia nel mese di luglio e nei primi giorni di agosto (figura 5). Tra essi, molti episodi di forte intensit\u00e0, come i temporali al Nordest accompagnati da grandine di dimensioni eccezionali tra il 18 e il 19 luglio, i fenomeni estremi legati allo sviluppo di supercelle nella settimana nera della Lombardia, in particolare della Brianza e della citt\u00e0 di Milano, tra il 20 e il 25 luglio, fino alla tempesta Petar del 4 e 5 agosto, cos\u00ec denominata dal Servizio Meteorologico dell\u2019Aeronautica Militare nell\u2019ambito del progetto europeo \u201cStorm Naming\u201d.\nFig. 5 \u2013 Sequenza giornaliera dei dodici tipi di circolazione (TC) osservati alle 12 UTC durante l\u2019estate meteorologica 2023. In rosso sono evidenziati i TC associati alle tempeste Olga, Petar e Rea, cos\u00ec denominate dal Servizio Meteorologico dell\u2019Aeronautica Militare nell\u2019ambito del progetto europeo Storm Naming.\nPetar non \u00e8 stata l\u2019unica tempesta di questa turbolenta estate: l\u2019ha infatti preceduta la tempesta Olga, associata a TC1-Maestrale, che tra il 14 e il 15 giugno ha colpito con violenza il Centrosud dell\u2019Italia, e l\u2019ha seguita, tra il 27 e il 28 di agosto, il ciclone Rea, con minimo sul Mar Ligure (TC4-Depressione_Ligure) ed effetti particolarmente intensi in termini di vento e quantitativi di pioggia soprattutto sui settori occidentali, tra Piemonte, Liguria e Sardegna (figura 6).\nFig.6- 28 agosto 2023: la tempesta Rea. (a) Immagine delle 12 UTC del satellite meteorologico, (b) analisi delle 12 UTC del modello MIX di Meteo Expert: pressione a livello del mare e venti a dieci metri; la lunghezza della freccia situata sotto la mappa corrisponde ad una velocit\u00e0 del vento di 20 m/s, (c) precipitazioni giornaliere derivate dai rilievi della rete di stazioni MeteoNetwork, integrati con stime satellitari GPM (https://www.nasa.gov/mission_pages/GPM/main/index.html). Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nDopo alcuni timidi tentativi di allungarsi fino alle regioni settentrionali durante il travagliato mese di luglio, nell\u2019intervallo tra Petar e Rea l\u2019Anticiclone Nordafricano \u00e8 riuscito ad abbracciare tutta la Penisola e a consolidarsi, portando ovunque un lungo periodo di tempo stabile e caldo dominato dalla classica configurazione a \u201ccampana\u201d con asse leggermente inclinato sudovest-nordest di TC11-Anticiclone_Nordafricano, mai cos\u00ec persistete (sette giorni consecutivi di presenza) nel ventennio di riferimento, non solo durante l\u2019estate, ma anche nelle altre stagioni.\nECMWF vs GFS: la performance dei modelli di previsione meteorologica\nQuale modello di previsione meteorologica \u00e8 riuscito a prevedere con maggiore accuratezza l\u2019avvicendarsi dei vari pattern della circolazione atmosferica nel breve e medio termine? Per rispondere a questa domanda possiamo affidarci alla misura della distanza (e quindi della \u201csimilarit\u00e0\u201d) tra TC nella mappa elaborata dalla rete neurale: come abbiamo visto, tanto pi\u00f9 due TC sono vicini fra loro nella mappa, tanto pi\u00f9 sono tra loro simili. Con buona approssimazione \u00e8 cos\u00ec possibile ottenere la distanza tra TC previsto e TC osservato, ed esprimere il grado di qualit\u00e0 della previsione in termini di scostamento dalla condizione di errore massimo possibile. Avremo dunque una qualit\u00e0 della previsione del 100 % quando il TC previsto e il TC osservato coincidono, quindi la loro distanza sulla mappa di SOM \u00e8 pari a zero.\nLa figura 7 mostra la qualit\u00e0 giornaliera della previsione del modello europeo ECMWF e di quello americano GFS, sia per il breve termine (+24 ore di previsione), sia per il pi\u00f9 lungo termine disponibile (+168 ore di previsione, una settimana). Nel breve termine la performance dei due modelli globali \u00e8 stata quasi perfetta, a parte alcuni errori di lieve entit\u00e0 da parte soprattutto di GFS, prevalentemente nella prima met\u00e0 della stagione.\nFig. 7 \u2013 Qualit\u00e0 giornaliera della previsione del Tipo di Circolazione elaborata dal modello europeo ECMWF (rosso) e dal modello americano GFS (blu), nel breve termine (+24 ore di previsione, in alto) e nel pi\u00f9 lungo termine disponibile (+168 ore di previsione, in basso). Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nLe previsioni per il medio termine (+168 ore) hanno naturalmente messo a dura prova l\u2019abilit\u00e0 dei modelli, che sono riusciti a produrre per l\u2019estate 2023 previsioni perfette in poco pi\u00f9 di un terzo dei giorni: nel 37 % ECMWF, nel 34 % GFS. Quest\u2019ultimo ha per\u00f2 commesso errori pi\u00f9 gravi di ECMWF, in particolare il 13 e 14 giugno, i giorni dello sviluppo e dell\u2019impatto sull\u2019Italia della tempesta Olga, ma anche il 7 luglio e intorno alla met\u00e0 di agosto, in occasione dell\u2019alluvione a Bardonecchia del 13 agosto e degli intensi fenomeni convettivi nella vicina Torino il 16 agosto. In generale, le previsioni di ECMWF sono risultate mediamente pi\u00f9 accurate di quelle di GFS sia nel breve termine, sia, soprattutto, dal quarto giorno in poi (figura 8).\nFig. 8 \u2013 Qualit\u00e0 complessiva della previsione dei pattern della circolazione atmosferica per il modello ECMWF (rosso) e per il modello GFS (blu), da + 24 ore di previsione a + 168 ore di previsione (una settimana). Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nLa tecnica del \u201cWeather Typing\u201d non si esaurisce qui: pu\u00f2 essere impiegata per altre innumerevoli applicazioni. Ad esempio, pu\u00f2 essere un utile strumento per valutare la capacit\u00e0 dei modelli a prevedere alcuni parametri meteorologici, come la temperatura e la pioggia, in occasione di pattern della circolazione atmosferica diversi, e pu\u00f2 essere impiegata per correggere la previsione in funzione del tipo di circolazione, migliorando la performance del modello: alcune delle applicazioni che Meteo Expert ha sviluppato.\n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (I due volti dell\u2019estate 2023: tra eventi estremi e caldo anomalo)", "date_published": "2023-10-04T09:21:51+02:00", "date_modified": "2023-10-04T09:21:51+02:00", "authors": [ { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://iconameteo.it/contents/uploads/2023/10/Schermata-2023-10-03-alle-09.31.32.png", "tags": [ "Tipi di circolazione sull'Italia" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/news/tipi-di-circolazione-sullitalia/una-primavera-a-testa-in-giu/", "url": "https://www.iconameteo.it/primo-piano/una-primavera-a-testa-in-giu/", "title": "Una primavera a testa in gi\u00f9", "content_html": "Nella primavera del 2022, e non solo, l\u2019Anticiclone di blocco \u00e8 stato il protagonista della circolazione atmosferica sull\u2019Italia, sfiorando il record di presenza stagionale e contribuendo ampiamente ad aggravare il deficit idrico sulle regioni settentrionali. Con 11 giorni in meno di presenza rispetto all\u2019anno scorso, quest\u2019anno \u00e8 rimasto molto pi\u00f9 defilato, lasciando spazio all\u2019anticiclone nordafricano, di una settimana pi\u00f9 frequente rispetto alla media dell\u2019ultimo ventennio, e a numerose irruzioni nel Mediterraneo di aria fresca di origine atlantica.
\nPer compiere questa analisi, abbiamo applicato una tecnica di classificazione delle configurazioni della circolazione atmosferica conosciuta come \u201cWeather Typing\u201d, realizzata sfruttando le capacit\u00e0 di apprendere, riconoscere e classificare di SOM (Self Organizing Map), un tipo di rete neurale artificiale ad apprendimento non supervisionato. Abbiamo cos\u00ec identificato sull\u2019Italia dodici pattern, che possiamo definire \u201cTipi di Circolazione\u201d (TC), ricostruito e analizzato la loro sequenza giornaliera dalla fine del 2002 e verificato oggettivamente l\u2019accuratezza di cinque modelli globali di previsione meteorologica nel prevederne la variabilit\u00e0 nel breve-medio termine. In questo approfondimento qui potete trovate spiegazioni pi\u00f9 dettagliate.
\nLa figura 1 mostra la configurazione della pressione a livello del mare e del geopotenziale a 500 hPa dei dodici Tipi di Circolazione identificati da SOM per il dominio geografico in esame, centrato sull\u2019Italia, nonch\u00e9 la loro posizione all\u2019interno della mappa creata dalla rete neurale: la proiezione in 2D della distribuzione dei TC creati da SOM nello spazio, posizionandoli, a partire da TC1, tanto pi\u00f9 vicini fra loro quanto pi\u00f9 con caratteristiche simili.
\nIn base alla caratteristica circolatoria prevalente, a ciascun TC \u00e8 stato assegnato un nome identificativo (vedi tabella 1).
\nPresente mediamente per circa 15 giorni, nell\u2019ultimo ventennio TC9-Anticiclone di blocco \u00e8 stato il tipo di circolazione pi\u00f9 frequente durante la primavera, con una presenza solo leggermente inferiore rispetto alla stagione invernale (figura 2). Si tratta del TC pi\u00f9 persistente, che vede una vasta area di alta pressione isolare dal flusso occidentale una depressione alle basse latitudini, \u201cbloccata\u201d nella stessa posizione per diversi giorni consecutivi, e associata all\u2019afflusso sulle nostre regioni, specie centro-meridionali, di aria artica continentale, in ingresso nel Mediterraneo attraverso i Balcani.
\nFrequente in primavera quanto in inverno, TC1-Maestrale \u00e8 invece associato all\u2019irruzione nel Mediterraneo di aria fredda proveniente dal Nord Atlantico ed \u00e8 spesso responsabile dell\u2019innesco di venti di F\u00f6hn sul Nordovest dell\u2019Italia, caratteristica che condivide con TC2 \u2013 Depressione Egeo e, per il settore alpino centrale, anche con TC5 \u2013 Depressione Ionio. Gli altri due TC presenti mediamente per almeno 10 giorni, TC8 \u2013 Scirocco e TC4-Depressione ligure, sono tipici delle stagioni intermedie e potenzialmente i pi\u00f9 piovosi per l\u2019Italia, associati allo sviluppo di una depressione sul Mediterraneo occidentale e allo scorrimento di aria mite e umida sul gran parte delle nostre regioni.
\nCome durante l\u2019inverno, in primavera TC9-Anticiclone di blocco nel ventennio ha mostrato una forte variabilit\u00e0 tra un anno e l\u2019altro (figura 3), con stagioni caratterizzate da frequenza molto elevata, come nel 2003, 2007, 2011, 2017, 2020 e 2022, alternate a stagioni con frequenza molto pi\u00f9 bassa, prossima o inferiore a 10 giorni. La variabilit\u00e0 di TC1-Maestrale ha invece sempre oscillato entro un range relativamente ristretto.
\nI trend pi\u00f9 accentuati dell\u2019ultimo ventennio mostrano un aumento della frequenza primaverile proprio dei \u201cfreddi\u201c TC9-Anticiclone di blocco e TC1-Maestrale, ma si tratta di tendenze statisticamente non significative.
\nLa tabella 1 mostra il numero di giorni di presenza di ciascun Tipo di Circolazione nella primavera meteorologica (1 marzo \u2013 31 maggio) del 2022 e in quella del 2023. L\u2019anno scorso, TC9-Anticiclone di blocco \u00e8 risultato il pattern dominante, sfiorando il record di presenza stagionale e contribuendo ad aggravare il deficit idrico sulle regioni settentrionali. Con 11 giorni in meno di presenza rispetto al 2022, quest\u2019anno TC9 \u00e8 rimasto molto pi\u00f9 defilato e prossimo alla sua media stagionale, mentre sono state pi\u00f9 frequenti configurazioni associate all\u2019irruzione nel Mediterraneo di masse d\u2019aria di origine atlantica, come TC1-Maestrale, TC2-Depressione Egeo e TC3-Depressione Padana, TC1 mai cos\u00ec frequente, durante la primavera, dopo il record di 22 giorni del 2021 e i 18 giorni del 2010. Al contrario, per la prima volta dal 2003, TC8-Scirocco \u00e8 risultato quasi assente in primavera.
\nLa figura 4 mostra le anomalie della frequenza dei dodici TC rispetto alla media stagionale del ventennio 2003-2022 ed evidenzia bene la marcata differenza tra la primavera del 2022 e quella da poco conclusa. In particolare, per il 2023 spiccano la notevole anomalia negativa di TC8-Scirocco (-10 giorni, pari al 91 % di giorni in meno) e l\u2019anomalia positiva di TC11-Anticiclone Nordafricano (+ 7 giorni, pari al 90 % di giorni in pi\u00f9). Se per trovare una primavera molto simile a quella del 2022, in termini di frequenza dei tipi di circolazione, \u00e8 sufficiente andare indietro nel tempo di due anni, al 2020, per trovare una primavera relativamente simile a quelle del 2023 bisogna spingersi fino al 2015.
\nLa presenza primaverile di TC9-Anticiclone di blocco quest\u2019anno \u00e8 stata inaspettatamente tardiva, a fine stagione (figura 5), e non, come di consueto, il naturale prolungamento della circolazione tipica invernale nella prima parte della stagione successiva. Questo pattern si \u00e8 infatti manifestato con buona persistenza solo negli ultimi dieci giorni di maggio, in coda al periodo pi\u00f9 perturbato dell\u2019intera stagione, che ha visto protagonisti soprattutto TC4-Depressione Ligure e TC1-Maestrale. Configurazioni anticicloniche di matrice africana, in particolare TC11-Anticiclone Nordafricano, alternate a frequenti irruzioni nel Mediterraneo di aria fresca di origine atlantica (TC1, TC2 e TC3), hanno invece dipinto il quadro della primavera 2023 tra il 7 marzo e il 6 maggio.
\n\u00a0
\nQuale modello di previsione meteorologica \u00e8 riuscito a prevedere con maggiore accuratezza l\u2019evoluzione della circolazione atmosferica nel breve e medio termine? Quali configurazioni e situazioni sono state previste meglio, e quali hanno invece messo in difficolt\u00e0 i modelli?
\nPer rispondere a queste domande possiamo affidarci alla misura della distanza (e quindi della \u201csimilarit\u00e0\u201d) tra TC nella mappa 2D elaborata dalla rete neurale: tanto pi\u00f9 due TC sono vicini fra loro nella mappa, tanto pi\u00f9 sono tra loro simili. Con buona approssimazione \u00e8 cos\u00ec possibile ottenere la distanza tra TC previsto e TC osservato, ed esprimere il grado di qualit\u00e0 della previsione in termini di scostamento dalla condizione di errore massimo possibile. Avremo dunque una qualit\u00e0 della previsione del 100 % quando il TC previsto e il TC osservato coincidono, quindi la loro distanza sulla mappa di SOM \u00e8 pari a zero.
\nLa figura 6 mostra la qualit\u00e0 giornaliera della previsione del modello europeo ECMWF e di quello americano GFS, sia per il breve termine (+24 ore di previsione), sia per il pi\u00f9 lungo termine disponibile (+168 ore di previsione, una settimana). Nel breve termine la performance dei due modelli globali \u00e8 stata perfetta, a parte pochi errori, di cui l\u2019unico comune ad entrambi occorso il 15 maggio, in occasione del delicato momento della transizione dal caldo e persistente TC4-Depressione Ligure al freddo e tempestoso TC1-Maestrale, che ha aperto il sipario sulla seconda alluvione in Emilia Romagna.
Le previsioni per il medio termine (+168 ore) hanno naturalmente messo a dura prova l\u2019abilit\u00e0 dei modelli, che sono riusciti a produrre previsioni perfette in meno della met\u00e0 dei giorni: nel 40 % ECMWF, nel 34 % GFS. Malgrado ci\u00f2, GFS in diverse occasioni ha commesso errori meno gravi di ECMWF, come tra il 19 e il 21 aprile, tra i giorni pi\u00f9 critici per entrambi i modelli, non in grado di prevedere adeguatamente lo sviluppo di una depressione sul Mediterraneo occidentale con una settimana di anticipo. Pur confermando la sua nota abilit\u00e0 a prevedere i cicli di vita di TC9-Anticiclone di blocco con largo anticipo, ECMWF si \u00e8 dunque ritrovato a pari livello o superato da GFS con quasi tutti i pattern della circolazione atmosferica (figura 7) proprio con le previsioni oltre + 96 ore, solitamente il suo punto di forza.
\nLa tecnica del \u201cWeather Typing\u201d non si esaurisce qui: esistono molte altre applicazioni. Essa, ad esempio, pu\u00f2 aiutare a studiare l\u2019abilit\u00e0 dei modelli a prevedere alcuni parametri meteorologici, come la temperatura e la pioggia, in situazioni diverse, e pu\u00f2 essere impiegata per correggere la previsione in funzione del tipo di circolazione, migliorando la performance del modello: alcune delle applicazioni che Meteo Expert sta sviluppando.
\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Una primavera a testa in gi\u00f9)
\n", "content_text": "Nella primavera del 2022, e non solo, l\u2019Anticiclone di blocco \u00e8 stato il protagonista della circolazione atmosferica sull\u2019Italia, sfiorando il record di presenza stagionale e contribuendo ampiamente ad aggravare il deficit idrico sulle regioni settentrionali. Con 11 giorni in meno di presenza rispetto all\u2019anno scorso, quest\u2019anno \u00e8 rimasto molto pi\u00f9 defilato, lasciando spazio all\u2019anticiclone nordafricano, di una settimana pi\u00f9 frequente rispetto alla media dell\u2019ultimo ventennio, e a numerose irruzioni nel Mediterraneo di aria fresca di origine atlantica.\nPer compiere questa analisi, abbiamo applicato una tecnica di classificazione delle configurazioni della circolazione atmosferica conosciuta come \u201cWeather Typing\u201d, realizzata sfruttando le capacit\u00e0 di apprendere, riconoscere e classificare di SOM (Self Organizing Map), un tipo di rete neurale artificiale ad apprendimento non supervisionato. Abbiamo cos\u00ec identificato sull\u2019Italia dodici pattern, che possiamo definire \u201cTipi di Circolazione\u201d (TC), ricostruito e analizzato la loro sequenza giornaliera dalla fine del 2002 e verificato oggettivamente l\u2019accuratezza di cinque modelli globali di previsione meteorologica nel prevederne la variabilit\u00e0 nel breve-medio termine. In questo approfondimento qui potete trovate spiegazioni pi\u00f9 dettagliate.\nLa figura 1 mostra la configurazione della pressione a livello del mare e del geopotenziale a 500 hPa dei dodici Tipi di Circolazione identificati da SOM per il dominio geografico in esame, centrato sull\u2019Italia, nonch\u00e9 la loro posizione all\u2019interno della mappa creata dalla rete neurale: la proiezione in 2D della distribuzione dei TC creati da SOM nello spazio, posizionandoli, a partire da TC1, tanto pi\u00f9 vicini fra loro quanto pi\u00f9 con caratteristiche simili.\nFig. 1 \u2013 Configurazioni della pressione al livello del mare (sinistra) e del geopotenziale a 500 hPa (destra) dei dodici Tipi di Circolazione (TC) identificati da SOM. I dati sono standardizzati. I colori dal verde al viola rappresentano i valori positivi (\u201calta pressione\u201d), i colori dal bianco al blu i valori negativi (\u201cbassa pressione\u201d). Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nIn base alla caratteristica circolatoria prevalente, a ciascun TC \u00e8 stato assegnato un nome identificativo (vedi tabella 1).\nLa primavera del ventennio 2003-2022: TC9-Anticiclone di blocco direttore d\u2019orchestra dei dodici tipi di circolazione\nPresente mediamente per circa 15 giorni, nell\u2019ultimo ventennio TC9-Anticiclone di blocco \u00e8 stato il tipo di circolazione pi\u00f9 frequente durante la primavera, con una presenza solo leggermente inferiore rispetto alla stagione invernale (figura 2). Si tratta del TC pi\u00f9 persistente, che vede una vasta area di alta pressione isolare dal flusso occidentale una depressione alle basse latitudini, \u201cbloccata\u201d nella stessa posizione per diversi giorni consecutivi, e associata all\u2019afflusso sulle nostre regioni, specie centro-meridionali, di aria artica continentale, in ingresso nel Mediterraneo attraverso i Balcani.\nFig.2 \u2013 Numero medio di giorni di presenza primaverile (primavera meteorologica) di ciascun Tipo di Circolazione (TC) nel ventennio 2003-2022. Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nFrequente in primavera quanto in inverno, TC1-Maestrale \u00e8 invece associato all\u2019irruzione nel Mediterraneo di aria fredda proveniente dal Nord Atlantico ed \u00e8 spesso responsabile dell\u2019innesco di venti di F\u00f6hn sul Nordovest dell\u2019Italia, caratteristica che condivide con TC2 \u2013 Depressione Egeo e, per il settore alpino centrale, anche con TC5 \u2013 Depressione Ionio. Gli altri due TC presenti mediamente per almeno 10 giorni, TC8 \u2013 Scirocco e TC4-Depressione ligure, sono tipici delle stagioni intermedie e potenzialmente i pi\u00f9 piovosi per l\u2019Italia, associati allo sviluppo di una depressione sul Mediterraneo occidentale e allo scorrimento di aria mite e umida sul gran parte delle nostre regioni.\nCome durante l\u2019inverno, in primavera TC9-Anticiclone di blocco nel ventennio ha mostrato una forte variabilit\u00e0 tra un anno e l\u2019altro (figura 3), con stagioni caratterizzate da frequenza molto elevata, come nel 2003, 2007, 2011, 2017, 2020 e 2022, alternate a stagioni con frequenza molto pi\u00f9 bassa, prossima o inferiore a 10 giorni. La variabilit\u00e0 di TC1-Maestrale ha invece sempre oscillato entro un range relativamente ristretto.\nFig.3 \u2013 Numero di giorni di presenza e tendenza lineare di TC9-Anticiclone di blocco (lilla) e TC1-Maestrale (nero) nelle stagioni primaverili dal 2003 al 2022. Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nI trend pi\u00f9 accentuati dell\u2019ultimo ventennio mostrano un aumento della frequenza primaverile proprio dei \u201cfreddi\u201c TC9-Anticiclone di blocco e TC1-Maestrale, ma si tratta di tendenze statisticamente non significative.\nLa primavera del 2023\nLa tabella 1 mostra il numero di giorni di presenza di ciascun Tipo di Circolazione nella primavera meteorologica (1 marzo \u2013 31 maggio) del 2022 e in quella del 2023. L\u2019anno scorso, TC9-Anticiclone di blocco \u00e8 risultato il pattern dominante, sfiorando il record di presenza stagionale e contribuendo ad aggravare il deficit idrico sulle regioni settentrionali. Con 11 giorni in meno di presenza rispetto al 2022, quest\u2019anno TC9 \u00e8 rimasto molto pi\u00f9 defilato e prossimo alla sua media stagionale, mentre sono state pi\u00f9 frequenti configurazioni associate all\u2019irruzione nel Mediterraneo di masse d\u2019aria di origine atlantica, come TC1-Maestrale, TC2-Depressione Egeo e TC3-Depressione Padana, TC1 mai cos\u00ec frequente, durante la primavera, dopo il record di 22 giorni del 2021 e i 18 giorni del 2010. Al contrario, per la prima volta dal 2003, TC8-Scirocco \u00e8 risultato quasi assente in primavera.\nTab. 1 \u2013 Numero di giorni di presenza di ciascun Tipo di Circolazione nella primavera meteorologica 2022 (verde) e nella stagione 2023 (lilla). Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nLa figura 4 mostra le anomalie della frequenza dei dodici TC rispetto alla media stagionale del ventennio 2003-2022 ed evidenzia bene la marcata differenza tra la primavera del 2022 e quella da poco conclusa. In particolare, per il 2023 spiccano la notevole anomalia negativa di TC8-Scirocco (-10 giorni, pari al 91 % di giorni in meno) e l\u2019anomalia positiva di TC11-Anticiclone Nordafricano (+ 7 giorni, pari al 90 % di giorni in pi\u00f9). Se per trovare una primavera molto simile a quella del 2022, in termini di frequenza dei tipi di circolazione, \u00e8 sufficiente andare indietro nel tempo di due anni, al 2020, per trovare una primavera relativamente simile a quelle del 2023 bisogna spingersi fino al 2015.\nFig. 4 \u2013 Anomalie della frequenza di ciascun Tipo di Circolazione (TC) nella primavera meteorologica 2022 (sinistra) e in quella 2023 (destra), rispetto alla media stagionale del ventennio 2003-2022. Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima.\nLa presenza primaverile di TC9-Anticiclone di blocco quest\u2019anno \u00e8 stata inaspettatamente tardiva, a fine stagione (figura 5), e non, come di consueto, il naturale prolungamento della circolazione tipica invernale nella prima parte della stagione successiva. Questo pattern si \u00e8 infatti manifestato con buona persistenza solo negli ultimi dieci giorni di maggio, in coda al periodo pi\u00f9 perturbato dell\u2019intera stagione, che ha visto protagonisti soprattutto TC4-Depressione Ligure e TC1-Maestrale. Configurazioni anticicloniche di matrice africana, in particolare TC11-Anticiclone Nordafricano, alternate a frequenti irruzioni nel Mediterraneo di aria fresca di origine atlantica (TC1, TC2 e TC3), hanno invece dipinto il quadro della primavera 2023 tra il 7 marzo e il 6 maggio.\nFig. 5 \u2013 Serie giornaliera dei dodici tipi di circolazione (TC) osservati alle 12 UTC durante la primavera meteorologica 2022 (cerchi lilla) e delle precipitazioni medie cadute sull\u2019intero territorio italiano (istogramma). Il dato di precipitazione \u00e8 ottenuto elaborando dati grigliati ad alta risoluzione spazio-temporale derivati dai rilievi della rete di stazioni MeteoNetwork, integrati con stime satellitari (GPM, https://www.nasa.gov/mission_pages/GPM/main/index.html). Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\n\u00a0\nECMWF vs GFS: la performance dei modelli di previsione meteorologica\nQuale modello di previsione meteorologica \u00e8 riuscito a prevedere con maggiore accuratezza l\u2019evoluzione della circolazione atmosferica nel breve e medio termine? Quali configurazioni e situazioni sono state previste meglio, e quali hanno invece messo in difficolt\u00e0 i modelli?\nPer rispondere a queste domande possiamo affidarci alla misura della distanza (e quindi della \u201csimilarit\u00e0\u201d) tra TC nella mappa 2D elaborata dalla rete neurale: tanto pi\u00f9 due TC sono vicini fra loro nella mappa, tanto pi\u00f9 sono tra loro simili. Con buona approssimazione \u00e8 cos\u00ec possibile ottenere la distanza tra TC previsto e TC osservato, ed esprimere il grado di qualit\u00e0 della previsione in termini di scostamento dalla condizione di errore massimo possibile. Avremo dunque una qualit\u00e0 della previsione del 100 % quando il TC previsto e il TC osservato coincidono, quindi la loro distanza sulla mappa di SOM \u00e8 pari a zero.\nLa figura 6 mostra la qualit\u00e0 giornaliera della previsione del modello europeo ECMWF e di quello americano GFS, sia per il breve termine (+24 ore di previsione), sia per il pi\u00f9 lungo termine disponibile (+168 ore di previsione, una settimana). Nel breve termine la performance dei due modelli globali \u00e8 stata perfetta, a parte pochi errori, di cui l\u2019unico comune ad entrambi occorso il 15 maggio, in occasione del delicato momento della transizione dal caldo e persistente TC4-Depressione Ligure al freddo e tempestoso TC1-Maestrale, che ha aperto il sipario sulla seconda alluvione in Emilia Romagna.\nFig. 6 \u2013 Qualit\u00e0 giornaliera della previsione del Tipo di Circolazione elaborata dal modello europeo ECMWF (rosso) e dal modello americano GFS (blu), nel breve termine (+24 ore di previsione, in alto) e nel pi\u00f9 lungo termine disponibile (+168 ore di previsione, in basso). La qualit\u00e0 \u00e8 attenuta mediante la misura della distanza sulla mappa creata dalla rete neurale SOM tra le configurazioni osservate e quelle previste, ed \u00e8 espressione di quanto la previsione del modello si allontana dalla condizione di errore massimo possibile. Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nLe previsioni per il medio termine (+168 ore) hanno naturalmente messo a dura prova l\u2019abilit\u00e0 dei modelli, che sono riusciti a produrre previsioni perfette in meno della met\u00e0 dei giorni: nel 40 % ECMWF, nel 34 % GFS. Malgrado ci\u00f2, GFS in diverse occasioni ha commesso errori meno gravi di ECMWF, come tra il 19 e il 21 aprile, tra i giorni pi\u00f9 critici per entrambi i modelli, non in grado di prevedere adeguatamente lo sviluppo di una depressione sul Mediterraneo occidentale con una settimana di anticipo. Pur confermando la sua nota abilit\u00e0 a prevedere i cicli di vita di TC9-Anticiclone di blocco con largo anticipo, ECMWF si \u00e8 dunque ritrovato a pari livello o superato da GFS con quasi tutti i pattern della circolazione atmosferica (figura 7) proprio con le previsioni oltre + 96 ore, solitamente il suo punto di forza.\nFig. 7 \u2013 Qualit\u00e0 della previsione dei dodici Tipi di Circolazione, a breve termine (+24 ore, a sinistra) e a medio termine (+168 ore), per ECMWF (rosso) e GFS (blu). Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nLa tecnica del \u201cWeather Typing\u201d non si esaurisce qui: esistono molte altre applicazioni. Essa, ad esempio, pu\u00f2 aiutare a studiare l\u2019abilit\u00e0 dei modelli a prevedere alcuni parametri meteorologici, come la temperatura e la pioggia, in situazioni diverse, e pu\u00f2 essere impiegata per correggere la previsione in funzione del tipo di circolazione, migliorando la performance del modello: alcune delle applicazioni che Meteo Expert sta sviluppando.\n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Una primavera a testa in gi\u00f9)", "date_published": "2023-06-23T09:57:16+02:00", "date_modified": "2023-06-26T11:07:25+02:00", "authors": [ { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://iconameteo.it/contents/uploads/2023/06/Schermata-2023-06-23-alle-09.04.45.png", "tags": [ "Primo piano", "Tipi di circolazione sull'Italia" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/news/tipi-di-circolazione-sullitalia/inverno-2022-2023-tra-due-estremi-le-due-facce-della-stagione-invernale-in-italia/", "url": "https://www.iconameteo.it/primo-piano/inverno-2022-2023-tra-due-estremi-le-due-facce-della-stagione-invernale-in-italia/", "title": "Inverno 2022-2023 tra due estremi: le due facce della stagione invernale in Italia", "content_html": "L\u2019inverno 2022-2023 ha avuto un comportamento che possiamo definire \u201cestremo\u201d: si \u00e8 trattato di un inverno a due facce, costituito cio\u00e8 da due periodi ben distinti fra loro, con caratteristiche termodinamiche opposte.
\nNel 2022 il protagonista della circolazione atmosferica sull\u2019Italia \u00e8 stato l\u2019Anticiclone di blocco. Presenza ingombrante soprattutto durante l\u2019inverno e la primavera, fino all\u2019estate questo \u201cTipo di Circolazione\u201d (TC) ha ampiamente contribuito al grave deficit idrico che ha colpito gran parte del Centro-Nord, per poi passare inaspettatamente il testimone, durante l\u2019autunno, a TC11-Anticiclone Nordafricano, con ben 18 giorni di presenza mai cos\u00ec frequente in questa stagione nell\u2019ultimo ventennio.
\nCome \u00e8 stato possibile compiere questa analisi? Con una tecnica di classificazione dei pattern della circolazione atmosferica conosciuta come \u201cWeather Typing\u201d, realizzata con l\u2019impiego di SOM (Self Organizing Map), una rete neurale artificiale. Sfruttando la sua capacit\u00e0 di apprendere, riconoscere e classificare, abbiamo identificato sull\u2019Italia dodici pattern, che possiamo meglio definire \u201cTipi di Circolazione\u201d, ricostruito e analizzato la loro sequenza giornaliera dalla fine del 2002 e verificato oggettivamente l\u2019abilit\u00e0 di cinque modelli globali di previsione meteorologica a prevederne la variabilit\u00e0 nel breve-medio termine. In questo approfondimento potete trovate qualche dettaglio in pi\u00f9.
\nLa figura 1 mostra la configurazione della pressione a livello del mare e del geopotenziale a 500 hPa dei dodici Tipi di Circolazione identificati da SOM per il dominio geografico in esame, nonch\u00e9 la loro posizione all\u2019interno della mappa creata dalla rete neurale: la proiezione in 2D della distribuzione dei TC creati da SOM nello spazio, posizionandoli, a partire da TC1,\u00a0 tanto pi\u00f9 vicini fra loro quanto pi\u00f9 con caratteristiche simili.
\nLa figura 1 consente di visualizzare\u00a0 la posizione dei TC nella mappa, ma non le loro effettive distanze, calcolate dalla rete neurale con un apposito algoritmo e per noi utili, come vedremo, per valutare la performance dei modelli di previsione meteorologica.
\nIn base alla caratteristica circolatoria prevalente, a ciascun TC \u00e8 stato assegnato un nome identificativo.
\nPresente mediamente in quasi il 20 % dei giorni, TC9-Anticiclone di blocco \u00e8 stato il tipo di circolazione pi\u00f9 frequente nell\u2019ultimo ventennio durante l\u2019inverno (figura 2). Caratterizzato da un forte anticiclone posizionato sull\u2019Europa centrale e allungato fin sui settori settentrionali dell\u2019Italia e della penisola balcanica, questa configurazione \u00e8 associata all\u2019irruzione dai Balcani di aria artica continentale, che pu\u00f2 portare maltempo, con precipitazioni anche nevose fino a bassa quota, sulle nostre regioni del Medio Adriatico e, soprattutto, al Sud. Si tratta del TC pi\u00f9 persistente, che vede in quota un vasto promontorio di alta pressione isolare dal flusso occidentale una depressione alle basse latitudini, producendo una condizione di\u00a0 \u201cblocco\u201d che tende a insistere anche per molti giorni consecutivi.
\nAltre situazioni invernali relativamente frequenti (pi\u00f9 del 10 % dei giorni) riguardano TC11-Anticiclone Nordafricano e TC1-Maestrale, quest\u2019ultimo associato all\u2019irruzione nel Mediterraneo di aria fredda atlantica proveniente dalle alte latitudini e spesso associato a venti di F\u00f6hn sul Nord-Ovest dell\u2019Italia.
\nPi\u00f9 di tutti gli altri TC, nell\u2019ultimo ventennio TC9-Anticiclone di blocco ha mostrato una forte variabilit\u00e0 interannuale (figura 3), con anni caratterizzati da frequenza molto elevata, come nel 2003 (inteso come inverno 2002/03), 2006, 2008, 2012, 2019 e 2022, alternati ad anni con frequenza molto pi\u00f9 bassa,\u00a0 con qualche recente caso di quasi totale assenza, come nel 2016 e nel 2021 (solo tre giorni di presenza).
\nI trend pi\u00f9 accentuati dell\u2019ultimo ventennio mostrano una decrescita della frequenza dei \u201cfreddi\u201c TC9-Anticiclone di blocco e TC1-Maestrale, e un aumento di alcune configurazioni anticicloniche di matrice africana, come\u00a0 TC11-Anticiclone Nordafricano e TC6-Anticiclone AfroAtlantico, ma si tratta di tendenze statisticamente non significative.
\nLa tabella 1 mostra il numero di giorni di presenza di ciascun Tipo di Circolazione nell\u2019inverno meteorologico (1 dicembre \u2013 28 febbraio) del 2021/22 e in quello del 2022/23. In entrambi i casi TC9-Anticiclone di blocco \u00e8 risultato il pattern pi\u00f9 frequente, ma con una sensibile differenza: nella stagione appena conclusa la sua presenza \u00e8 risultata di ben 11 giorni inferiore rispetto a quella dell\u2019anno scorso, quando raggiunse una frequenza quasi da record.
\nIn generale, nell\u2019inverno 2022/23, il numero di giorni con tipo di circolazione associato ad afflusso di aria fredda sull\u2019Italia \u00e8 risultato inferiore rispetto all\u2019inverno 2021/22 di oltre due settimane, considerando solo i TC pi\u00f9 \u201cfreddi\u201d, come TC9-Anticiclone di blocco,\u00a0 TC1-Maestrale e TC5-Depressione Ionio.
\nAl contrario, il numero di giorni con TC associati ad afflusso di aria mite sull\u2019Italia \u00e8 stato pi\u00f9 elevato, sia in un contesto anticiclonico di origine africana sia, soprattutto, in associazione a circolazione depressionaria sui settori occidentali del Mediterraneo, come con TC12-Depressione Iberica, TC8-Scirocco e TC4-Depressione Ligure, gli ultimi due i TC potenzialmente pi\u00f9 piovosi per l\u2019Italia e, di solito, particolarmente frequenti nelle stagioni intermedie.
\nLa figura 4 mostra le anomalie della frequenza dei dodici TC rispetto alla media stagionale del ventennio 2002/03-2021/22 (per semplicit\u00e0 2003-2022) ed evidenzia un minor sbilanciamento, in termini di numero di giorni di presenza di ciascun TC, nell\u2019ultima stagione, soprattutto con TC9-Anticiclone di blocco, quest\u2019anno perfettamente nella media. Perfettamente nella media, o solo leggermente\u00a0 in eccesso, anche i due TC \u201cmiti e piovosi\u201d TC8-Scirocco e TC4-Depressione Ligure, ed un\u2019anomalia pi\u00f9 marcatamente positiva (+5 giorni) per TC11-Anticiclone Nordafricano.
\nIl discreto equilibrio che la figura precedente induce a immaginare per l\u2019inverno 2022/23,\u00a0 in realt\u00e0 \u00e8 solo apparente. Anche l\u2019ultimo inverno ha avuto infatti un comportamento che possiamo definire \u201cestremo\u201d, e che la figura 5 svela chiaramente. Si \u00e8 trattato di un inverno a due facce, costituito cio\u00e8 da due periodi ben distinti fra loro, con caratteristiche termodinamiche opposte.
\nLa \u201cfaccia calda\u201d ha visto per un mese intero, dal 13 dicembre al 14 gennaio, il dominio quasi incontrastato di \u00a0TC11-Anticiclone Nordafricano, a volte alternato a TC6-Anticiclone AfroAtlantico, di analoga matrice: una interminabile parentesi di tempo stabile in tutto il Paese, inserita tra due pi\u00f9 brevi periodi piovosi associati prevalentemente a TC8-Scirocco e TC4-Depressione Ligure.
\nLa \u201cfaccia fredda\u201d \u00e8 subentrata con violenza il 20 gennaio, portata da TC1-Maestrale, che il giorno successivo ha innescato lo sviluppo di un Medicane, o TLC (Tropical Like Cyclone, ciclone simil-tropicale), sul Medio Adriatico, ed \u00e8 stata alimentata fino al 14 febbraio da TC9-Anticiclone di blocco. Comparso per la prima volta solo il 24 gennaio, TC9 ha immediatamente rivelato le sue potenzialit\u00e0: con 11 giorni consecutivi di presenza ha esibito una persistenza quasi da record \u2013 seconda solo al febbraio del 2008 e allo storico agosto del 2003 \u2013 ed il 10 febbraio ha generato un secondo TLC sul Basso Ionio, a ridosso della Sicilia.
\nQuale modello di previsione meteorologica \u00e8 riuscito a prevedere con maggiore accuratezza l\u2019evoluzione della circolazione atmosferica nel breve e medio termine? Quali configurazioni e situazioni sono state previste meglio, e quali hanno invece messo in difficolt\u00e0 i modelli?
\nPer rispondere a queste domande possiamo affidarci alla misura della distanza (e quindi della \u201csimilarit\u00e0\u201d) \u00a0tra TC nella mappa 2D elaborata dalla rete neurale. Con buona approssimazione \u00e8 cos\u00ec possibile ottenere la distanza tra TC previsto e TC osservato, ed esprimere il grado di qualit\u00e0 della previsione in termini di scostamento dalla condizione di errore massimo possibile. Avremo dunque una qualit\u00e0 della previsione del 100 % quando il TC previsto e il TC osservato coincidono, quindi la loro distanza sulla mappa di SOM \u00e8 pari a zero.
\nLa figura 6 mostra la qualit\u00e0 giornaliera delle previsioni del modello europeo ECMWF e di quello americano GFS, sia per il breve termine (+24 ore di previsione), sia per il pi\u00f9 lungo termine disponibile (+168 ore di previsione, una settimana). Nel breve termine la performance dei due modelli globali \u00e8 stata quasi perfetta, con solo pochi errori di piccola entit\u00e0, se escludiamo l\u2019errore molto grave compiuto da GFS nel momento della rapida e movimentata transizione tra la \u201cfaccia calda\u201d e la \u201cfaccia fredda\u201d dell\u2019inverno.
\nCon le previsioni a pi\u00f9 lungo termine \u00e8 invece emersa piuttosto vistosamente la minore accuratezza di GFS, in particolare nel delicato momento dello scambio fra i due opposti scenari, a met\u00e0 gennaio e, di nuovo, in occasione degli eventi che hanno portato allo sviluppo del TLC a ridosso della Sicilia il 10 febbraio. Le previsioni a medio termine (+168 ore) per la settimana compresa fra il 3 e il 10 di gennaio non sono mai state perfette, n\u00e9 per GFS, n\u00e9 per ECMWF.
\nLa figura 7 conferma la pi\u00f9 scarsa performance di GFS nel medio termine in occasione delle configurazioni della circolazione atmosferica coinvolte nel passaggio di testimone tra le due facce dell\u2019inverno (TC7-Correnti occidentali, \u00a0TC4-Depressione Ligure e TC1-Maestrale) e, soprattutto, nello sviluppo del TLC siciliano (TC9-Anticiclone di blocco).
\nLa tecnica del \u201cWeather Typing\u201d consente di valutare l\u2019accuratezza della previsione dei diversi pattern della circolazione atmosferica, ma anche di esplorare l\u2019abilit\u00e0 dei modelli a prevedere alcuni parametri meteorologici nelle varie situazioni. Si pu\u00f2 cos\u00ec scoprire, ad esempio, che durante lo scorso inverno ECMWF \u00e8 stato pi\u00f9 abile di GFS a prevedere la distribuzione delle precipitazioni sul territorio italiano in occasione di TC4-Depressione Ligure, dopo almeno 60 ore di previsione, e con quantitativi di precipitazione giornaliera superiori a 10 mm. Ma questa \u00e8 un\u2019altra storia.
\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Inverno 2022-2023 tra due estremi: le due facce della stagione invernale in Italia)
\n", "content_text": "L\u2019inverno 2022-2023 ha avuto un comportamento che possiamo definire \u201cestremo\u201d: si \u00e8 trattato di un inverno a due facce, costituito cio\u00e8 da due periodi ben distinti fra loro, con caratteristiche termodinamiche opposte.\nNel 2022 il protagonista della circolazione atmosferica sull\u2019Italia \u00e8 stato l\u2019Anticiclone di blocco. Presenza ingombrante soprattutto durante l\u2019inverno e la primavera, fino all\u2019estate questo \u201cTipo di Circolazione\u201d (TC) ha ampiamente contribuito al grave deficit idrico che ha colpito gran parte del Centro-Nord, per poi passare inaspettatamente il testimone, durante l\u2019autunno, a TC11-Anticiclone Nordafricano, con ben 18 giorni di presenza mai cos\u00ec frequente in questa stagione nell\u2019ultimo ventennio.\nCome \u00e8 stato possibile compiere questa analisi? Con una tecnica di classificazione dei pattern della circolazione atmosferica conosciuta come \u201cWeather Typing\u201d, realizzata con l\u2019impiego di SOM (Self Organizing Map), una rete neurale artificiale. Sfruttando la sua capacit\u00e0 di apprendere, riconoscere e classificare, abbiamo identificato sull\u2019Italia dodici pattern, che possiamo meglio definire \u201cTipi di Circolazione\u201d, ricostruito e analizzato la loro sequenza giornaliera dalla fine del 2002 e verificato oggettivamente l\u2019abilit\u00e0 di cinque modelli globali di previsione meteorologica a prevederne la variabilit\u00e0 nel breve-medio termine. In questo approfondimento potete trovate qualche dettaglio in pi\u00f9.\nLa figura 1 mostra la configurazione della pressione a livello del mare e del geopotenziale a 500 hPa dei dodici Tipi di Circolazione identificati da SOM per il dominio geografico in esame, nonch\u00e9 la loro posizione all\u2019interno della mappa creata dalla rete neurale: la proiezione in 2D della distribuzione dei TC creati da SOM nello spazio, posizionandoli, a partire da TC1,\u00a0 tanto pi\u00f9 vicini fra loro quanto pi\u00f9 con caratteristiche simili.\nFig. 1 \u2013 Configurazioni della pressione al livello del mare (sinistra) e del geopotenziale a 500 hPa (destra) dei dodici Tipi di Circolazione (TC) identificati da SOM. I dati sono standardizzati. I colori dal verde al viola rappresentano i valori positivi (\u201calta pressione\u201d), i colori dal bianco al blu i valori negativi (\u201cbassa pressione\u201d). Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nLa figura 1 consente di visualizzare\u00a0 la posizione dei TC nella mappa, ma non le loro effettive distanze, calcolate dalla rete neurale con un apposito algoritmo e per noi utili, come vedremo, per valutare la performance dei modelli di previsione meteorologica.\nIn base alla caratteristica circolatoria prevalente, a ciascun TC \u00e8 stato assegnato un nome identificativo.\nL\u2019inverno degli ultimi vent\u2019anni: il regno di TC9-Anticiclone di blocco\nPresente mediamente in quasi il 20 % dei giorni, TC9-Anticiclone di blocco \u00e8 stato il tipo di circolazione pi\u00f9 frequente nell\u2019ultimo ventennio durante l\u2019inverno (figura 2). Caratterizzato da un forte anticiclone posizionato sull\u2019Europa centrale e allungato fin sui settori settentrionali dell\u2019Italia e della penisola balcanica, questa configurazione \u00e8 associata all\u2019irruzione dai Balcani di aria artica continentale, che pu\u00f2 portare maltempo, con precipitazioni anche nevose fino a bassa quota, sulle nostre regioni del Medio Adriatico e, soprattutto, al Sud. Si tratta del TC pi\u00f9 persistente, che vede in quota un vasto promontorio di alta pressione isolare dal flusso occidentale una depressione alle basse latitudini, producendo una condizione di\u00a0 \u201cblocco\u201d che tende a insistere anche per molti giorni consecutivi.\nFig.2 \u2013 Frequenza % dei giorni di presenza invernale (inverno meteorologico) di ciascun Tipo di Circolazione (TC) nel ventennio 2003-2022. Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nAltre situazioni invernali relativamente frequenti (pi\u00f9 del 10 % dei giorni) riguardano TC11-Anticiclone Nordafricano e TC1-Maestrale, quest\u2019ultimo associato all\u2019irruzione nel Mediterraneo di aria fredda atlantica proveniente dalle alte latitudini e spesso associato a venti di F\u00f6hn sul Nord-Ovest dell\u2019Italia.\nPi\u00f9 di tutti gli altri TC, nell\u2019ultimo ventennio TC9-Anticiclone di blocco ha mostrato una forte variabilit\u00e0 interannuale (figura 3), con anni caratterizzati da frequenza molto elevata, come nel 2003 (inteso come inverno 2002/03), 2006, 2008, 2012, 2019 e 2022, alternati ad anni con frequenza molto pi\u00f9 bassa,\u00a0 con qualche recente caso di quasi totale assenza, come nel 2016 e nel 2021 (solo tre giorni di presenza).\nFig.3 \u2013 Numero di giorni di presenza e tendenza lineare di TC9-Anticiclone di blocco (lilla) e TC11-Anticiclone Nordafricano (nero) nelle stagioni invernali dal 2002/03 al 2021/22. Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nI trend pi\u00f9 accentuati dell\u2019ultimo ventennio mostrano una decrescita della frequenza dei \u201cfreddi\u201c TC9-Anticiclone di blocco e TC1-Maestrale, e un aumento di alcune configurazioni anticicloniche di matrice africana, come\u00a0 TC11-Anticiclone Nordafricano e TC6-Anticiclone AfroAtlantico, ma si tratta di tendenze statisticamente non significative.\nL\u2019inverno 2022/23: una stagione solo apparentemente normale. Il confronto con l\u2019inverno 2021/22\nLa tabella 1 mostra il numero di giorni di presenza di ciascun Tipo di Circolazione nell\u2019inverno meteorologico (1 dicembre \u2013 28 febbraio) del 2021/22 e in quello del 2022/23. In entrambi i casi TC9-Anticiclone di blocco \u00e8 risultato il pattern pi\u00f9 frequente, ma con una sensibile differenza: nella stagione appena conclusa la sua presenza \u00e8 risultata di ben 11 giorni inferiore rispetto a quella dell\u2019anno scorso, quando raggiunse una frequenza quasi da record.\nIn generale, nell\u2019inverno 2022/23, il numero di giorni con tipo di circolazione associato ad afflusso di aria fredda sull\u2019Italia \u00e8 risultato inferiore rispetto all\u2019inverno 2021/22 di oltre due settimane, considerando solo i TC pi\u00f9 \u201cfreddi\u201d, come TC9-Anticiclone di blocco,\u00a0 TC1-Maestrale e TC5-Depressione Ionio.\nAl contrario, il numero di giorni con TC associati ad afflusso di aria mite sull\u2019Italia \u00e8 stato pi\u00f9 elevato, sia in un contesto anticiclonico di origine africana sia, soprattutto, in associazione a circolazione depressionaria sui settori occidentali del Mediterraneo, come con TC12-Depressione Iberica, TC8-Scirocco e TC4-Depressione Ligure, gli ultimi due i TC potenzialmente pi\u00f9 piovosi per l\u2019Italia e, di solito, particolarmente frequenti nelle stagioni intermedie.\nTab. 1 \u2013 Numero di giorni di presenza di ciascun Tipo di Circolazione nell\u2019inverno meteorologico 2021/22 (verde) e nella stagione 2022/23 (lilla). Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nLa figura 4 mostra le anomalie della frequenza dei dodici TC rispetto alla media stagionale del ventennio 2002/03-2021/22 (per semplicit\u00e0 2003-2022) ed evidenzia un minor sbilanciamento, in termini di numero di giorni di presenza di ciascun TC, nell\u2019ultima stagione, soprattutto con TC9-Anticiclone di blocco, quest\u2019anno perfettamente nella media. Perfettamente nella media, o solo leggermente\u00a0 in eccesso, anche i due TC \u201cmiti e piovosi\u201d TC8-Scirocco e TC4-Depressione Ligure, ed un\u2019anomalia pi\u00f9 marcatamente positiva (+5 giorni) per TC11-Anticiclone Nordafricano.\nFig. 4 \u2013 Anomalie della frequenza di ciascun Tipo di Circolazione (TC) nell\u2019inverno meteorologico 2021/22 (sinistra) e in quello 2022/23 (destra), rispetto alla media stagionale del ventennio 2003-2022. Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima.\nIl discreto equilibrio che la figura precedente induce a immaginare per l\u2019inverno 2022/23,\u00a0 in realt\u00e0 \u00e8 solo apparente. Anche l\u2019ultimo inverno ha avuto infatti un comportamento che possiamo definire \u201cestremo\u201d, e che la figura 5 svela chiaramente. Si \u00e8 trattato di un inverno a due facce, costituito cio\u00e8 da due periodi ben distinti fra loro, con caratteristiche termodinamiche opposte.\nLa \u201cfaccia calda\u201d ha visto per un mese intero, dal 13 dicembre al 14 gennaio, il dominio quasi incontrastato di \u00a0TC11-Anticiclone Nordafricano, a volte alternato a TC6-Anticiclone AfroAtlantico, di analoga matrice: una interminabile parentesi di tempo stabile in tutto il Paese, inserita tra due pi\u00f9 brevi periodi piovosi associati prevalentemente a TC8-Scirocco e TC4-Depressione Ligure.\nFig. 5 \u2013 Serie giornaliera dei dodici tipi di circolazione (TC) osservati alle 12 UTC durante l\u2019inverno meteorologico 2022/23 (cerchi lilla) e della temperatura media dell\u2019intero territorio italiano (linea nera tratteggiata), ottenuta elaborando dati grigliati ad alta risoluzione spazio-temporale derivati dai rilievi di diverse reti di stazioni meteorologiche. Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nLa \u201cfaccia fredda\u201d \u00e8 subentrata con violenza il 20 gennaio, portata da TC1-Maestrale, che il giorno successivo ha innescato lo sviluppo di un Medicane, o TLC (Tropical Like Cyclone, ciclone simil-tropicale), sul Medio Adriatico, ed \u00e8 stata alimentata fino al 14 febbraio da TC9-Anticiclone di blocco. Comparso per la prima volta solo il 24 gennaio, TC9 ha immediatamente rivelato le sue potenzialit\u00e0: con 11 giorni consecutivi di presenza ha esibito una persistenza quasi da record \u2013 seconda solo al febbraio del 2008 e allo storico agosto del 2003 \u2013 ed il 10 febbraio ha generato un secondo TLC sul Basso Ionio, a ridosso della Sicilia.\nECMWF vs GFS: la performance dei modelli di previsione meteorologica\nQuale modello di previsione meteorologica \u00e8 riuscito a prevedere con maggiore accuratezza l\u2019evoluzione della circolazione atmosferica nel breve e medio termine? Quali configurazioni e situazioni sono state previste meglio, e quali hanno invece messo in difficolt\u00e0 i modelli?\nPer rispondere a queste domande possiamo affidarci alla misura della distanza (e quindi della \u201csimilarit\u00e0\u201d) \u00a0tra TC nella mappa 2D elaborata dalla rete neurale. Con buona approssimazione \u00e8 cos\u00ec possibile ottenere la distanza tra TC previsto e TC osservato, ed esprimere il grado di qualit\u00e0 della previsione in termini di scostamento dalla condizione di errore massimo possibile. Avremo dunque una qualit\u00e0 della previsione del 100 % quando il TC previsto e il TC osservato coincidono, quindi la loro distanza sulla mappa di SOM \u00e8 pari a zero.\nLa figura 6 mostra la qualit\u00e0 giornaliera delle previsioni del modello europeo ECMWF e di quello americano GFS, sia per il breve termine (+24 ore di previsione), sia per il pi\u00f9 lungo termine disponibile (+168 ore di previsione, una settimana). Nel breve termine la performance dei due modelli globali \u00e8 stata quasi perfetta, con solo pochi errori di piccola entit\u00e0, se escludiamo l\u2019errore molto grave compiuto da GFS nel momento della rapida e movimentata transizione tra la \u201cfaccia calda\u201d e la \u201cfaccia fredda\u201d dell\u2019inverno.\nFig. 6 \u2013 Qualit\u00e0 giornaliera della previsione del Tipo di Circolazione elaborata dal modello europeo ECMWF (rosso) e dal modello americano GFS (blu), nel breve termine (+24 ore di previsione, in alto) e nel pi\u00f9 lungo termine disponibile (+168 ore di previsione, in basso). La qualit\u00e0 \u00e8 attenuta mediante la misura della distanza sulla mappa creata dalla rete neurale SOM tra le configurazioni osservate e quelle previste, ed \u00e8 espressione di quanto la previsione del modello si allontana dalla condizione di errore massimo possibile. Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nCon le previsioni a pi\u00f9 lungo termine \u00e8 invece emersa piuttosto vistosamente la minore accuratezza di GFS, in particolare nel delicato momento dello scambio fra i due opposti scenari, a met\u00e0 gennaio e, di nuovo, in occasione degli eventi che hanno portato allo sviluppo del TLC a ridosso della Sicilia il 10 febbraio. Le previsioni a medio termine (+168 ore) per la settimana compresa fra il 3 e il 10 di gennaio non sono mai state perfette, n\u00e9 per GFS, n\u00e9 per ECMWF.\nLa figura 7 conferma la pi\u00f9 scarsa performance di GFS nel medio termine in occasione delle configurazioni della circolazione atmosferica coinvolte nel passaggio di testimone tra le due facce dell\u2019inverno (TC7-Correnti occidentali, \u00a0TC4-Depressione Ligure e TC1-Maestrale) e, soprattutto, nello sviluppo del TLC siciliano (TC9-Anticiclone di blocco).\nFig. 7 \u2013 Qualit\u00e0 della previsione dei dodici Tipi di Circolazione, a breve termine (+24 ore, a sinistra) e a medio termine (+168 ore), per ECMWF (rosso) e GFS (blu). Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nLa tecnica del \u201cWeather Typing\u201d consente di valutare l\u2019accuratezza della previsione dei diversi pattern della circolazione atmosferica, ma anche di esplorare l\u2019abilit\u00e0 dei modelli a prevedere alcuni parametri meteorologici nelle varie situazioni. Si pu\u00f2 cos\u00ec scoprire, ad esempio, che durante lo scorso inverno ECMWF \u00e8 stato pi\u00f9 abile di GFS a prevedere la distribuzione delle precipitazioni sul territorio italiano in occasione di TC4-Depressione Ligure, dopo almeno 60 ore di previsione, e con quantitativi di precipitazione giornaliera superiori a 10 mm. Ma questa \u00e8 un\u2019altra storia.\n\n\n\nLeggi anche:\nGroenlandia, caldo record ad inizio primavera: si teme per la prossima estate\nInverno 22-23, il secondo pi\u00f9 caldo dal 1980 per l\u2019Europa\n\u00c8 stato dimostrato il ruolo della crisi climatica nella grave siccit\u00e0 nel Nord Italia\n\n\n\n\n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Inverno 2022-2023 tra due estremi: le due facce della stagione invernale in Italia)", "date_published": "2023-03-10T08:37:10+01:00", "date_modified": "2023-03-10T10:45:28+01:00", "authors": [ { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://iconameteo.it/contents/uploads/2023/03/Foto-COPERTINA-Wordpress-2023-03-10T083556.469.jpg", "tags": [ "Primo piano", "Tipi di circolazione sull'Italia" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/news/tipi-di-circolazione-sullitalia/correnti-occidentali/", "url": "https://www.iconameteo.it/news/tipi-di-circolazione-sullitalia/correnti-occidentali/", "title": "Correnti occidentali", "content_html": "Concludiamo la descrizione dei dodici Tipi di Circolazione atmosferica (TC) classificati sull\u2019Europa Centro-meridionale da una SOM (Self Organizing Maps), o Mappa di Kohonen, una tipologia di rete neurale artificiale ad apprendimento non supervisionato.
\nAnalizziamo il settimo TC della lista creata da SOM: lo abbiamo chiamato \u201cCorrenti occidentali\u201d. E\u2019 il TC pi\u00f9 raro, presente mediamente solo in circa il 4 % dei giorni (vedi istogramma). E\u2019 quasi assente nelle stagioni intermedie, mentre \u00e8 pi\u00f9 frequente in inverno e, soprattutto, d\u2019estate. Rappresenta spesso un temporaneo cedimento dell\u2019alta pressione, distesa sull\u2019area mediterranea e l\u2019Italia (tipicamente TC6 \u2013 Anticiclone delle Azzorre, ma anche TC11 \u2013 Anticiclone Nordafricano), lungo il suo confine settentrionale, con conseguente scorrimento di nubi soprattutto al Nord e sulla Toscana.
\nIl grafico dei trend degli ultimi sedici anni evidenzia una leggero aumento della presenza di TC7 \u2013 Correnti occidentali nella stagione invernale.
\nApprofondiamo ora le caratteristiche termo dinamiche di questo tipo di circolazione.
\nCircolazione al livello del mare: pressione s.l.m.
\nLa distribuzione della pressione al livello del mare vede la presenza di una fascia di alte pressioni a latitudini inferiori al 48\u00b0 parallelo con i suoi nuclei pi\u00f9 definiti centrati sulle penisole iberica e balcanica e sul nostro Meridione. Le regioni centro-settentrionali italiane appartengono invece a un\u2019area di valori di pressione leggermente inferiori, sintomo di un\u2019influenza, seppure marginale, della circolazione di bassa pressione centrata mediamente sulle Isole Britanniche. La ventilazione al suolo intorno all\u2019Italia \u00e8 prevalentemente occidentale con il Libeccio che soffia sul settore Tirrenico.
\nCircolazione in quota: geopotenziale a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.) e 500 hPa (circa 5500 metri s.l.m.)
\nNelle configurazioni del geopotenziale a 700 e 500 hPa si individua un flusso di correnti in quota con componente prevalentemente occidentale, ma con un andamento ondulatorio intorno a una bassa e un\u2019alta pressione centrate rispettivamente sulle Isole Britanniche e sul Nord Africa. La seconda in particolare mostra un asse del promontorio con inclinazione nordest-sudovest che attraversa le nostre estreme regioni meridionali e i Balcani. Il 10\u00b0 meridiano segna all\u2019incirca il confine tra un leggero andamento ciclonico delle correnti a ovest e una curvatura anticiclonica pi\u00f9 netta a est.
Temperatura a 850 hPa (circa 1500 metri\u00a0 s.l.m.)
\nLa direttrice inizialmente sud-occidentale delle correnti in quota indica una tendenza ad afflussi di aria di matrice subtropicale indirizzati verso il Mediterraneo e i Balcani. L\u2019apporto di aria \u201ccalda\u201d favorisce quindi temperature mediamente oltre la norma con effetti pi\u00f9 marcati per l\u2019Italia sulle regioni centromeridionali. Nel periodo estivo, stagione in cui ricade il maggior numero di casi, questa circolazione \u00e8 spesso associata a intense ondate di calore. E\u2019 comunque un tipo di circolazione raro e poco persistente; spesso si colloca come fase transitoria tra la presenza di TC6 \u2013 Anticiclone delle Azzorre e TC11 \u2013 Anticiclone Nordafricano.
\nUmidit\u00e0 specifica a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.)
\nLa distribuzione dell\u2019umidit\u00e0 specifica a 700 hPa, un indicatore approssimato della collocazione dei sistemi nuvolosi pi\u00f9 importanti o frequenti, ci mostra un\u2019area mediamente piuttosto asciutta tra le nostre regioni meridionali, specie quelle del versante adriatico e ionico, lo Ionio e l\u2019Egeo. Intorno a questa area poi l\u2019umidit\u00e0 cresce raggiungendo alcuni massimi la cui posizione \u00e8 chiaramente influenzata da cause di natura orografica. Le correnti sud-occidentali nelle fasi \u201cumide\u201d addossano una maggiore nuvolosit\u00e0 intorno ai Pirenei, ai monti dei Balcani, all\u2019Appennino centrale e soprattutto al settore alpino.
\nDistribuzione delle precipitazioni sull\u2019Italia
\nIn coincidenza di questo tipo di circolazione possibili fasi di maltempo con precipitazioni possono riguardare:
\nLe figure che seguono mostrano la distribuzione delle precipitazioni dall\u2019estate 2017 alla primavera 2018 (dati CPC Unified Gauge-based Analysis of Global Daily Precipitation) e l\u2019immagine del satellite Meteosat (copyright Sat24.com/Eumetsat/Met Office) di una giornata con TC7 \u2013 Correnti occidentali (17 agosto 2020).
\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Correnti occidentali)
\n", "content_text": "Concludiamo la descrizione dei dodici Tipi di Circolazione atmosferica (TC) classificati sull\u2019Europa Centro-meridionale da una SOM (Self Organizing Maps), o Mappa di Kohonen, una tipologia di rete neurale artificiale ad apprendimento non supervisionato.\nAnalizziamo il settimo TC della lista creata da SOM: lo abbiamo chiamato \u201cCorrenti occidentali\u201d. E\u2019 il TC pi\u00f9 raro, presente mediamente solo in circa il 4 % dei giorni (vedi istogramma). E\u2019 quasi assente nelle stagioni intermedie, mentre \u00e8 pi\u00f9 frequente in inverno e, soprattutto, d\u2019estate. Rappresenta spesso un temporaneo cedimento dell\u2019alta pressione, distesa sull\u2019area mediterranea e l\u2019Italia (tipicamente TC6 \u2013 Anticiclone delle Azzorre, ma anche TC11 \u2013 Anticiclone Nordafricano), lungo il suo confine settentrionale, con conseguente scorrimento di nubi soprattutto al Nord e sulla Toscana.\n\nIl grafico dei trend degli ultimi sedici anni evidenzia una leggero aumento della presenza di TC7 \u2013 Correnti occidentali nella stagione invernale.\n\nApprofondiamo ora le caratteristiche termo dinamiche di questo tipo di circolazione.\nCircolazione al livello del mare: pressione s.l.m. \nLa distribuzione della pressione al livello del mare vede la presenza di una fascia di alte pressioni a latitudini inferiori al 48\u00b0 parallelo con i suoi nuclei pi\u00f9 definiti centrati sulle penisole iberica e balcanica e sul nostro Meridione. Le regioni centro-settentrionali italiane appartengono invece a un\u2019area di valori di pressione leggermente inferiori, sintomo di un\u2019influenza, seppure marginale, della circolazione di bassa pressione centrata mediamente sulle Isole Britanniche. La ventilazione al suolo intorno all\u2019Italia \u00e8 prevalentemente occidentale con il Libeccio che soffia sul settore Tirrenico.\n\nCircolazione in quota: geopotenziale a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.) e 500 hPa (circa 5500 metri s.l.m.)\nNelle configurazioni del geopotenziale a 700 e 500 hPa si individua un flusso di correnti in quota con componente prevalentemente occidentale, ma con un andamento ondulatorio intorno a una bassa e un\u2019alta pressione centrate rispettivamente sulle Isole Britanniche e sul Nord Africa. La seconda in particolare mostra un asse del promontorio con inclinazione nordest-sudovest che attraversa le nostre estreme regioni meridionali e i Balcani. Il 10\u00b0 meridiano segna all\u2019incirca il confine tra un leggero andamento ciclonico delle correnti a ovest e una curvatura anticiclonica pi\u00f9 netta a est.\n\nTemperatura a 850 hPa (circa 1500 metri\u00a0 s.l.m.)\nLa direttrice inizialmente sud-occidentale delle correnti in quota indica una tendenza ad afflussi di aria di matrice subtropicale indirizzati verso il Mediterraneo e i Balcani. L\u2019apporto di aria \u201ccalda\u201d favorisce quindi temperature mediamente oltre la norma con effetti pi\u00f9 marcati per l\u2019Italia sulle regioni centromeridionali. Nel periodo estivo, stagione in cui ricade il maggior numero di casi, questa circolazione \u00e8 spesso associata a intense ondate di calore. E\u2019 comunque un tipo di circolazione raro e poco persistente; spesso si colloca come fase transitoria tra la presenza di TC6 \u2013 Anticiclone delle Azzorre e TC11 \u2013 Anticiclone Nordafricano.\n\nUmidit\u00e0 specifica a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.)\nLa distribuzione dell\u2019umidit\u00e0 specifica a 700 hPa, un indicatore approssimato della collocazione dei sistemi nuvolosi pi\u00f9 importanti o frequenti, ci mostra un\u2019area mediamente piuttosto asciutta tra le nostre regioni meridionali, specie quelle del versante adriatico e ionico, lo Ionio e l\u2019Egeo. Intorno a questa area poi l\u2019umidit\u00e0 cresce raggiungendo alcuni massimi la cui posizione \u00e8 chiaramente influenzata da cause di natura orografica. Le correnti sud-occidentali nelle fasi \u201cumide\u201d addossano una maggiore nuvolosit\u00e0 intorno ai Pirenei, ai monti dei Balcani, all\u2019Appennino centrale e soprattutto al settore alpino.\n\nDistribuzione delle precipitazioni sull\u2019Italia\nIn coincidenza di questo tipo di circolazione possibili fasi di maltempo con precipitazioni possono riguardare:\n\nIl settore alpino: in estate per effetto di locale convezione, pi\u00f9 frequente nelle Alpi occidentali e con possibili sconfinamenti verso la pianura piemontese; in autunno e inverno precipitazioni collegate alla coda \u00a0meridionale di eventuali perturbazioni.\nLa Val Padana centrale e l\u2019alto Adriatico: principalmente in autunno, in forma minore tra inverno e primavera.\nL\u2019Appennino: principalmente in autunno, in forma minore tra inverno e primavera e solo in forma occasionale in estate nel suo settore centrale.\nLe regioni tirreniche: principalmente le zone interne (dove incide il sollevamento orografico degli umidi venti di Libeccio) e in autunno, in forma minore tra inverno e primavera.\nIn forma ancora pi\u00f9 episodica: l\u2019alto Ionio (autunno), la Sicilia occidentale (autunno, primavera) e la Sardegna\n\nLe figure che seguono mostrano la distribuzione delle precipitazioni dall\u2019estate 2017 alla primavera 2018 (dati CPC Unified Gauge-based Analysis of Global Daily Precipitation) e l\u2019immagine del satellite Meteosat (copyright Sat24.com/Eumetsat/Met Office) di una giornata con TC7 \u2013 Correnti occidentali (17 agosto 2020).\n\n\n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Correnti occidentali)", "date_published": "2022-09-08T12:25:53+02:00", "date_modified": "2022-09-08T12:25:53+02:00", "authors": [ { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://iconameteo.it/contents/uploads/2022/09/Foto-COPERTINA-Wordpress-92.jpg", "tags": [ "Tipi di circolazione sull'Italia" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/news/tipi-di-circolazione-sullitalia/depressione-ligure/", "url": "https://www.iconameteo.it/news/tipi-di-circolazione-sullitalia/depressione-ligure/", "title": "Depressione Ligure", "content_html": "Proseguiamo con la descrizione dei dodici Tipi di Circolazione atmosferica (TC) classificati sull\u2019Europa Centro-meridionale da una SOM (Self Organizing Maps), o Mappa di Kohonen, una tipologia di rete neurale artificiale ad apprendimento non supervisionato.
\nAnalizziamo il quarto TC della lista creata da SOM: lo abbiamo chiamato \u201cDepressione Ligure\u201d. In un anno, \u00e8 presente mediamente nell\u2019 8,3% dei giorni (vedi istogramma).\u00a0 E\u2019 il pi\u00f9 piovoso dei dodici tipi di circolazione in termini di quantit\u00e0 di precipitazione e distribuzione geografica. E\u2019 pi\u00f9 frequente nelle stagioni intermedie, durante le quali \u00e8 spesso responsabile di gravi episodi alluvionali soprattutto al Nord, specie in autunno. E\u2019 frequentemente preceduto da TC8 \u2013 Scirocco (a sua volta spesso preceduto da TC12 \u2013 Depressione Iberica). Questi due TC \u201ccaldi\u201d, cio\u00e8 associati prevalentemente ad afflusso dai quadranti meridionali di aria mite e carica di umidit\u00e0, insieme rappresentano le situazioni pi\u00f9 critiche di maltempo prolungato e diffuso sulle regioni centrosettentrionali italiane.
\nIl grafico delle tendenze stagionali degli ultimi sedici anni mostra un leggero aumento della presenza di TC4 \u2013 Depressione Ligure sia nella stagione primaverile, sia in quella estiva, ed un decremento in quella invernale.
\nLe configurazioni dei campi termodinamici di questa circolazione mostrano caratteristiche sinottiche in parte similari a quelle di TC8 \u2013 Scirocco. Verranno quindi di seguito evidenziati solo gli elementi che le distinguono.
\nCircolazione al livello del mare: pressione s.l.m.
\nL\u2019area depressionaria \u00e8 ancora pi\u00f9 orientale, con il suo minimo principale posizionato sulla Germania settentrionale e il minimo secondario esteso a tutte le nostre regioni centro-settentrionali e con centro mediamente posizionato sul Mar Ligure. Concordemente, l\u2019area anticlonica pi\u00f9 a est \u00e8 arretrata con il suo massimo posizionato nel settore orientale della penisola balcanica. Alle spalle dell\u2019area depressionaria un nuovo promontorio anticiclonico con centro nel Golfo di Biscaglia comprende nella sua sfera di influenza gran parte della penisola iberica e della Francia. La ventilazione sull\u2019Italia sar\u00e0 ancora mediamente vivace e seguir\u00e0 il classico andamento antiorario intorno al centro della depressione.
\nCircolazione in quota: geopotenziale a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.) e 500 hPa (circa 5500 metri s.l.m.)
\nAnche in quota la configurazione delle correnti \u00e8 similare, ma ulteriormente traslata verso oriente. L\u2019area con il flusso a curvatura ciclonica arriva a conglobare gran parte dell\u2019Italia; l\u2019asse della saccatura, ben evidente, attraversa da nord a sud Francia, Baleari e Algeria. Il promontorio anticiclonico, anch\u2019esso pi\u00f9 orientale, ha il suo asse sulla Grecia.
\nTemperatura a 850 hPa (circa 1500 metri\u00a0 s.l.m.)
\nL\u2019aria pi\u00f9 calda di provenienza nordafricana ha la sua massima estensione verso nord nel settore intorno allo Ionio con un coinvolgimento maggiore della Grecia e pi\u00f9 circoscritto sulle nostre regioni meridionali. Qui le condizioni per registrare temperature oltre le medie stagionali riguardano ancora la Sicilia e la Calabria. Pi\u00f9 a nord la propagazione di aria pi\u00f9 fresca \u00e8 pi\u00f9 estesa e omogenea con sostanziale scomparsa dell\u2019anomalia termica positiva nel versante nord alpino.
\nUmidit\u00e0 specifica a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.)
\nAnche in questo caso il baricentro dell\u2019area pi\u00f9 umida ha una posizione pi\u00f9 orientale con un maggior coinvolgimento da parte dei sistemi nuvolosi pi\u00f9 importanti della penisola balcanica e delle nostre regioni meridionali. Nel contempo l\u2019atmosfera tende a essere gi\u00e0 pi\u00f9 asciutta in Francia e nel Mediterraneo pi\u00f9 occidentale. In Italia il massimo dell\u2019umidit\u00e0 \u00e8 addossato alle Alpi centro-orientali.
\nDistribuzione delle precipitazioni sull\u2019Italia
\nIn coincidenza di questo tipo di circolazione possibili fasi di maltempo con precipitazioni possono riguardare:
\nLe figure che seguono mostrano la distribuzione delle precipitazioni dall\u2019estate 2017 alla primavera 2018 (dati CPC Unified Gauge-based Analysis of Global Daily Precipitation) e l\u2019immagine del satellite Meteosat (copyright Sat24.com/Eumetsat/Met Office) di una giornata con TC4 \u2013 Depressione Ligure (4 novembre 2020).
\n
\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Depressione Ligure)
\n", "content_text": "Proseguiamo con la descrizione dei dodici Tipi di Circolazione atmosferica (TC) classificati sull\u2019Europa Centro-meridionale da una SOM (Self Organizing Maps), o Mappa di Kohonen, una tipologia di rete neurale artificiale ad apprendimento non supervisionato.\nAnalizziamo il quarto TC della lista creata da SOM: lo abbiamo chiamato \u201cDepressione Ligure\u201d. In un anno, \u00e8 presente mediamente nell\u2019 8,3% dei giorni (vedi istogramma).\u00a0 E\u2019 il pi\u00f9 piovoso dei dodici tipi di circolazione in termini di quantit\u00e0 di precipitazione e distribuzione geografica. E\u2019 pi\u00f9 frequente nelle stagioni intermedie, durante le quali \u00e8 spesso responsabile di gravi episodi alluvionali soprattutto al Nord, specie in autunno. E\u2019 frequentemente preceduto da TC8 \u2013 Scirocco (a sua volta spesso preceduto da TC12 \u2013 Depressione Iberica). Questi due TC \u201ccaldi\u201d, cio\u00e8 associati prevalentemente ad afflusso dai quadranti meridionali di aria mite e carica di umidit\u00e0, insieme rappresentano le situazioni pi\u00f9 critiche di maltempo prolungato e diffuso sulle regioni centrosettentrionali italiane.\n\nIl grafico delle tendenze stagionali degli ultimi sedici anni mostra un leggero aumento della presenza di TC4 \u2013 Depressione Ligure sia nella stagione primaverile, sia in quella estiva, ed un decremento in quella invernale.\n\nLe configurazioni dei campi termodinamici di questa circolazione mostrano caratteristiche sinottiche in parte similari a quelle di TC8 \u2013 Scirocco. Verranno quindi di seguito evidenziati solo gli elementi che le distinguono.\nCircolazione al livello del mare: pressione s.l.m. \nL\u2019area depressionaria \u00e8 ancora pi\u00f9 orientale, con il suo minimo principale posizionato sulla Germania settentrionale e il minimo secondario esteso a tutte le nostre regioni centro-settentrionali e con centro mediamente posizionato sul Mar Ligure. Concordemente, l\u2019area anticlonica pi\u00f9 a est \u00e8 arretrata con il suo massimo posizionato nel settore orientale della penisola balcanica. Alle spalle dell\u2019area depressionaria un nuovo promontorio anticiclonico con centro nel Golfo di Biscaglia comprende nella sua sfera di influenza gran parte della penisola iberica e della Francia. La ventilazione sull\u2019Italia sar\u00e0 ancora mediamente vivace e seguir\u00e0 il classico andamento antiorario intorno al centro della depressione.\n\nCircolazione in quota: geopotenziale a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.) e 500 hPa (circa 5500 metri s.l.m.)\nAnche in quota la configurazione delle correnti \u00e8 similare, ma ulteriormente traslata verso oriente. L\u2019area con il flusso a curvatura ciclonica arriva a conglobare gran parte dell\u2019Italia; l\u2019asse della saccatura, ben evidente, attraversa da nord a sud Francia, Baleari e Algeria. Il promontorio anticiclonico, anch\u2019esso pi\u00f9 orientale, ha il suo asse sulla Grecia.\n\n\nTemperatura a 850 hPa (circa 1500 metri\u00a0 s.l.m.)\nL\u2019aria pi\u00f9 calda di provenienza nordafricana ha la sua massima estensione verso nord nel settore intorno allo Ionio con un coinvolgimento maggiore della Grecia e pi\u00f9 circoscritto sulle nostre regioni meridionali. Qui le condizioni per registrare temperature oltre le medie stagionali riguardano ancora la Sicilia e la Calabria. Pi\u00f9 a nord la propagazione di aria pi\u00f9 fresca \u00e8 pi\u00f9 estesa e omogenea con sostanziale scomparsa dell\u2019anomalia termica positiva nel versante nord alpino.\n\nUmidit\u00e0 specifica a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.)\nAnche in questo caso il baricentro dell\u2019area pi\u00f9 umida ha una posizione pi\u00f9 orientale con un maggior coinvolgimento da parte dei sistemi nuvolosi pi\u00f9 importanti della penisola balcanica e delle nostre regioni meridionali. Nel contempo l\u2019atmosfera tende a essere gi\u00e0 pi\u00f9 asciutta in Francia e nel Mediterraneo pi\u00f9 occidentale. In Italia il massimo dell\u2019umidit\u00e0 \u00e8 addossato alle Alpi centro-orientali.\n\nDistribuzione delle precipitazioni sull\u2019Italia\nIn coincidenza di questo tipo di circolazione possibili fasi di maltempo con precipitazioni possono riguardare:\n\nIn primavera ed estate: precipitazioni anche abbondanti su settore alpino, Piemonte, Lombardia e Triveneto, gi\u00e0 meno intense o frequenti su Liguria ed Emilia Romagna, pi\u00f9 rare ma possibili nella fascia tra Toscana, Umbria e Marche.\nIn autunno e inverno: precipitazioni anche abbondanti e rischio di episodi di forte intensit\u00e0 in tutto il Centronord con un massimo relativo su Friuli, Venezie e zone interne del Centro. Precipitazioni significative anche su Sardegna, Appennino meridionale, basso versante tirrenico e interno della Sicilia. Coinvolgimento pi\u00f9 marginale e soprattutto autunnale del resto del Sud.\n\nLe figure che seguono mostrano la distribuzione delle precipitazioni dall\u2019estate 2017 alla primavera 2018 (dati CPC Unified Gauge-based Analysis of Global Daily Precipitation) e l\u2019immagine del satellite Meteosat (copyright Sat24.com/Eumetsat/Met Office) di una giornata con TC4 \u2013 Depressione Ligure (4 novembre 2020).\n \n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Depressione Ligure)", "date_published": "2022-09-08T11:51:46+02:00", "date_modified": "2022-09-08T11:51:46+02:00", "authors": [ { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://iconameteo.it/contents/uploads/2022/09/Foto-COPERTINA-Wordpress-91.jpg", "tags": [ "Tipi di circolazione sull'Italia" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/news/notizie-italia/inverno-21-22-anticiclone-di-blocco-quasi-record-tra-le-cause-della-siccita-al-nord/", "url": "https://www.iconameteo.it/news/notizie-italia/inverno-21-22-anticiclone-di-blocco-quasi-record-tra-le-cause-della-siccita-al-nord/", "title": "Inverno 21-22, anticiclone di blocco quasi record tra le cause della siccit\u00e0 al Nord", "content_html": "L\u2019Anticiclone di blocco (TC9), il grande assente dell\u2019inverno 2020/21, quest\u2019anno torna ad essere, con frequenza e persistenza quasi da record, il tipo di circolazione atmosferica protagonista dell\u2019intera stagione 2021/2022, e tra i principali responsabili della siccit\u00e0 al Nord. Solo tre giorni di presenza per i tipi di circolazione pi\u00f9 piovosi, mentre l\u2019Anticiclone Nordafricano (TC11) \u00e8 sempre pi\u00f9 frequente.
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Lo studio della circolazione atmosferica e la valutazione dell\u2019abilit\u00e0 dei modelli di previsione meteorologica a riprodurne la variabilit\u00e0 possono essere effettuati mediante il metodo del \u201cweather typing\u201d, cio\u00e8 classificando le situazioni atmosferiche in un numero finito di pattern, che possiamo chiamare \u201cTipi di Circolazione\u201d.
\nCome? Con l\u2019ausilio di una tecnica di machine learning, cio\u00e8 con uno strumento capace di riconoscere e classificare le configurazioni della circolazione, dopo una fase di apprendimento che prevede l\u2019analisi di\u00a0 lunghe serie storiche di dati di osservazione dello stato dell\u2019atmosfera.
\nNoi utilizziamo la tecnica SOM (Self Organizing Map): un tipo di rete neurale artificiale ad apprendimento non supervisionato, \u00a0molto efficiente nell\u2019elaborazione di grandi quantit\u00e0 di dati.
\nPer l\u2019Europa centro-meridionale e l\u2019Italia abbiamo cos\u00ec identificato dodici Tipi di Circolazione (TC). La figura 1 mostra la configurazione della pressione al livello del mare associata a ciascuno di essi, in base alla quale \u00e8 stato assegnato un nome, come riportato nella tabella 1.
\nLa figura 2 permette di \u201cfare conoscenza\u201d con i dodici TC: mostra la copertura nuvolosa osservata in occasione di ciascuno di essi, in un giorno qualsiasi dell\u2019anno, e la distribuzione delle precipitazioni giornaliere (mm/g) nel 2020.
\nTC9 \u2013 Anticiclone di blocco, il Tipo di Circolazione pi\u00f9 frequente e persistente e tipico del semestre freddo, \u00e8 associato all\u2019irruzione nel Mediterraneo di aria fredda dai Balcani, tempo stabile sul Nord Italia e precipitazioni sulle regioni meridionali, anche nevose fino a bassa quota durante l\u2019inverno.
\nTC1 \u2013 Maestrale \u00e8 invece associato all\u2019irruzione di aria di origine Nord-Atlantica, spesso sotto forma di venti burrascosi con direttrice nord-ovest \u2013 sud-est, il Maestrale appunto, e venti di caduta (Foehn o Favonio), a volte violenti e rafficosi, in Piemonte e Lombardia.
\nTC3 \u2013 Depressione Padana \u00e8 associato al transito di una perturbazione medio-atlantica. \u00c8 molto frequente nella tarda primavera e in estate, ed \u00e8 spesso responsabile di eventi convettivi molto intensi al Nordest, specie sulle Alpi e sul Triveneto.
\nTC8 \u2013 Scirocco e TC4 \u2013 Depressione Ligure, i pi\u00f9 piovosi, possono essere responsabili, soprattutto in autunno inoltrato, di forte maltempo sulle nostre regioni centro-settentrionali; TC8 \u2013 Scirocco pu\u00f2 contribuire al fenomeno dell\u2019acqua alta a Venezia.
\nTC6 \u2013 Anticiclone delle Azzorre, TC10 \u2013 Anticiclone Afro-iberico e TC11 \u2013 Anticiclone Nordafricano sono tutti associati a cielo sereno ovunque, TC11 responsabile delle pi\u00f9 intense ondate di calore in tutto il nostro Paese.
\nLa tabella 1 mostra il numero di giorni di presenza di ciascun Tipo di Circolazione (TC) identificato da SOM per l\u2019inverno meteorologico (dicembre-febbraio) 2021/2022. In netta controtendenza rispetto al trend dal 2005, TC9 \u2013 Anticiclone di blocco, quasi assente nel piovoso inverno 2020/2021, con ben quattro settimane di presenza ha sfiorato il record invernale degli ultimi diciassette anni, raggiunto nel 2006 con 29 giorni di presenza.
\nTC9 \u2013 Anticiclone di blocco \u00e8 stato particolarmente persistente in dicembre e gennaio (figura 3), avvicinandosi, all\u2019inizio della stagione, al record di 12 giorni consecutivi di presenza raggiunto nel febbraio 2008. Questo tipo di circolazione, unitamente a TC11 \u2013 Anticiclone Nordafricano e TC10 -Anticiclone Afroiberico, gli altri protagonisti della circolazione atmosferica della stagione invernale da poco conclusa, in totale presenti per pi\u00f9 della met\u00e0 dei giorni, ha ampiamente contribuito al deficit pluviometrico che ha colpito ampie porzioni dell\u2019Italia, soprattutto le regioni settentrionali, in particolare il Nordovest, e la Sardegna.
\nSono al contrario risultati quasi assenti i Tipi di Circolazione pi\u00f9 piovosi (soprattutto per il Centronord), TC7 \u2013 Correnti occidentali, TC8 \u2013 Scirocco e TC4 \u2013 Depressione Ligure, e anche TC12 \u2013 Depressione Iberica, che spesso li precede portando qualche pioggia al Nordovest. La figura 4 mostra le anomalie del numero di giorni di presenza di ciascun TC nell\u2019inverno 2021/2022 rispetto alla media dell\u2019intero periodo analizzato ed evidenzia una situazione assai diversa da quella dell\u2019inverno precedente: l\u2019eccesso dei principali pattern anticiclonici, soprattutto di TC9 \u2013 Anticiclone di blocco, e il difetto dei tre Tipi di Circolazione associati allo sviluppo di una depressione sul Mediterraneo occidentale.
\nL\u2019analisi del trend invernale dei dodici TC permette di evidenziare il netto incremento negli ultimi diciotto anni del numero di giorni di presenza di TC11 \u2013 Anticiclone Nordafricano e il decremento di tipi di circolazione perturbati, soprattutto quelli caratterizzati dall\u2019irruzione nel Mediterraneo di aria artica o polare, associati a precipitazioni distribuite prevalentemente sulle nostre regioni meridionali: \u00a0TC1 \u2013 Maestrale e, in minor misura anche per l\u2019elevatissima frequenza dell\u2019inverno 2021/22, TC9 \u2013 Anticiclone di blocco (figura 5).
\nQueste tendenze sono congruenti con il declino invernale delle precipitazioni nel Sud Italia, ben evidenziato dalle elaborazioni effettuate da Simone Abelli, che vedono, per il periodo 2005-2022, una riduzione di oltre il 40 % \u00a0in poco meno di un ventennio (figura 6), parallelamente ad un aumento della temperatura media di quasi 1 \u00b0C (non mostrato).
\nSecondo studi recenti 1, lo sviluppo di una anomalia anticiclonica sul Mediterraneo durante l\u2019inverno, conseguenza dell\u2019azione combinata di cambiamenti nella dinamica della circolazione su larga scala nell\u2019alta troposfera e della riduzione del gradiente di temperatura tra terra e mare, \u00e8 riconosciuto come il fattore chiave del declino, gi\u00e0 in atto e previsto dai modelli per i prossimi decenni, delle precipitazioni invernali nell\u2019area Mediterranea al di sotto di 40 gradi di latitudine,\u00a0 condizione che rende il Mare Nostrum un hot spot del cambiamento climatico.
\nPer poter valutare l\u2019abilit\u00e0 di sei modelli globali a prevedere la circolazione atmosferica dei sette giorni successivi, con un opportuno algoritmo abbiamo misurato la distanza tra i dodici TC che la rete neurale ha distribuito nel suo spazio, posizionandoli tanto pi\u00f9 vicini fra loro quanto pi\u00f9 sono fra loro simili. Per ogni giorno di previsione \u00e8 cos\u00ec possibile quantificare con una buona approssimazione la \u201csimilarit\u00e0\u201d tra il TC previsto e il TC osservato e quindi calcolare un indice di qualit\u00e0 ed effettuare una verifica oggettiva. La tabella 2 riporta l\u2019elenco dei modelli sottoposti a verifica. \u00a0MIX \u00e8 il multi-model ensemble creato da Meteo Expert utilizzando i dati degli altri cinque modelli globali della lista.
\nLa figura 7 riporta l\u2019indice di qualit\u00e0 della previsione del tipo di circolazione da \u201coggi\u201d (+24 ore di previsione) fino al terzo giorno (+96 ore di previsione) per tutti i modelli globali operativi presso il nostro Centro, e fino al sesto giorno (+168 ore di previsione) solo per alcuni di essi. Come accade ormai da un anno, cio\u00e8 dall\u2019inverno 2020/21, ECMWF\u00a0 \u00e8 risultato uno dei modelli meno abili nelle prime settantadue ore di previsione, cio\u00e8 fino alle previsioni per \u201cdopodomani\u201d, ed \u00e8 riuscito faticosamente (e solo parzialmente) a riguadagnare qualit\u00e0 con le previsioni a pi\u00f9 lungo termine, cio\u00e8 quando solitamente il modello europeo riesce ad esprimere al meglio le sue potenzialit\u00e0 e a fornire le previsioni pi\u00f9 accurate.
\nLa primavera (meteorologica) da poco iniziata vedr\u00e0 come protagonista della circolazione atmosferica il freddo TC1- Maestrale, come accaduto l\u2019anno scorso? Sarebbe in linea con il trend dal 2005.
\nTC4 \u2013 Depressione Ligure e TC8 \u2013 Scirocco, tipici delle stagioni intermedie, riusciranno a farsi largo e a portare finalmente piogge al Nord?\u00a0Lo scopriremo con il \u00a0prossimo report!\u00a0
\n1 A. Tuel and E. A. B. Eltahir, 2020. Why Is the Mediterranean a Climate Change Hot Spot? Journal of Climate, Vol 33, 5829 \u2013 5843
\nLeggi anche:\n Tipi di circolazione atmosferica sull\u2019Italia: l\u2019analisi dell\u2019estate 2021 \nAmazzonia, deforestazione record per il secondo mese di fila in Brasile \n\n\n | \n
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\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Inverno 21-22, anticiclone di blocco quasi record tra le cause della siccit\u00e0 al Nord)
\n", "content_text": "L\u2019Anticiclone di blocco (TC9), il grande assente dell\u2019inverno 2020/21, quest\u2019anno torna ad essere, con frequenza e persistenza quasi da record, il tipo di circolazione atmosferica protagonista dell\u2019intera stagione 2021/2022, e tra i principali responsabili della siccit\u00e0 al Nord. Solo tre giorni di presenza per i tipi di circolazione pi\u00f9 piovosi, mentre l\u2019Anticiclone Nordafricano (TC11) \u00e8 sempre pi\u00f9 frequente.\n\n\n\n\nClima, per l\u2019Italia l\u2019inverno 2021-2022 \u00e8 il 6\u00b0 pi\u00f9 siccitoso degli ultimi 63 anni\n\n\n\n\nLo studio della circolazione atmosferica e la valutazione dell\u2019abilit\u00e0 dei modelli di previsione meteorologica a riprodurne la variabilit\u00e0 possono essere effettuati mediante il metodo del \u201cweather typing\u201d, cio\u00e8 classificando le situazioni atmosferiche in un numero finito di pattern, che possiamo chiamare \u201cTipi di Circolazione\u201d.\nCome? Con l\u2019ausilio di una tecnica di machine learning, cio\u00e8 con uno strumento capace di riconoscere e classificare le configurazioni della circolazione, dopo una fase di apprendimento che prevede l\u2019analisi di\u00a0 lunghe serie storiche di dati di osservazione dello stato dell\u2019atmosfera.\nNoi utilizziamo la tecnica SOM (Self Organizing Map): un tipo di rete neurale artificiale ad apprendimento non supervisionato, \u00a0molto efficiente nell\u2019elaborazione di grandi quantit\u00e0 di dati.\nPer l\u2019Europa centro-meridionale e l\u2019Italia abbiamo cos\u00ec identificato dodici Tipi di Circolazione (TC). La figura 1 mostra la configurazione della pressione al livello del mare associata a ciascuno di essi, in base alla quale \u00e8 stato assegnato un nome, come riportato nella tabella 1.\nFig. 1 \u2013 Configurazione della pressione al livello del mare di ciascun Tipo di Circolazione (TC) identificato da SOM. I dati sono standardizzati. I colori dal verde al rosso rappresentano valori positivi (\u201calta pressione\u201d), i colori dal bianco al blu i valori negativi (\u201cbassa pressione\u201d). Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nLa figura 2 permette di \u201cfare conoscenza\u201d con i dodici TC: mostra la copertura nuvolosa osservata in occasione di ciascuno di essi, in un giorno qualsiasi dell\u2019anno, e la distribuzione delle precipitazioni giornaliere (mm/g) nel 2020.\nTC9 \u2013 Anticiclone di blocco, il Tipo di Circolazione pi\u00f9 frequente e persistente e tipico del semestre freddo, \u00e8 associato all\u2019irruzione nel Mediterraneo di aria fredda dai Balcani, tempo stabile sul Nord Italia e precipitazioni sulle regioni meridionali, anche nevose fino a bassa quota durante l\u2019inverno.\nTC1 \u2013 Maestrale \u00e8 invece associato all\u2019irruzione di aria di origine Nord-Atlantica, spesso sotto forma di venti burrascosi con direttrice nord-ovest \u2013 sud-est, il Maestrale appunto, e venti di caduta (Foehn o Favonio), a volte violenti e rafficosi, in Piemonte e Lombardia.\nTC3 \u2013 Depressione Padana \u00e8 associato al transito di una perturbazione medio-atlantica. \u00c8 molto frequente nella tarda primavera e in estate, ed \u00e8 spesso responsabile di eventi convettivi molto intensi al Nordest, specie sulle Alpi e sul Triveneto.\nFig. 2 \u2013 Copertura nuvolosa osservata in occasione di ciascun Tipo di Circolazione (Crediti Sat24.com/Eumetsat/Met Office) e precipitazioni giornaliere nel 2020 (mm/g, dati derivati da integrazione di stime satellitari con rilievi di reti di stazioni, Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima).\nTC8 \u2013 Scirocco e TC4 \u2013 Depressione Ligure, i pi\u00f9 piovosi, possono essere responsabili, soprattutto in autunno inoltrato, di forte maltempo sulle nostre regioni centro-settentrionali; TC8 \u2013 Scirocco pu\u00f2 contribuire al fenomeno dell\u2019acqua alta a Venezia.\nTC6 \u2013 Anticiclone delle Azzorre, TC10 \u2013 Anticiclone Afro-iberico e TC11 \u2013 Anticiclone Nordafricano sono tutti associati a cielo sereno ovunque, TC11 responsabile delle pi\u00f9 intense ondate di calore in tutto il nostro Paese.\nInverno 2021/22: tipi di circolazione osservati\nLa tabella 1 mostra il numero di giorni di presenza di ciascun Tipo di Circolazione (TC) identificato da SOM per l\u2019inverno meteorologico (dicembre-febbraio) 2021/2022. In netta controtendenza rispetto al trend dal 2005, TC9 \u2013 Anticiclone di blocco, quasi assente nel piovoso inverno 2020/2021, con ben quattro settimane di presenza ha sfiorato il record invernale degli ultimi diciassette anni, raggiunto nel 2006 con 29 giorni di presenza.\nTab. 1 \u2013 Nome dei dodici Tipi di Circolazione (TC) identificati da SOM per il dominio geografico 35\u00b0- 52\u00b0N, 3\u00b0W \u2013 24\u00b0E (Europa centro-meridionale) e numero di giorni di presenza di ciascuno di essi dal primo dicembre 2021 al 28 febbraio 2022. Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nTC9 \u2013 Anticiclone di blocco \u00e8 stato particolarmente persistente in dicembre e gennaio (figura 3), avvicinandosi, all\u2019inizio della stagione, al record di 12 giorni consecutivi di presenza raggiunto nel febbraio 2008. Questo tipo di circolazione, unitamente a TC11 \u2013 Anticiclone Nordafricano e TC10 -Anticiclone Afroiberico, gli altri protagonisti della circolazione atmosferica della stagione invernale da poco conclusa, in totale presenti per pi\u00f9 della met\u00e0 dei giorni, ha ampiamente contribuito al deficit pluviometrico che ha colpito ampie porzioni dell\u2019Italia, soprattutto le regioni settentrionali, in particolare il Nordovest, e la Sardegna.\nFig. 3 \u2013 Serie temporale dei tipi di circolazione (TC) giornalieri osservati nel corso dell\u2019inverno 2021/22. Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nSono al contrario risultati quasi assenti i Tipi di Circolazione pi\u00f9 piovosi (soprattutto per il Centronord), TC7 \u2013 Correnti occidentali, TC8 \u2013 Scirocco e TC4 \u2013 Depressione Ligure, e anche TC12 \u2013 Depressione Iberica, che spesso li precede portando qualche pioggia al Nordovest. La figura 4 mostra le anomalie del numero di giorni di presenza di ciascun TC nell\u2019inverno 2021/2022 rispetto alla media dell\u2019intero periodo analizzato ed evidenzia una situazione assai diversa da quella dell\u2019inverno precedente: l\u2019eccesso dei principali pattern anticiclonici, soprattutto di TC9 \u2013 Anticiclone di blocco, e il difetto dei tre Tipi di Circolazione associati allo sviluppo di una depressione sul Mediterraneo occidentale.\nFig. 4 \u2013 Anomalia del numero di giorni di presenza di ciascun Tipo di Circolazione (TC) nell\u2019inverno 2021/22 rispetto alle media delle stagioni invernali dal 2005 al 2022. Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nL\u2019analisi del trend invernale dei dodici TC permette di evidenziare il netto incremento negli ultimi diciotto anni del numero di giorni di presenza di TC11 \u2013 Anticiclone Nordafricano e il decremento di tipi di circolazione perturbati, soprattutto quelli caratterizzati dall\u2019irruzione nel Mediterraneo di aria artica o polare, associati a precipitazioni distribuite prevalentemente sulle nostre regioni meridionali: \u00a0TC1 \u2013 Maestrale e, in minor misura anche per l\u2019elevatissima frequenza dell\u2019inverno 2021/22, TC9 \u2013 Anticiclone di blocco (figura 5).\nFig. 5 \u2013 Linee di tendenza dal 2005 al 2022 del numero di giorni di presenza di alcuni Tipi di Circolazione (TC) nella stagione invernale. Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nQueste tendenze sono congruenti con il declino invernale delle precipitazioni nel Sud Italia, ben evidenziato dalle elaborazioni effettuate da Simone Abelli, che vedono, per il periodo 2005-2022, una riduzione di oltre il 40 % \u00a0in poco meno di un ventennio (figura 6), parallelamente ad un aumento della temperatura media di quasi 1 \u00b0C (non mostrato).\nFig. 6 \u2013 Tendenza lineare dal 2005 al 2022 delle anomalie di precipitazione al Sud e nelle isole maggiori. Dati synop e MeteoNetwork. Elaborazioni di Simone Abelli. Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nSecondo studi recenti 1, lo sviluppo di una anomalia anticiclonica sul Mediterraneo durante l\u2019inverno, conseguenza dell\u2019azione combinata di cambiamenti nella dinamica della circolazione su larga scala nell\u2019alta troposfera e della riduzione del gradiente di temperatura tra terra e mare, \u00e8 riconosciuto come il fattore chiave del declino, gi\u00e0 in atto e previsto dai modelli per i prossimi decenni, delle precipitazioni invernali nell\u2019area Mediterranea al di sotto di 40 gradi di latitudine,\u00a0 condizione che rende il Mare Nostrum un hot spot del cambiamento climatico.\nInverno 2021/22: performance dei modelli globali di previsione meteorologica\nPer poter valutare l\u2019abilit\u00e0 di sei modelli globali a prevedere la circolazione atmosferica dei sette giorni successivi, con un opportuno algoritmo abbiamo misurato la distanza tra i dodici TC che la rete neurale ha distribuito nel suo spazio, posizionandoli tanto pi\u00f9 vicini fra loro quanto pi\u00f9 sono fra loro simili. Per ogni giorno di previsione \u00e8 cos\u00ec possibile quantificare con una buona approssimazione la \u201csimilarit\u00e0\u201d tra il TC previsto e il TC osservato e quindi calcolare un indice di qualit\u00e0 ed effettuare una verifica oggettiva. La tabella 2 riporta l\u2019elenco dei modelli sottoposti a verifica. \u00a0MIX \u00e8 il multi-model ensemble creato da Meteo Expert utilizzando i dati degli altri cinque modelli globali della lista.\nTab. 2 \u2013 Modelli globali di previsione meteorologica operativi al Centro Meteo Expert, sottoposti a verifica su base stagionale. MIX \u00e8 il multi-model ensemble creato da Meteo Expert elaborando i dati di previsione prodotti dagli altri cinque modelli.\nLa figura 7 riporta l\u2019indice di qualit\u00e0 della previsione del tipo di circolazione da \u201coggi\u201d (+24 ore di previsione) fino al terzo giorno (+96 ore di previsione) per tutti i modelli globali operativi presso il nostro Centro, e fino al sesto giorno (+168 ore di previsione) solo per alcuni di essi. Come accade ormai da un anno, cio\u00e8 dall\u2019inverno 2020/21, ECMWF\u00a0 \u00e8 risultato uno dei modelli meno abili nelle prime settantadue ore di previsione, cio\u00e8 fino alle previsioni per \u201cdopodomani\u201d, ed \u00e8 riuscito faticosamente (e solo parzialmente) a riguadagnare qualit\u00e0 con le previsioni a pi\u00f9 lungo termine, cio\u00e8 quando solitamente il modello europeo riesce ad esprimere al meglio le sue potenzialit\u00e0 e a fornire le previsioni pi\u00f9 accurate.\nFig. 7 \u2013 Qualit\u00e0 complessiva della previsione della circolazione atmosferica per l\u2019inverno 2021/22, per tutti i modelli analizzati e per tutte le validit\u00e0 orarie disponibili (da +24 ore a +168 ore di previsione). L\u2019indice di qualit\u00e0 \u00e8 attenuto mediante la misura dell\u2019entit\u00e0 delle distanze (\u201csimilarita\u201d) tra le configurazioni osservate e quelle previste, ed \u00e8 espressione di quanto la previsione del modello si allontana dalla condizione di errore massimo possibile. Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nLa primavera (meteorologica) da poco iniziata vedr\u00e0 come protagonista della circolazione atmosferica il freddo TC1- Maestrale, come accaduto l\u2019anno scorso? Sarebbe in linea con il trend dal 2005.\nTC4 \u2013 Depressione Ligure e TC8 \u2013 Scirocco, tipici delle stagioni intermedie, riusciranno a farsi largo e a portare finalmente piogge al Nord?\u00a0Lo scopriremo con il \u00a0prossimo report!\u00a0\n1 A. Tuel and E. A. B. Eltahir, 2020. Why Is the Mediterranean a Climate Change Hot Spot? Journal of Climate, Vol 33, 5829 \u2013 5843\n\n\n\nLeggi anche:\nTipi di circolazione atmosferica sull\u2019Italia: l\u2019analisi dell\u2019estate 2021\nAmazzonia, deforestazione record per il secondo mese di fila in Brasile\nPer ridurre la dipendenza dal gas russo la politica deve anche decarbonizzare l\u2019edilizia. Il rapporto\u00a0\nTrattato Plastica. Wakhungu, ex ministro dell\u2019ambiente del Kenya: \u201cpasso importante, ma il 2024 \u00e8 troppo tardi\u201d\n\n\n\n\n\u00a0\n\u00a0\n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Inverno 21-22, anticiclone di blocco quasi record tra le cause della siccit\u00e0 al Nord)", "date_published": "2022-03-14T14:15:03+01:00", "date_modified": "2022-04-10T09:13:27+02:00", "authors": [ { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://iconameteo.it/contents/uploads/2022/03/inverno-21-22.jpg", "tags": [ "Notizie Italia", "Tipi di circolazione sull'Italia" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/news/tipi-di-circolazione-sullitalia/tipi-di-circolazione-atmosferica-sullitalia-lanalisi-dellestate-2021/", "url": "https://www.iconameteo.it/news/tipi-di-circolazione-sullitalia/tipi-di-circolazione-atmosferica-sullitalia-lanalisi-dellestate-2021/", "title": "Tipi di circolazione atmosferica sull\u2019Italia: l\u2019analisi dell\u2019estate 2021", "content_html": "Per studiare la circolazione atmosferica a scala sinottica, le sue anomalie, i suoi mutamenti negli anni e le relative conseguenze ambientali, e per valutare l\u2019abilit\u00e0 dei modelli di previsione meteorologica a riprodurne la variabilit\u00e0, pu\u00f2 essere utile classificare le situazioni atmosferiche in un numero definito di \u201cTipi di Circolazione\u201d (TC). Come? Con una tecnica che riconosce e classifica le configurazioni della circolazione, dopo una fase di training che prevede l\u2019analisi di\u00a0 lunghe serie storiche di dati di osservazione dello stato dell\u2019atmosfera.
\nNoi utilizziamo SOM (Self Organizing Map): un tipo di rete neurale molto efficiente nell\u2019elaborazione di grandi quantit\u00e0 di dati, il cui processo di apprendimento, non supervisionato, assomiglia a quello del cervello umano.
\nPer l\u2019Europa centro-meridionale e l\u2019Italia abbiamo cos\u00ec identificato dodici TC. La figura 1 mostra la configurazione della pressione al livello del mare associata a ciascuno di essi, in base alla quale \u00e8 stato assegnato un nome, come riportato nella tabella 1.
\nLa figura 2 mostra invece la copertura nuvolosa osservata in occasione di ciascun TC, in un giorno qualsiasi dell\u2019anno. Come abbiamo visto nei precedenti report, TC9 \u2013 Anticiclone di blocco \u00e8 il pi\u00f9 frequente e persistente: \u00e8 il principale\u00a0 responsabile delle situazioni invernali di tempo stabile al Nord, venti orientali, spesso di Bora, gelo e nevicate fino a quote basse sulle regioni del Medio Adriatico e al Sud.
\nAnche TC1 \u2013 Maestrale \u00e8 un TC \u201cfreddo\u201d, associato all\u2019irruzione di aria di origine Nord-Atlantica nel Mediterraneo, spesso sottoforma di venti burrascosi con direttrice nord-ovest \u2013 sud-est, il Maestrale appunto, e venti di caduta (Foehn o Favonio), a volte violenti e rafficosi, tra Piemonte e Lombardia.
\nTC3 \u2013 Depressione Padana \u00e8 coerente con una perturbazione medio-atlantica in scorrimento sull\u2019 l\u2019Europa centrale. \u00c8 molto frequente nella tarda primavera e in estate, ed \u00e8 spesso responsabile di eventi convettivi estremi al Nord, specie sulle Alpi e sul Triveneto.
\nTC8 \u2013 Scirocco e TC4 \u2013 Depressione Ligure possono essere responsabili, soprattutto in autunno inoltrato, di forte maltempo sulle nostre regioni settentrionali e, TC \u2013 8 Scirocco, pu\u00f2 contribuire al fenomeno dell\u2019acqua alta a Venezia.
\nTC6 \u2013 Anticiclone delle Azzorre, TC10 \u2013 Anticiclone Afroiberico e TC \u2013 11 Anticiclone Nordafricano sono tutti associati a cielo sereno ovunque, TC11 responsabile delle pi\u00f9 intense ondate di calore in tutto il nostro Paese.
\nIn occasione delle conferenze annuali della Royal Meteorological Society (www.atmosphericscienceconference.uk/net-zero) e dell\u2019European Meteorological Society (www.ems2021.eu ), quest\u2019anno abbiamo illustrato come l\u2019identificazione dei dodici TC abbia reso possibile misurare quantitativamente l\u2019incremento negli ultimi sedici anni del numero di giorni di presenza invernale di TC11 \u2013 Anticiclone Nord-Africano, e il contemporaneo decremento di tipi di circolazione caratterizzati dall\u2019irruzione nel Mediterraneo di aria artica o polare, associati a precipitazioni concentrate soprattutto sulle nostre regioni meridionali e del Medio Adriatico: TC9 \u2013 Anticiclone di blocco e TC1 \u2013 Maestrale. Secondo studi recenti 1, lo sviluppo di una anomalia anticiclonica sul Mediterraneo durante l\u2019inverno, frutto dell\u2019azione combinata di cambiamenti nella dinamica della circolazione su larga scala nell\u2019alta troposfera e della riduzione del gradiente di temperatura tra terra e mare, \u00e8 riconosciuto come il fattore chiave del declino, gi\u00e0 in atto e previsto dai modelli per i prossimi decenni, delle precipitazioni invernali nell\u2019area Mediterranea al di sotto di 40 gradi di latitudine, \u00a0condizione che rende il Mare Nostrum un importante hot spot del cambiamento climatico.
\nLa tabella 1 mostra il numero di giorni di presenza di ciascun TC identificato da SOM per l\u2019estate meteorologica 2021.\u00a0TC1 Maestrale, il protagonista assoluto della freddissima primavera 2021, con quasi due settimane di presenza \u00e8 risultato il TC\u00a0pi\u00f9 frequente anche nella stagione estiva, grazie ad un episodio di straordinaria persistenza.
\nTC1 \u2013 Maestrale e TC9-Anticiclone di blocco, i grandi assenti della stagione invernale, sono stati i protagonisti delle tre parentesi pi\u00f9 fresche dell\u2019estate, nonch\u00e9 le uniche piovose, anche con episodi locali estremi, per il Centrosud: tra il 6 e l\u201911 giugno, tra il 16 e il 18 luglio e, a chiusura della pi\u00f9 intensa ondata di calore della stagione, anche gli ultimi otto giorni del mese di agosto (figura 3), con i quali TC1 \u2013 Maestrale ha raggiunto per la terza volta dal 2005 il suo record di persistenza.
\nNon sono mancati altri TC associati a tempo perturbato o instabile su ampie zone del dominio europeo analizzato, ma tra di essi hanno prevalso situazioni associate ad afflusso di aria mite da latitudini decisamente pi\u00f9 basse, come TC8 \u2013 Scirocco, il raro TC7 \u2013 Correnti occidentali \u00a0e TC4 \u2013 Depressione Ligure, quest\u2019ultimo in leggero eccesso rispetto alla media 2005-2020 (figura 4), tutti responsabili di eventi localmente anche molto intensi al Nordovest.
\nLa figura 5 ci mostra invece quanto ad un trend positivo di TC4 \u2013 Depressione Ligure dal 2005 si contrapponga una pi\u00f9 rapida discesa di\u00a0 TC3 \u2013 Depressione Padana, come abbiamo visto associato allo scorrimento di aria fresca atlantica sulle nostre regioni settentrionali e responsabile di fenomeni intensi soprattutto al Nordest: fino a qualche anno fa il vero protagonista dei mesi pi\u00f9 caldi, e ora pi\u00f9 in declino di TC1 \u2013 Maestrale.
\nIn generale, nell\u2019estate del 2021 il numero di giorni con TC associati a tempo relativamente instabile o perturbato su ampie porzioni del dominio esaminato, e almeno in parte anche del territorio italiano (TC1, TC2, TC3, TC4, TC7, TC8), ha superato leggermente il numero di giorni con TC a prevalente matrice anticiclonica e tempo stabile (TC5, TC6, TC9, TC10, TC11, TC12), in controtendenza rispetto al trend dal 2005, che vede comunque un progressivo aumento di questi ultimi, fino alla prevalenza dal 2018 (figura 6).
\nPer poter valutare l\u2019abilit\u00e0 di sei modelli globali a prevedere la circolazione atmosferica dei sette giorni successivi, con un opportuno algoritmo abbiamo misurato la distanza tra i dodici TC che la rete neurale ha distribuito nel suo spazio, posizionandoli tanto pi\u00f9 vicini fra loro quanto pi\u00f9 sono fra loro simili. Per ogni giorno di previsione \u00e8 cos\u00ec possibile quantificare con una buona approssimazione la \u201csimilarit\u00e0\u201d tra il TC previsto e il TC osservato e quindi effettuare una verifica oggettiva. La tabella 2 riporta l\u2019elenco dei modelli sottoposti a verifica. \u00a0MIX \u00e8 il multi-model ensemble creato da Meteo Expert utilizzando i dati degli altri cinque modelli globali della lista.
\nLa figura 7 riporta l\u2019indice di qualit\u00e0 della previsione del tipo di circolazione da \u201coggi\u201d (+24 ore di previsione) fino al terzo giorno (+96 ore di previsione) per tutti i modelli globali operativi presso il nostro Centro, e fino al sesto giorno (+168 ore di previsione) solo per alcuni di essi. Diversamente da quanto avviene solitamente, ECMWF\u00a0 \u00e8 stato uno dei modelli meno abili, superato vistosamente soprattutto da GFS, GEM e MIX, tranne nel pi\u00f9 lungo termine, quando il modello europeo riesce sempre ad esprimere al meglio le sue potenzialit\u00e0.
\nL\u2019abilit\u00e0 del modello globale europeo (ECMWF), di quello americano (GFS) e di quello canadese (GEM) a prevedere i dodici tipi di circolazione atmosferica nel pi\u00f9 lungo termine \u00e8 mostrata nella figura 6, che riporta l\u2019indice di qualit\u00e0 medio per le previsioni dal terzo al sesto giorno di previsione (da +96 a +168 ore). Pare evidente come ECMWF sia risultato pi\u00f9 abile con almeno i due terzi dei pattern di circolazione,\u00a0 soprattutto in occasione di TC7 \u2013 Correnti occidentali, TC8 \u2013 Scirocco e, soprattutto, TC9 \u2013 Anticiclone di blocco, e come tutti i modelli abbiano previsto con accuratezza le \u00a0irruzioni di aria fresca atlantica, in particolare proprio le situazioni che hanno visto in azione TC-1 Maestrale (figura 8).
\nL\u2019autunno (meteorologico) da poco iniziato porter\u00e0 sorprese o sar\u00e0 una stagione \u201cnormale\u201d?
\nTC1 \u2013 Maestrale, dopo la sua vivace parentesi primaverile in linea con il trend dal 2005, proseguir\u00e0 il suo declino? Sar\u00e0 sostituito da TC3 \u2013 Depressione Padana?
\nTC9 \u2013 Anticiclone di blocco torner\u00e0 protagonista con le sue preziose piogge al Sud?
\nA stagione inoltrata, TC8 \u2013 Scirocco e TC4 \u2013 Depressione Ligure porteranno eventi estremi al Nord \u00a0anche quest\u2019anno?
Lo scopriremo con il \u00a0prossimo report!
\n1 A. Tuel and E. A. B. Eltahir, 2020. Why Is the Mediterranean a Climate Change Hot Spot? Journal of Climate, Vol 33, 5829 \u2013 5843
\nLeggi anche:\n Il complesso ruolo delle nubi nel sistema climatico \n\nLe ultime notizie: \n\nSituazione critica per la biodiversit\u00e0 in Italia, fanalino di coda dell\u2019Europa \n\n | \n
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\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Tipi di circolazione atmosferica sull\u2019Italia: l\u2019analisi dell\u2019estate 2021)
\n", "content_text": "Per studiare la circolazione atmosferica a scala sinottica, le sue anomalie, i suoi mutamenti negli anni e le relative conseguenze ambientali, e per valutare l\u2019abilit\u00e0 dei modelli di previsione meteorologica a riprodurne la variabilit\u00e0, pu\u00f2 essere utile classificare le situazioni atmosferiche in un numero definito di \u201cTipi di Circolazione\u201d (TC). Come? Con una tecnica che riconosce e classifica le configurazioni della circolazione, dopo una fase di training che prevede l\u2019analisi di\u00a0 lunghe serie storiche di dati di osservazione dello stato dell\u2019atmosfera.\nNoi utilizziamo SOM (Self Organizing Map): un tipo di rete neurale molto efficiente nell\u2019elaborazione di grandi quantit\u00e0 di dati, il cui processo di apprendimento, non supervisionato, assomiglia a quello del cervello umano.\nPer l\u2019Europa centro-meridionale e l\u2019Italia abbiamo cos\u00ec identificato dodici TC. La figura 1 mostra la configurazione della pressione al livello del mare associata a ciascuno di essi, in base alla quale \u00e8 stato assegnato un nome, come riportato nella tabella 1.\nFig. 1 \u2013 Configurazione della pressione al livello del mare di ciascun Tipo di Circolazione (TC) identificato da SOM. I dati sono standardizzati. I colori dal verde al rosso rappresentano valori positivi (\u201calta pressione\u201d), i colori dal bianco al blu i valori negativi (\u201cbassa pressione\u201d). Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nLa figura 2 mostra invece la copertura nuvolosa osservata in occasione di ciascun TC, in un giorno qualsiasi dell\u2019anno. Come abbiamo visto nei precedenti report, TC9 \u2013 Anticiclone di blocco \u00e8 il pi\u00f9 frequente e persistente: \u00e8 il principale\u00a0 responsabile delle situazioni invernali di tempo stabile al Nord, venti orientali, spesso di Bora, gelo e nevicate fino a quote basse sulle regioni del Medio Adriatico e al Sud.\nAnche TC1 \u2013 Maestrale \u00e8 un TC \u201cfreddo\u201d, associato all\u2019irruzione di aria di origine Nord-Atlantica nel Mediterraneo, spesso sottoforma di venti burrascosi con direttrice nord-ovest \u2013 sud-est, il Maestrale appunto, e venti di caduta (Foehn o Favonio), a volte violenti e rafficosi, tra Piemonte e Lombardia.\nTC3 \u2013 Depressione Padana \u00e8 coerente con una perturbazione medio-atlantica in scorrimento sull\u2019 l\u2019Europa centrale. \u00c8 molto frequente nella tarda primavera e in estate, ed \u00e8 spesso responsabile di eventi convettivi estremi al Nord, specie sulle Alpi e sul Triveneto.\nTC8 \u2013 Scirocco e TC4 \u2013 Depressione Ligure possono essere responsabili, soprattutto in autunno inoltrato, di forte maltempo sulle nostre regioni settentrionali e, TC \u2013 8 Scirocco, pu\u00f2 contribuire al fenomeno dell\u2019acqua alta a Venezia.\nTC6 \u2013 Anticiclone delle Azzorre, TC10 \u2013 Anticiclone Afroiberico e TC \u2013 11 Anticiclone Nordafricano sono tutti associati a cielo sereno ovunque, TC11 responsabile delle pi\u00f9 intense ondate di calore in tutto il nostro Paese.\nFig. 2 \u2013 Copertura nuvolosa osservata in occasione di ciascun Tipo di Circolazione atrmosferica (TC). Crediti Sat24.com/Eumetsat/Met Office.\nIn occasione delle conferenze annuali della Royal Meteorological Society (www.atmosphericscienceconference.uk/net-zero) e dell\u2019European Meteorological Society (www.ems2021.eu ), quest\u2019anno abbiamo illustrato come l\u2019identificazione dei dodici TC abbia reso possibile misurare quantitativamente l\u2019incremento negli ultimi sedici anni del numero di giorni di presenza invernale di TC11 \u2013 Anticiclone Nord-Africano, e il contemporaneo decremento di tipi di circolazione caratterizzati dall\u2019irruzione nel Mediterraneo di aria artica o polare, associati a precipitazioni concentrate soprattutto sulle nostre regioni meridionali e del Medio Adriatico: TC9 \u2013 Anticiclone di blocco e TC1 \u2013 Maestrale. Secondo studi recenti 1, lo sviluppo di una anomalia anticiclonica sul Mediterraneo durante l\u2019inverno, frutto dell\u2019azione combinata di cambiamenti nella dinamica della circolazione su larga scala nell\u2019alta troposfera e della riduzione del gradiente di temperatura tra terra e mare, \u00e8 riconosciuto come il fattore chiave del declino, gi\u00e0 in atto e previsto dai modelli per i prossimi decenni, delle precipitazioni invernali nell\u2019area Mediterranea al di sotto di 40 gradi di latitudine, \u00a0condizione che rende il Mare Nostrum un importante hot spot del cambiamento climatico.\nEstate 2021: tipi di circolazione atmosferica osservati\nTab. 1 \u2013 Nome dei dodici Tipi di Circolazione (TC) identificati da SOM sul dominio 35\u00b0- 52\u00b0N, 3\u00b0W \u2013 24\u00b0E (Europa centro-meridionale) e numero di giorni di presenza di ciascuno dal primo giugno al 31 agosto 2021. Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nLa tabella 1 mostra il numero di giorni di presenza di ciascun TC identificato da SOM per l\u2019estate meteorologica 2021.\u00a0TC1 Maestrale, il protagonista assoluto della freddissima primavera 2021, con quasi due settimane di presenza \u00e8 risultato il TC\u00a0pi\u00f9 frequente anche nella stagione estiva, grazie ad un episodio di straordinaria persistenza.\nTC1 \u2013 Maestrale e TC9-Anticiclone di blocco, i grandi assenti della stagione invernale, sono stati i protagonisti delle tre parentesi pi\u00f9 fresche dell\u2019estate, nonch\u00e9 le uniche piovose, anche con episodi locali estremi, per il Centrosud: tra il 6 e l\u201911 giugno, tra il 16 e il 18 luglio e, a chiusura della pi\u00f9 intensa ondata di calore della stagione, anche gli ultimi otto giorni del mese di agosto (figura 3), con i quali TC1 \u2013 Maestrale ha raggiunto per la terza volta dal 2005 il suo record di persistenza.\nFig. 3 \u2013 Sequenza temporale dei tipi di circolazione (TC) osservati nel corso dell\u2019estate 2021. Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nNon sono mancati altri TC associati a tempo perturbato o instabile su ampie zone del dominio europeo analizzato, ma tra di essi hanno prevalso situazioni associate ad afflusso di aria mite da latitudini decisamente pi\u00f9 basse, come TC8 \u2013 Scirocco, il raro TC7 \u2013 Correnti occidentali \u00a0e TC4 \u2013 Depressione Ligure, quest\u2019ultimo in leggero eccesso rispetto alla media 2005-2020 (figura 4), tutti responsabili di eventi localmente anche molto intensi al Nordovest.\nFig. 4 \u2013 Anomalia del numero di giorni di presenza di ciascun Tipo di Circolazione (TC) nella estate 2021 rispetto alle media delle stagioni estive dal 2005 al 2020. Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nFig. 5 \u2013 Linee di tendenza lineare dal 2005 al 2021 del numero di giorni di presenza di alcuni Tipi di Circolazione (TC) nella stagione estiva. Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nLa figura 5 ci mostra invece quanto ad un trend positivo di TC4 \u2013 Depressione Ligure dal 2005 si contrapponga una pi\u00f9 rapida discesa di\u00a0 TC3 \u2013 Depressione Padana, come abbiamo visto associato allo scorrimento di aria fresca atlantica sulle nostre regioni settentrionali e responsabile di fenomeni intensi soprattutto al Nordest: fino a qualche anno fa il vero protagonista dei mesi pi\u00f9 caldi, e ora pi\u00f9 in declino di TC1 \u2013 Maestrale.\nIn generale, nell\u2019estate del 2021 il numero di giorni con TC associati a tempo relativamente instabile o perturbato su ampie porzioni del dominio esaminato, e almeno in parte anche del territorio italiano (TC1, TC2, TC3, TC4, TC7, TC8), ha superato leggermente il numero di giorni con TC a prevalente matrice anticiclonica e tempo stabile (TC5, TC6, TC9, TC10, TC11, TC12), in controtendenza rispetto al trend dal 2005, che vede comunque un progressivo aumento di questi ultimi, fino alla prevalenza dal 2018 (figura 6).\nFig. 6 \u2013 Tendenza lineare dal 2005 al 2021 del numero totale di giorni di presenza dei tipi di circolazione associati a tempo instabile o perturbato su buona parte del dominio esaminato (linea verde: TC1, TC2, TC3, TC4, TC7 e TC8) e dei tipi di circolazione atmosferica associati a prevalente circolazione anticiclonica e tempo stabile (linea blu: TC5, TC6, TC9, TC10, TC11, TC12) nella stagione estiva. Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nEstate 2021: la performance dei modelli globali di previsione meteorologica\nPer poter valutare l\u2019abilit\u00e0 di sei modelli globali a prevedere la circolazione atmosferica dei sette giorni successivi, con un opportuno algoritmo abbiamo misurato la distanza tra i dodici TC che la rete neurale ha distribuito nel suo spazio, posizionandoli tanto pi\u00f9 vicini fra loro quanto pi\u00f9 sono fra loro simili. Per ogni giorno di previsione \u00e8 cos\u00ec possibile quantificare con una buona approssimazione la \u201csimilarit\u00e0\u201d tra il TC previsto e il TC osservato e quindi effettuare una verifica oggettiva. La tabella 2 riporta l\u2019elenco dei modelli sottoposti a verifica. \u00a0MIX \u00e8 il multi-model ensemble creato da Meteo Expert utilizzando i dati degli altri cinque modelli globali della lista.\nTab. 2 \u2013 Modelli globali di previsione meteorologica operativi al Centro Meteo Expert, sottoposti a verifica su base stagionale. MIX \u00e8 il multi-model ensemble creato da Meteo Expert elaborando i dati di previsione prodotti dagli altri cinque modelli.\nLa figura 7 riporta l\u2019indice di qualit\u00e0 della previsione del tipo di circolazione da \u201coggi\u201d (+24 ore di previsione) fino al terzo giorno (+96 ore di previsione) per tutti i modelli globali operativi presso il nostro Centro, e fino al sesto giorno (+168 ore di previsione) solo per alcuni di essi. Diversamente da quanto avviene solitamente, ECMWF\u00a0 \u00e8 stato uno dei modelli meno abili, superato vistosamente soprattutto da GFS, GEM e MIX, tranne nel pi\u00f9 lungo termine, quando il modello europeo riesce sempre ad esprimere al meglio le sue potenzialit\u00e0.\nFig. 7 \u2013 Qualit\u00e0 complessiva della previsione della circolazione atmosferica per tutti i modelli analizzati e per tutte le validit\u00e0 orarie disponibili (da +24 ore a +168 ore di previsione). L\u2019indice di qualit\u00e0 \u00e8 attenuto mediante la misura dell\u2019entit\u00e0 delle distanze (\u201csimilarita\u201d) tra le configurazioni osservate e quelle previste, ed \u00e8 espressione di quanto la previsione del modello si allontana dalla condizione di errore massimo possibile. Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nL\u2019abilit\u00e0 del modello globale europeo (ECMWF), di quello americano (GFS) e di quello canadese (GEM) a prevedere i dodici tipi di circolazione atmosferica nel pi\u00f9 lungo termine \u00e8 mostrata nella figura 6, che riporta l\u2019indice di qualit\u00e0 medio per le previsioni dal terzo al sesto giorno di previsione (da +96 a +168 ore). Pare evidente come ECMWF sia risultato pi\u00f9 abile con almeno i due terzi dei pattern di circolazione,\u00a0 soprattutto in occasione di TC7 \u2013 Correnti occidentali, TC8 \u2013 Scirocco e, soprattutto, TC9 \u2013 Anticiclone di blocco, e come tutti i modelli abbiano previsto con accuratezza le \u00a0irruzioni di aria fresca atlantica, in particolare proprio le situazioni che hanno visto in azione TC-1 Maestrale (figura 8).\nFig. 8 \u2013 Qualit\u00e0 media della previsione di ciascun tipo di circolazione atmosferica per il modello europeo ECMWF (linea rossa), il modello americano GFS (linea blu) e il modello canadese (linea gialla), da +96 a +168 ore di previsione. Crediti Meteo Expert \u2013 IconaClima\nL\u2019autunno (meteorologico) da poco iniziato porter\u00e0 sorprese o sar\u00e0 una stagione \u201cnormale\u201d?\nTC1 \u2013 Maestrale, dopo la sua vivace parentesi primaverile in linea con il trend dal 2005, proseguir\u00e0 il suo declino? Sar\u00e0 sostituito da TC3 \u2013 Depressione Padana?\nTC9 \u2013 Anticiclone di blocco torner\u00e0 protagonista con le sue preziose piogge al Sud?\nA stagione inoltrata, TC8 \u2013 Scirocco e TC4 \u2013 Depressione Ligure porteranno eventi estremi al Nord \u00a0anche quest\u2019anno?\nLo scopriremo con il \u00a0prossimo report!\n1 A. Tuel and E. A. B. Eltahir, 2020. Why Is the Mediterranean a Climate Change Hot Spot? Journal of Climate, Vol 33, 5829 \u2013 5843\n\n\n\nLeggi anche:\nIl complesso ruolo delle nubi nel sistema climatico\nAccelerazione di Coriolis: la forza \u201cmisteriosa\u201d che plasma la dinamica dell\u2019atmosfera\nLe ultime notizie:\nIn Italia nessun passo avanti per contrastare l\u2019inquinamento. Legambiente: \u201cun immobilismo che costa caro\u201d\nSituazione critica per la biodiversit\u00e0 in Italia, fanalino di coda dell\u2019Europa\nClima, l\u2019appello dei giovani ai leader del mondo: \u00abascoltateci, siamo pronti ad agire\u00bb\n\n\n\n\n\u00a0\n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Tipi di circolazione atmosferica sull\u2019Italia: l\u2019analisi dell\u2019estate 2021)", "date_published": "2021-09-14T08:12:29+02:00", "date_modified": "2021-09-14T08:35:27+02:00", "authors": [ { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://iconameteo.it/contents/uploads/2021/09/Foto-COPERTINA-Wordpress-9.png", "tags": [ "Tipi di circolazione sull'Italia" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/news/tipi-di-circolazione-sullitalia/scirocco/", "url": "https://www.iconameteo.it/news/tipi-di-circolazione-sullitalia/scirocco/", "title": "Scirocco", "content_html": "Proseguiamo con la descrizione dei dodici Tipi di Circolazione atmosferica (TC) classificati sull\u2019Europa Centro-meridionale da una SOM (Self Organizing Maps), o Mappa di Kohonen, una tipologia di rete neurale artificiale ad apprendimento non supervisionato.
\nAnalizziamo l\u2019ottavo TC della lista creata da SOM: lo abbiamo chiamato \u201cScirocco\u201d. In un anno, \u00e8 presente mediamente nell\u2019 8,6% dei giorni (vedi istogramma). E\u2019 frequente nelle stagioni intermedie e raro d\u2019estate; se il vento che porta il suo nome \u00e8 sufficientemente intenso e la Luna \u00e8 piena, provoca il fenomeno dell\u2019acqua alta a Venezia.
\nA volte, specie tra l\u2019autunno e l\u2019inverno, TC8 \u201cScirocco\u201d \u00e8 preceduto da TC12 \u201cDepressione Iberica\u201d ed evolve in TC4 \u201cDepressione Ligure\u201d. Si tratta di una evoluzione che porta forte maltempo dapprima solo al Nordovest (con TC12 \u2013 Depressione Iberica), e poi su tutto il Nord e il Centro. Le grandi alluvioni al Nord (specie tra Piemonte e Liguria), tipiche dell\u2019autunno inoltrato, coincidono sempre con la presenza di TC8 \u2013 Scirocco e/o TC4 \u2013 Depressione Ligure.
\nIl grafico delle tendenze stagionali degli ultimi sedici anni mostra un leggero aumento della presenza di TC8 \u2013 Scirocco d\u2019estate e, soprattutto, in autunno. Questo tipo di circolazione, quasi assente nel 2017,\u00a0 \u00e8 stato il\u00a0 protagonista del 2018 (non mostrato):\u00a0 dopo una gi\u00e0 anomala presenza in inverno, ha dominato la circolazione atmosferica con straordinaria persistenza durante la primavera e il mese di giugno, per poi ripresentarsi con pieno vigore in autunno, soprattutto durante le fasi di maltempo estremo che hanno colpito l\u2019Italia a cavallo di ottobre e novembre.
\nLe configurazioni dei campi termodinamici di questa circolazione mostrano caratteristiche sinottiche similari a quelle di TC12 \u2013 Depressione Iberica. Per una loro descrizione si rimanda quindi alla scheda specifica di TC12. Di seguito verranno pertanto evidenziati solo gli elementi che le distinguono.
\nCircolazione al livello del mare: pressione s.l.m.
\nL\u2019area depressionaria \u00e8 pi\u00f9 orientale, in particolare nel posizionamento del minimo secondario che mediamente \u00e8 centrato in prossimit\u00e0 delle Baleari ed estende la sua influenza verso le nostre regioni del Centro e del Nordest. Concordemente, l\u2019area anticiclonica mantiene il suo massimo principale centrato sulla penisola balcanica, ma limita la sua sfera di influenza solo a parte del Meridione. La maggiore vicinanza delle depressione si riflette in una ventilazione meridionale pi\u00f9 diffusa e intensa su tutti i nostri mari. Le aree sciroccali comprendono anche l\u2019Adriatico e i mari meridionali mentre intorno alla Sardegna cominciano a prevalere venti da sud-sudovest.
\nCircolazione in quota: geopotenziale a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.) e 500 hPa (circa 5500 metri s.l.m.)
\nAnche in quota la configurazione delle correnti \u00e8 similare a quella di TC12- Depressione Iberica,\u00a0 ma traslata verso oriente. L\u2019area con il flusso a curvatura ciclonica arriva a conglobare tutto il Centronord e la Sardegna mentre l\u2019asse del promontorio anticiclonico, sempre leggermente inclinato con direttrice sudovest-nordest, attraversa lo Ionio per poi puntare verso il settore orientale della Polonia.
\nTemperatura a 850 hPa (circa 1500 metri\u00a0 s.l.m.)
\nL\u2019estensione dell\u2019aria pi\u00f9 calda proveniente dal Nord Africa, coerentemente a un cuore pi\u00f9 orientale del flusso sud-occidentale, \u00e8 pi\u00f9 marcata in direzione del Meridione, dello Ionio e del basso Adriatico e un po\u2019 meno evidente sulla Sardegna. Permangono al Sud e nelle Isole Maggiori le condizioni per registrare temperature oltre le medie stagionali, ma con i picchi pi\u00f9 frequenti su Calabria e Sicilia, specie nel versante tirrenico delle due regioni, dove pu\u00f2 sommarsi anche l\u2019effetto dello Scirocco. Insiste una bolla di aria pi\u00f9 fresca al Nord, specie sulle pianure del Nordovest, mentre i valori leggermente pi\u00f9 elevati sui versanti esteri delle Alpi sono per lo pi\u00f9 concentrati tra Austria e Baviera. Pi\u00f9 a ovest infatti decadono le condizioni per un effetto favonico esteso.
\nUmidit\u00e0 specifica a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.)
\nAnche in questo caso il baricentro dell\u2019area pi\u00f9 umida ha una posizione pi\u00f9 orientale. In un contesto \u201citaliano\u201d ci\u00f2 si traduce in nuvole pi\u00f9 importanti e consistenti anche al Nordest, al Centro e in Sardegna e in condizioni mediamente meno favorevoli alle schiarite anche al Sud.
\nDistribuzione delle precipitazioni sull\u2019Italia
\nIn coincidenza di questo tipo di circolazione possibili fasi di maltempo con precipitazioni possono riguardare:
\nLe figure che seguono mostrano la distribuzione delle precipitazioni dall\u2019estate 2017 alla primavera 2018 (dati CPC Unified Gauge-based Analysis of Global Daily Precipitation) e l\u2019immagine del satellite Meteosat di una giornata con TC8 \u2013 Scirocco (2 ottobre 2020, poche ore prima dell\u2019innalzamento delle paratoie del MOSE, per contrastare l\u2019acqua alta a Venezia).
\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Scirocco)
\n", "content_text": "Proseguiamo con la descrizione dei dodici Tipi di Circolazione atmosferica (TC) classificati sull\u2019Europa Centro-meridionale da una SOM (Self Organizing Maps), o Mappa di Kohonen, una tipologia di rete neurale artificiale ad apprendimento non supervisionato.\nAnalizziamo l\u2019ottavo TC della lista creata da SOM: lo abbiamo chiamato \u201cScirocco\u201d. In un anno, \u00e8 presente mediamente nell\u2019 8,6% dei giorni (vedi istogramma). E\u2019 frequente nelle stagioni intermedie e raro d\u2019estate; se il vento che porta il suo nome \u00e8 sufficientemente intenso e la Luna \u00e8 piena, provoca il fenomeno dell\u2019acqua alta a Venezia.\nA volte, specie tra l\u2019autunno e l\u2019inverno, TC8 \u201cScirocco\u201d \u00e8 preceduto da TC12 \u201cDepressione Iberica\u201d ed evolve in TC4 \u201cDepressione Ligure\u201d. Si tratta di una evoluzione che porta forte maltempo dapprima solo al Nordovest (con TC12 \u2013 Depressione Iberica), e poi su tutto il Nord e il Centro. Le grandi alluvioni al Nord (specie tra Piemonte e Liguria), tipiche dell\u2019autunno inoltrato, coincidono sempre con la presenza di TC8 \u2013 Scirocco e/o TC4 \u2013 Depressione Ligure.\n\nIl grafico delle tendenze stagionali degli ultimi sedici anni mostra un leggero aumento della presenza di TC8 \u2013 Scirocco d\u2019estate e, soprattutto, in autunno. Questo tipo di circolazione, quasi assente nel 2017,\u00a0 \u00e8 stato il\u00a0 protagonista del 2018 (non mostrato):\u00a0 dopo una gi\u00e0 anomala presenza in inverno, ha dominato la circolazione atmosferica con straordinaria persistenza durante la primavera e il mese di giugno, per poi ripresentarsi con pieno vigore in autunno, soprattutto durante le fasi di maltempo estremo che hanno colpito l\u2019Italia a cavallo di ottobre e novembre.\n\nLe configurazioni dei campi termodinamici di questa circolazione mostrano caratteristiche sinottiche similari a quelle di TC12 \u2013 Depressione Iberica. Per una loro descrizione si rimanda quindi alla scheda specifica di TC12. Di seguito verranno pertanto evidenziati solo gli elementi che le distinguono.\nCircolazione al livello del mare: pressione s.l.m. \nL\u2019area depressionaria \u00e8 pi\u00f9 orientale, in particolare nel posizionamento del minimo secondario che mediamente \u00e8 centrato in prossimit\u00e0 delle Baleari ed estende la sua influenza verso le nostre regioni del Centro e del Nordest. Concordemente, l\u2019area anticiclonica mantiene il suo massimo principale centrato sulla penisola balcanica, ma limita la sua sfera di influenza solo a parte del Meridione. La maggiore vicinanza delle depressione si riflette in una ventilazione meridionale pi\u00f9 diffusa e intensa su tutti i nostri mari. Le aree sciroccali comprendono anche l\u2019Adriatico e i mari meridionali mentre intorno alla Sardegna cominciano a prevalere venti da sud-sudovest.\n\nCircolazione in quota: geopotenziale a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.) e 500 hPa (circa 5500 metri s.l.m.)\nAnche in quota la configurazione delle correnti \u00e8 similare a quella di TC12- Depressione Iberica,\u00a0 ma traslata verso oriente. L\u2019area con il flusso a curvatura ciclonica arriva a conglobare tutto il Centronord e la Sardegna mentre l\u2019asse del promontorio anticiclonico, sempre leggermente inclinato con direttrice sudovest-nordest, attraversa lo Ionio per poi puntare verso il settore orientale della Polonia.\n\nTemperatura a 850 hPa (circa 1500 metri\u00a0 s.l.m.)\nL\u2019estensione dell\u2019aria pi\u00f9 calda proveniente dal Nord Africa, coerentemente a un cuore pi\u00f9 orientale del flusso sud-occidentale, \u00e8 pi\u00f9 marcata in direzione del Meridione, dello Ionio e del basso Adriatico e un po\u2019 meno evidente sulla Sardegna. Permangono al Sud e nelle Isole Maggiori le condizioni per registrare temperature oltre le medie stagionali, ma con i picchi pi\u00f9 frequenti su Calabria e Sicilia, specie nel versante tirrenico delle due regioni, dove pu\u00f2 sommarsi anche l\u2019effetto dello Scirocco. Insiste una bolla di aria pi\u00f9 fresca al Nord, specie sulle pianure del Nordovest, mentre i valori leggermente pi\u00f9 elevati sui versanti esteri delle Alpi sono per lo pi\u00f9 concentrati tra Austria e Baviera. Pi\u00f9 a ovest infatti decadono le condizioni per un effetto favonico esteso.\n\nUmidit\u00e0 specifica a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.)\nAnche in questo caso il baricentro dell\u2019area pi\u00f9 umida ha una posizione pi\u00f9 orientale. In un contesto \u201citaliano\u201d ci\u00f2 si traduce in nuvole pi\u00f9 importanti e consistenti anche al Nordest, al Centro e in Sardegna e in condizioni mediamente meno favorevoli alle schiarite anche al Sud.\n\nDistribuzione delle precipitazioni sull\u2019Italia\nIn coincidenza di questo tipo di circolazione possibili fasi di maltempo con precipitazioni possono riguardare:\n\nIn primavera ed estate: precipitazioni anche abbondanti al Nordovest, meno intense o frequenti su Trentino Alto Adige, Friuli, entroterra veneto, Emilia e Toscana. In primavera occasionali episodi nell\u2019interno del Sud peninsulare.\nIn autunno e inverno: precipitazioni sempre abbondanti e rischio di episodi di forte intensit\u00e0 al Nordovest. Aumenta il rischio di precipitazioni significative anche su Toscana, Sardegna e Triveneto. Coinvolgimento in inverno anche delle Marche, dell\u2019Umbria e del Lazio, in autunno anche della Calabria e della Sicilia orientale, in forma minore del resto del Centrosud.\n\nLe figure che seguono mostrano la distribuzione delle precipitazioni dall\u2019estate 2017 alla primavera 2018 (dati CPC Unified Gauge-based Analysis of Global Daily Precipitation) e l\u2019immagine del satellite Meteosat di una giornata con TC8 \u2013 Scirocco (2 ottobre 2020, poche ore prima dell\u2019innalzamento delle paratoie del MOSE, per contrastare l\u2019acqua alta a Venezia).\n\ncopyright Sat24.com/Eumetsat/Met Office\n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Scirocco)", "date_published": "2021-06-03T11:54:40+02:00", "date_modified": "2021-06-03T15:22:20+02:00", "authors": [ { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://iconameteo.it/contents/uploads/2021/06/scirocco-giorni-di-presenza-8.png", "tags": [ "Tipi di circolazione sull'Italia" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/news/tipi-di-circolazione-sullitalia/depressione-iberica/", "url": "https://www.iconameteo.it/news/tipi-di-circolazione-sullitalia/depressione-iberica/", "title": "Depressione Iberica", "content_html": "Proseguiamo con la descrizione dei dodici Tipi di Circolazione atmosferica (TC) classificati sull\u2019Europa Centro-meridionale da una SOM (Self Organizing Maps), o Mappa di Kohonen, una tipologia di rete neurale artificiale ad apprendimento non supervisionato.
\nAnalizziamo ora l\u2019ultimo TC della lista creata da SOM, il dodicesimo: lo abbiamo chiamato \u201cDepressione Iberica\u201d. E\u2019 presente mediamente nel 9,4 % dei giorni (vedi istogramma) ed \u00e8 particolarmente frequente durante la stagione autunnale. Costituisce spesso, specie tra l\u2019autunno e l\u2019inverno, la fase iniziale di una evoluzione della circolazione atmosferica che con questo TC porta maltempo solo al Nordovest, e successivamente, con TC8 \u2013 Scirocco e TC4 \u2013 Depressione Ligure, anche sul resto del Nord e sulle regioni centrali.
\nIl grafico delle tendenze stagionali degli ultimi sedici anni evidenzia una leggera diminuzione della presenza di TC12 \u2013 Depressione Iberica proprio nella \u201csua\u201d stagione, l\u2019autunno.
\nApprofondiamo ora le caratteristiche termo dinamiche di questo tipo di circolazione.
\nCircolazione al livello del mare: pressione s.l.m.
\nLa distribuzione della pressione al livello del mare vede la presenza di un\u2019area di bassa pressione che dal suo centro principale posizionato sulle Isole Britanniche si allunga verso le basse latitudini in direzione della penisola iberica e del Mediterraneo occidentale, dove tende a formarsi un minimo secondario. Un\u2019area anticilonica \u00e8 invece ben evidente pi\u00f9 a est, con il suo massimo principale centrato sulla penisola balcanica ma esteso fino all\u2019Adriatico, alle nostre regioni peninsulari e alla Sicilia. Il gradiente di pressione (variazione orizzontale della pressione) presente lungo le Alpi e lungo la direzione est-ovest nel Mediterraneo occidentale \u00e8 favorevole all\u2019innesco di una ventilazione sud-orientale richiamata verso il versante italiano delle Alpi, specie al Nordovest, e sui nostri mari di Ponente (frequente Scirocco su Sardegna e Mar Ligure).
\nCircolazione in quota: geopotenziale a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.) e 500 hPa (circa 5500 metri s.l.m.)
\nNelle configurazioni del geopotenziale a 700 e 500 hPa si individua sull\u2019Europa occidentale una pronunciata saccatura di bassa pressione che si approfondisce fino alle basse latitudini della penisola iberica. Il flusso in questo settore \u00e8 sud-occidentale. Muovendosi verso est la sua curvatura gradualmente da ciclonica diventa anticlonica con andamento orario intorno a un promontorio di alta pressione anch\u2019esso ben pronunciato. Il suo asse ha una direttrice leggermente inclinata sudovest-nordest tra il Mar Libico e la Polonia e attraversa l\u2019Italia in coincidenza della Sicilia e delle regioni meridionali.
\nTemperatura a 850 hPa (circa 1500 metri\u00a0 s.l.m.)
\nLa direttrice sud-occidentale delle correnti in quota favorisce afflussi di aria di matrice subtropicale indirizzati verso il Mediterraneo centrale. La presenza di aria pi\u00f9 calda proveniente dal Nord Africa \u00e8 evidente nella distribuzione della temperatura a 850 hPa con valori mediamente pi\u00f9 alti sulle nostre regioni meridionali e nelle Isole Maggiori, dove vi sono le condizioni per registrare temperature oltre le medie stagionali, specie nell\u2019ovest della Sardegna dove pu\u00f2 sommarsi anche l\u2019effetto dello Scirocco. Una lingua di aria pi\u00f9 fresca \u00e8 presente sulle pianure del Nordovest e nelle Venezie e si contrappone a valori leggermente pi\u00f9 elevati sui versanti esteri delle Alpi a cui contribuisce probabilmente anche un effetto favonico (ventilazione da sud-sudest proveniente dall\u2019Italia).
\nUmidit\u00e0 specifica a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.)
\nLa distribuzione dell\u2019umidit\u00e0 specifica a 700 hPa, un indicatore approssimato della collocazione dei sistemi nuvolosi pi\u00f9 importanti, ci mostra un\u2019area pi\u00f9 umida tra la penisola iberica, il Mediterraneo occidentale, la Francia, i Paesi alpini fino a comprendere anche la nostre regioni settentrionali (con massimo su Alpi e Nordovest) e, pi\u00f9 marginalmente, quelle centrali e la Sardegna. L\u2019umidit\u00e0 poi diminuisce in direzione dei Balcani e del Meridione dove vi sono condizioni mediamente pi\u00f9 favorevoli a un tempo soleggiato.
\nDistribuzione delle precipitazioni sull\u2019Italia
\nIn coincidenza di questo tipo di circolazione possibili fasi di maltempo con precipitazioni possono riguardare:
\nLe figure che seguono mostrano la distribuzione delle precipitazioni dall\u2019estate 2017 alla primavera 2018 (dati CPC Unified Gauge-based Analysis of Global Daily Precipitation) e l\u2019immagine del satellite Meteosat di una giornata con TC12 \u2013 Depressione Iberica (22 ottobre 2020).
\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Depressione Iberica)
\n", "content_text": "Proseguiamo con la descrizione dei dodici Tipi di Circolazione atmosferica (TC) classificati sull\u2019Europa Centro-meridionale da una SOM (Self Organizing Maps), o Mappa di Kohonen, una tipologia di rete neurale artificiale ad apprendimento non supervisionato.\nAnalizziamo ora l\u2019ultimo TC della lista creata da SOM, il dodicesimo: lo abbiamo chiamato \u201cDepressione Iberica\u201d. E\u2019 presente mediamente nel 9,4 % dei giorni (vedi istogramma) ed \u00e8 particolarmente frequente durante la stagione autunnale. Costituisce spesso, specie tra l\u2019autunno e l\u2019inverno, la fase iniziale di una evoluzione della circolazione atmosferica che con questo TC porta maltempo solo al Nordovest, e successivamente, con TC8 \u2013 Scirocco e TC4 \u2013 Depressione Ligure, anche sul resto del Nord e sulle regioni centrali.\n\nIl grafico delle tendenze stagionali degli ultimi sedici anni evidenzia una leggera diminuzione della presenza di TC12 \u2013 Depressione Iberica proprio nella \u201csua\u201d stagione, l\u2019autunno.\n\nApprofondiamo ora le caratteristiche termo dinamiche di questo tipo di circolazione.\nCircolazione al livello del mare: pressione s.l.m. \nLa distribuzione della pressione al livello del mare vede la presenza di un\u2019area di bassa pressione che dal suo centro principale posizionato sulle Isole Britanniche si allunga verso le basse latitudini in direzione della penisola iberica e del Mediterraneo occidentale, dove tende a formarsi un minimo secondario. Un\u2019area anticilonica \u00e8 invece ben evidente pi\u00f9 a est, con il suo massimo principale centrato sulla penisola balcanica ma esteso fino all\u2019Adriatico, alle nostre regioni peninsulari e alla Sicilia. Il gradiente di pressione (variazione orizzontale della pressione) presente lungo le Alpi e lungo la direzione est-ovest nel Mediterraneo occidentale \u00e8 favorevole all\u2019innesco di una ventilazione sud-orientale richiamata verso il versante italiano delle Alpi, specie al Nordovest, e sui nostri mari di Ponente (frequente Scirocco su Sardegna e Mar Ligure).\n\nCircolazione in quota: geopotenziale a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.) e 500 hPa (circa 5500 metri s.l.m.)\nNelle configurazioni del geopotenziale a 700 e 500 hPa si individua sull\u2019Europa occidentale una pronunciata saccatura di bassa pressione che si approfondisce fino alle basse latitudini della penisola iberica. Il flusso in questo settore \u00e8 sud-occidentale. Muovendosi verso est la sua curvatura gradualmente da ciclonica diventa anticlonica con andamento orario intorno a un promontorio di alta pressione anch\u2019esso ben pronunciato. Il suo asse ha una direttrice leggermente inclinata sudovest-nordest tra il Mar Libico e la Polonia e attraversa l\u2019Italia in coincidenza della Sicilia e delle regioni meridionali.\n\nTemperatura a 850 hPa (circa 1500 metri\u00a0 s.l.m.)\nLa direttrice sud-occidentale delle correnti in quota favorisce afflussi di aria di matrice subtropicale indirizzati verso il Mediterraneo centrale. La presenza di aria pi\u00f9 calda proveniente dal Nord Africa \u00e8 evidente nella distribuzione della temperatura a 850 hPa con valori mediamente pi\u00f9 alti sulle nostre regioni meridionali e nelle Isole Maggiori, dove vi sono le condizioni per registrare temperature oltre le medie stagionali, specie nell\u2019ovest della Sardegna dove pu\u00f2 sommarsi anche l\u2019effetto dello Scirocco. Una lingua di aria pi\u00f9 fresca \u00e8 presente sulle pianure del Nordovest e nelle Venezie e si contrappone a valori leggermente pi\u00f9 elevati sui versanti esteri delle Alpi a cui contribuisce probabilmente anche un effetto favonico (ventilazione da sud-sudest proveniente dall\u2019Italia).\n\nUmidit\u00e0 specifica a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.)\nLa distribuzione dell\u2019umidit\u00e0 specifica a 700 hPa, un indicatore approssimato della collocazione dei sistemi nuvolosi pi\u00f9 importanti, ci mostra un\u2019area pi\u00f9 umida tra la penisola iberica, il Mediterraneo occidentale, la Francia, i Paesi alpini fino a comprendere anche la nostre regioni settentrionali (con massimo su Alpi e Nordovest) e, pi\u00f9 marginalmente, quelle centrali e la Sardegna. L\u2019umidit\u00e0 poi diminuisce in direzione dei Balcani e del Meridione dove vi sono condizioni mediamente pi\u00f9 favorevoli a un tempo soleggiato.\n\nDistribuzione delle precipitazioni sull\u2019Italia\nIn coincidenza di questo tipo di circolazione possibili fasi di maltempo con precipitazioni possono riguardare:\n\nIn estate: Nordovest, Alpi orientali, zone interne delle Venezie e dell\u2019Emilia, alta Toscana e zone interne appenniniche del Centro. Principalmente i rilievi, anche per effetti convettivi ma con coinvolgimento frequente anche del settore ligure e delle pianure del Nordovest.\nIn autunno: le stesse aree con un coinvolgimento marginale ma pi\u00f9 significativo anche dell\u2019alto Adriatico, della fascia costiera tra bassa Toscana, Lazio e nord della Campania e della Sardegna orientale; possibili fasi di precipitazioni abbondanti tra Liguria centro-occidentale, Piemonte e nordovest della Lombardia.\nIn inverno: quasi esclusivamente il Nordovest, occasionalmente la Sardegna. In media quantitativi significativamente inferiori rispetto ai massimi autunnali\nIn primavera: poche precipitazioni su estremo Nordovest e Sardegna\n\nLe figure che seguono mostrano la distribuzione delle precipitazioni dall\u2019estate 2017 alla primavera 2018 (dati CPC Unified Gauge-based Analysis of Global Daily Precipitation) e l\u2019immagine del satellite Meteosat di una giornata con TC12 \u2013 Depressione Iberica (22 ottobre 2020).\n\ncopyright Sat24.com/Eumetsat/Met Office\n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Depressione Iberica)", "date_published": "2021-05-27T13:06:00+02:00", "date_modified": "2021-05-27T13:30:41+02:00", "authors": [ { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://iconameteo.it/contents/uploads/2021/05/Depressione-iberica.png", "tags": [ "Tipi di circolazione sull'Italia" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/news/tipi-di-circolazione-sullitalia/anticiclone-nordafricano/", "url": "https://www.iconameteo.it/news/tipi-di-circolazione-sullitalia/anticiclone-nordafricano/", "title": "Anticiclone Nordafricano", "content_html": "Proseguiamo con la descrizione dettagliata dei dodici Tipi di Circolazione atmosferica (TC) classificati sull\u2019Europa Centro-meridionale da una SOM (Self Organizing Maps), o Mappa di Kohonen, una tipologia di rete neurale artificiale ad apprendimento non supervisionato.
\nAnalizziamo il penultimo TC della lista creata da SOM: lo abbiamo chiamato \u201cAnticiclone Nordafricano\u201d. E\u2019 il terzo TC pi\u00f9 frequente, dopo TC9 Anticiclone di blocco e TC1 Maestrale. E\u2019 infatti presente nel 9,8 % dei giorni (vedi istogramma). Questo tipo di circolazione, analogamente a TC10 \u2013 Anticiclone Afroiberico, favorisce tempo stabile, prevalentemente soleggiato, su tutta l\u2019Italia, ed \u00e8 associato alla presenza di una massa d\u2019aria calda di origine subtropicale. Mentre in inverno mantiene temperature miti, favorisce la formazione di nebbie nelle zone di pianura e l\u2019accumulo di inquinanti nei grandi centri urbani, d\u2019estate \u00e8 il protagonista principale delle pi\u00f9 intense ondate di caldo e afa che colpiscono tutto il nostro Paese.
\nL\u2019analisi dei trend degli ultimi sedici anni \u00a0(vedi grafico delle tendenze stagionali) rivela un incremento della presenza di TC11 \u201cAnticiclone Nordafricano\u201d in inverno (a spese di TC9 \u201cAnticiclone di Blocco\u201d e TC1 \u201cMaestrale\u201d) e, leggermente, anche durante l\u2019estate, a spese del perturbato\u00a0 TC3 \u201cDepressione Padana\u201d, a dimostrazione della tendenza alla stabilizzazione del tempo e al graduale aumento della temperatura in queste due opposte stagioni.
\nLe configurazioni dei campi termodinamici di questo tipo di circolazione mostrano caratteristiche sinottiche similari a quelle di TC10 \u2013 Anticiclone Afroiberico. Per una loro descrizione si rimanda quindi alla scheda specifica: TC10 Anticiclone Afroiberico. Verranno quindi di seguito evidenziati solo gli elementi che le distinguono.
\nCircolazione al livello del mare: pressione s.l.m.
\nL\u2019estesa area di alta pressione che dal Nord Africa si protende verso il Mediterraneo e l\u2019Europa ha i suoi massimi nella fascia tra l\u2019Italia e il settore centro-settentrionale della penisola balcanica. La sua estensione oltralpe \u00e8 invece meno marcata con i settori centro-settentrionali della Francia e della Germania interessati da un\u2019area depressionaria con centro in direzione delle Isole Britanniche. Una seconda depressione \u00e8 sempre presente a sudest ma con centro pi\u00f9 defilato posizionato sull\u2019Egeo. Questa configurazione coincide con un Anticiclone Nordafricano protagonista da nord a sud sul nostro Paese.
\nCircolazione in quota: geopotenziale a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.) e 500 hPa (circa 5500 metri s.l.m.)
\nL\u2019onda anticiclonica ha una forma del tutto similare, ma \u00e8 spostata verso oriente con un asse sempre leggermente inclinato sudovest-nordest e passante lungo l\u2019Italia, l\u2019Austria e la Germania orientale. Di conseguenza, la sua sfera di influenza \u00e8 pi\u00f9 estesa in direzione dei Balcani e lascia maggiormente scoperta la fascia tra il nord della Francia e la Germania. Pi\u00f9 a oriente, il flusso settentrionale \u00e8 meno intenso e interessa principalmente l\u2019area del Mar Nero.
\nTemperatura a 850 hPa (circa 1500 metri\u00a0 s.l.m.)
\nIl cuore \u201ccaldo\u201d dell\u2019anticiclone ha il suo massimo centrato tra Algeria e Tunisia e ingloba tutto il settore intorno al Mediterraneo centro-occidentale comprendendo Francia meridionale, Paesi alpini e versante occidentale della penisola balcanica. Nel periodo estivo le ondate di calore coincidenti a questo tipo di circolazione determinano in Italia caldo intenso un po\u2019 ovunque con picchi pi\u00f9 accentuati al Centrosud e nelle Isole.
\nUmidit\u00e0 specifica a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.)
\nTra il Mediterraneo centrale e l\u2019Europa orientale prevale l\u2019aria asciutta, favorevole a una prevalenza di situazioni soleggiate che favoriscono anche l\u2019Italia, specie le regioni adriatiche e centromeridionali. L\u2019umidit\u00e0 poi cresce in direzione del settore alpino, della Francia e della penisola iberica, dove il flusso sud-occidentale pu\u00f2 essere pi\u00f9 frequentemente umido e i massimi nelle aree montuose derivano anche da effetti correlati all\u2019orografia (azione di sbarramento; convezione estiva).
\nDistribuzione delle precipitazioni sull\u2019Italia
\nIn coincidenza di questo tipo di circolazione non si attendono quindi vere e proprie fasi di maltempo. \u201cPoche\u201d precipitazioni possono riguardare:
\nLe figure che seguono mostrano la distribuzione delle precipitazioni dall\u2019estate 2017 alla primavera 2018 (dati CPC Unified Gauge-based Analysis of Global Daily Precipitation) e l\u2019immagine del satellite Meteosat di una giornata estiva ed una invernale con TC11 \u2013 Anticiclone Nordafricano (21 agosto 2020 e 16 febbraio 2020; si notino le nubi basse sul Mediterraneo occidentale, sul Mar Ligure e l\u2019Alto Adriatico in febbraio).
\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Anticiclone Nordafricano)
\n", "content_text": "Proseguiamo con la descrizione dettagliata dei dodici Tipi di Circolazione atmosferica (TC) classificati sull\u2019Europa Centro-meridionale da una SOM (Self Organizing Maps), o Mappa di Kohonen, una tipologia di rete neurale artificiale ad apprendimento non supervisionato.\nAnalizziamo il penultimo TC della lista creata da SOM: lo abbiamo chiamato \u201cAnticiclone Nordafricano\u201d. E\u2019 il terzo TC pi\u00f9 frequente, dopo TC9 Anticiclone di blocco e TC1 Maestrale. E\u2019 infatti presente nel 9,8 % dei giorni (vedi istogramma). Questo tipo di circolazione, analogamente a TC10 \u2013 Anticiclone Afroiberico, favorisce tempo stabile, prevalentemente soleggiato, su tutta l\u2019Italia, ed \u00e8 associato alla presenza di una massa d\u2019aria calda di origine subtropicale. Mentre in inverno mantiene temperature miti, favorisce la formazione di nebbie nelle zone di pianura e l\u2019accumulo di inquinanti nei grandi centri urbani, d\u2019estate \u00e8 il protagonista principale delle pi\u00f9 intense ondate di caldo e afa che colpiscono tutto il nostro Paese.\n\nL\u2019analisi dei trend degli ultimi sedici anni \u00a0(vedi grafico delle tendenze stagionali) rivela un incremento della presenza di TC11 \u201cAnticiclone Nordafricano\u201d in inverno (a spese di TC9 \u201cAnticiclone di Blocco\u201d e TC1 \u201cMaestrale\u201d) e, leggermente, anche durante l\u2019estate, a spese del perturbato\u00a0 TC3 \u201cDepressione Padana\u201d, a dimostrazione della tendenza alla stabilizzazione del tempo e al graduale aumento della temperatura in queste due opposte stagioni.\n\nLe configurazioni dei campi termodinamici di questo tipo di circolazione mostrano caratteristiche sinottiche similari a quelle di TC10 \u2013 Anticiclone Afroiberico. Per una loro descrizione si rimanda quindi alla scheda specifica: TC10 Anticiclone Afroiberico. Verranno quindi di seguito evidenziati solo gli elementi che le distinguono.\nCircolazione al livello del mare: pressione s.l.m. \nL\u2019estesa area di alta pressione che dal Nord Africa si protende verso il Mediterraneo e l\u2019Europa ha i suoi massimi nella fascia tra l\u2019Italia e il settore centro-settentrionale della penisola balcanica. La sua estensione oltralpe \u00e8 invece meno marcata con i settori centro-settentrionali della Francia e della Germania interessati da un\u2019area depressionaria con centro in direzione delle Isole Britanniche. Una seconda depressione \u00e8 sempre presente a sudest ma con centro pi\u00f9 defilato posizionato sull\u2019Egeo. Questa configurazione coincide con un Anticiclone Nordafricano protagonista da nord a sud sul nostro Paese.\n\nCircolazione in quota: geopotenziale a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.) e 500 hPa (circa 5500 metri s.l.m.)\nL\u2019onda anticiclonica ha una forma del tutto similare, ma \u00e8 spostata verso oriente con un asse sempre leggermente inclinato sudovest-nordest e passante lungo l\u2019Italia, l\u2019Austria e la Germania orientale. Di conseguenza, la sua sfera di influenza \u00e8 pi\u00f9 estesa in direzione dei Balcani e lascia maggiormente scoperta la fascia tra il nord della Francia e la Germania. Pi\u00f9 a oriente, il flusso settentrionale \u00e8 meno intenso e interessa principalmente l\u2019area del Mar Nero.\n\nTemperatura a 850 hPa (circa 1500 metri\u00a0 s.l.m.)\nIl cuore \u201ccaldo\u201d dell\u2019anticiclone ha il suo massimo centrato tra Algeria e Tunisia e ingloba tutto il settore intorno al Mediterraneo centro-occidentale comprendendo Francia meridionale, Paesi alpini e versante occidentale della penisola balcanica. Nel periodo estivo le ondate di calore coincidenti a questo tipo di circolazione determinano in Italia caldo intenso un po\u2019 ovunque con picchi pi\u00f9 accentuati al Centrosud e nelle Isole.\n\nUmidit\u00e0 specifica a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.)\nTra il Mediterraneo centrale e l\u2019Europa orientale prevale l\u2019aria asciutta, favorevole a una prevalenza di situazioni soleggiate che favoriscono anche l\u2019Italia, specie le regioni adriatiche e centromeridionali. L\u2019umidit\u00e0 poi cresce in direzione del settore alpino, della Francia e della penisola iberica, dove il flusso sud-occidentale pu\u00f2 essere pi\u00f9 frequentemente umido e i massimi nelle aree montuose derivano anche da effetti correlati all\u2019orografia (azione di sbarramento; convezione estiva).\n\nDistribuzione delle precipitazioni sull\u2019Italia\nIn coincidenza di questo tipo di circolazione non si attendono quindi vere e proprie fasi di maltempo. \u201cPoche\u201d precipitazioni possono riguardare:\n\nLe Alpi orientali: in estate per occasionali episodi di instabilit\u00e0 convettiva tra pomeriggio e sera.\nLe Alpi occidentali: tra inverno e inizio primavera per il passaggio della coda pi\u00f9 meridionale di perturbazioni in transito sulla Francia\nIl settore intorno al Ligure: precipitazioni deboli ed episodiche correlate alla formazione di strati di nubi medio-basse che una locale ventilazione meridionale addossa alla Liguria e alla Toscana (tra autunno e inizio primavera)\nLa Calabria tirrenica e il Messinese: in forma episodica tra inverno e primavera per effetto molto marginale della depressione sull\u2019Egeo.\n\nLe figure che seguono mostrano la distribuzione delle precipitazioni dall\u2019estate 2017 alla primavera 2018 (dati CPC Unified Gauge-based Analysis of Global Daily Precipitation) e l\u2019immagine del satellite Meteosat di una giornata estiva ed una invernale con TC11 \u2013 Anticiclone Nordafricano (21 agosto 2020 e 16 febbraio 2020; si notino le nubi basse sul Mediterraneo occidentale, sul Mar Ligure e l\u2019Alto Adriatico in febbraio).\n\ncopyright Sat24.com/Eumetsat/Met Office\n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Anticiclone Nordafricano)", "date_published": "2021-05-27T12:24:09+02:00", "date_modified": "2021-05-27T12:29:52+02:00", "authors": [ { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://iconameteo.it/contents/uploads/2021/05/anticiclone-nordafricano.png", "tags": [ "appunti meteorologici", "circolazione atmosferica", "meteo", "Tipi di circolazione sull'Italia" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/news/tipi-di-circolazione-sullitalia/anticiclone-afroiberico/", "url": "https://www.iconameteo.it/news/tipi-di-circolazione-sullitalia/anticiclone-afroiberico/", "title": "Anticiclone Afroiberico", "content_html": "Proseguiamo con la descrizione dei dodici Tipi di Circolazione atmosferica (TC) classificati sull\u2019Europa Centro-meridionale da una SOM (Self Organizing Maps), o Mappa di Kohonen, una tipologia di rete neurale artificiale ad apprendimento non supervisionato.
\nAnalizziamo il decimo TC della lista creata da SOM: lo abbiamo chiamato \u201cAnticiclone Afroiberico\u201d. In un anno, \u00e8 presente mediamente nel 6,2 % dei giorni (vedi istogramma). Questo tipo di circolazione \u00e8 relativamente frequente in inverno e d\u2019estate; \u00e8 caratterizzato da condizioni di tempo stabile, prevalentemente soleggiato su tutta l\u2019Italia, associato alla presenza di una massa d\u2019aria calda di origine subtropicale che favorisce temperature mediamente oltre la norma e, in estate, le ondate di calore.
\nIl grafico delle tendenze stagionali degli ultimi sedici anni evidenzia solo una leggera diminuzione della presenza di TC10 \u2013 Anticiclone Afroiberico in primavera.
\nApprofondiamo ora le caratteristiche termo dinamiche di questo tipo di circolazione.
\nCircolazione al livello del mare: pressione s.l.m.
\nLa distribuzione della pressione al livello del mare vede la presenza di un\u2019estesa area di alta pressione che dalla penisola iberica e dal Nord Africa si protende fino a gran parte dell\u2019Europa centrale dove raggiunge i suoi massimi nella fascia tra Svizzera, Germania meridionale e Austria. La sua sfera di influenza \u00e8 ben estesa anche a gran parte dell\u2019Italia, fatta eccezione per l\u2019estremo Sud, specie il settore ionico e la Calabria che si trovano ai margini di una depressione centrata nel sud della Grecia. Questa configurazione coincide con una estensione dell\u2019Anticiclone Nordafricano verso l\u2019Europa centro-occidentale.
\nCircolazione in quota: geopotenziale a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.) e 500 hPa (circa 5500 metri s.l.m.)
\nNelle configurazioni del geopotenziale a 700 e 500 hPa \u00e8 ben evidente l\u2019onda anticiclonica che dal suo centro in prossimit\u00e0 dell\u2019Algeria si protende fino al cuore del continente europeo con un asse leggermente inclinato sudovest-nordest passante lungo la Spagna orientale, la Francia e la Germania. Pi\u00f9 a oriente, oltre i 15 gradi di longitudine est, le correnti settentrionali gradualmente acquisiscono una curvatura ciclonica intorno a una saccatura di bassa pressione che si approfondisce in direzione dell\u2019Egeo e della Turchia.
\nTemperatura a 850 hPa (circa 1500 metri\u00a0 s.l.m.)
\nLa distribuzione della temperatura a 850 hPa mostra chiaramente il cuore \u201ccaldo\u201d dell\u2019anticiclone con il suo massimo naturalmente centrato tra il sud della penisola iberica e l\u2019Algeria, ma con una estensione che giustifica spesso temperature oltre la norma anche su Francia, Germania, Paesi Alpini e molte regioni italiane. Nel periodo estivo le ondate di calore coincidenti a questo tipo di circolazione determinano in Italia i picchi di caldo pi\u00f9 intenso al Nordovest, in Toscana e in Sardegna. Pi\u00f9 a est le correnti settentrionali indirizzano l\u2019aria pi\u00f9 fresca verso i Balcani, l\u2019Egeo e il Mar Nero. Una influenza marginale di questo flusso aiuta in genere a contenere le temperature sulle nostre regioni meridionali e del medio Adriatico.
\nUmidit\u00e0 specifica a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.)
\nLa distribuzione dell\u2019umidit\u00e0 specifica a 700 hPa, un indicatore approssimato della collocazione dei sistemi nuvolosi pi\u00f9 importanti, ci mostra un\u2019Europa e un Mediterraneo centrale, e quindi gran parte dell\u2019Italia, piuttosto asciutti, sintomo di una prevalenza di situazioni soleggiate. Solo il settore alpino appare pi\u00f9 umido per effetti probabilmente correlati all\u2019orografia (azione di sbarramento; convezione estiva). Masse d\u2019aria pi\u00f9 umide interessano il sud dei Balcani, la penisola iberica e l\u2019Algeria.
\nDistribuzione delle precipitazioni sull\u2019Italia
\nIn coincidenza di questo tipo di circolazione non si attendono naturalmente vere e proprie fasi di maltempo. \u201cPoche\u201d precipitazioni possono riguardare:
\nLe figure che seguono mostrano la distribuzione delle precipitazioni dall\u2019estate 2017 alla primavera 2018 (dati CPC Unified Gauge-based Analysis of Global Daily Precipitation) e l\u2019immagine del satellite Meteosat di una giornata con TC10 \u2013 Anticiclone Afroiberico (31 luglio 2020).
\n\n
\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Anticiclone Afroiberico)
\n", "content_text": "Proseguiamo con la descrizione dei dodici Tipi di Circolazione atmosferica (TC) classificati sull\u2019Europa Centro-meridionale da una SOM (Self Organizing Maps), o Mappa di Kohonen, una tipologia di rete neurale artificiale ad apprendimento non supervisionato.\nAnalizziamo il decimo TC della lista creata da SOM: lo abbiamo chiamato \u201cAnticiclone Afroiberico\u201d. In un anno, \u00e8 presente mediamente nel 6,2 % dei giorni (vedi istogramma). Questo tipo di circolazione \u00e8 relativamente frequente in inverno e d\u2019estate; \u00e8 caratterizzato da condizioni di tempo stabile, prevalentemente soleggiato su tutta l\u2019Italia, associato alla presenza di una massa d\u2019aria calda di origine subtropicale che favorisce temperature mediamente oltre la norma e, in estate, le ondate di calore.\n\nIl grafico delle tendenze stagionali degli ultimi sedici anni evidenzia solo una leggera diminuzione della presenza di TC10 \u2013 Anticiclone Afroiberico in primavera.\n\nApprofondiamo ora le caratteristiche termo dinamiche di questo tipo di circolazione.\nCircolazione al livello del mare: pressione s.l.m. \nLa distribuzione della pressione al livello del mare vede la presenza di un\u2019estesa area di alta pressione che dalla penisola iberica e dal Nord Africa si protende fino a gran parte dell\u2019Europa centrale dove raggiunge i suoi massimi nella fascia tra Svizzera, Germania meridionale e Austria. La sua sfera di influenza \u00e8 ben estesa anche a gran parte dell\u2019Italia, fatta eccezione per l\u2019estremo Sud, specie il settore ionico e la Calabria che si trovano ai margini di una depressione centrata nel sud della Grecia. Questa configurazione coincide con una estensione dell\u2019Anticiclone Nordafricano verso l\u2019Europa centro-occidentale.\n\nCircolazione in quota: geopotenziale a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.) e 500 hPa (circa 5500 metri s.l.m.)\nNelle configurazioni del geopotenziale a 700 e 500 hPa \u00e8 ben evidente l\u2019onda anticiclonica che dal suo centro in prossimit\u00e0 dell\u2019Algeria si protende fino al cuore del continente europeo con un asse leggermente inclinato sudovest-nordest passante lungo la Spagna orientale, la Francia e la Germania. Pi\u00f9 a oriente, oltre i 15 gradi di longitudine est, le correnti settentrionali gradualmente acquisiscono una curvatura ciclonica intorno a una saccatura di bassa pressione che si approfondisce in direzione dell\u2019Egeo e della Turchia.\n\nTemperatura a 850 hPa (circa 1500 metri\u00a0 s.l.m.)\nLa distribuzione della temperatura a 850 hPa mostra chiaramente il cuore \u201ccaldo\u201d dell\u2019anticiclone con il suo massimo naturalmente centrato tra il sud della penisola iberica e l\u2019Algeria, ma con una estensione che giustifica spesso temperature oltre la norma anche su Francia, Germania, Paesi Alpini e molte regioni italiane. Nel periodo estivo le ondate di calore coincidenti a questo tipo di circolazione determinano in Italia i picchi di caldo pi\u00f9 intenso al Nordovest, in Toscana e in Sardegna. Pi\u00f9 a est le correnti settentrionali indirizzano l\u2019aria pi\u00f9 fresca verso i Balcani, l\u2019Egeo e il Mar Nero. Una influenza marginale di questo flusso aiuta in genere a contenere le temperature sulle nostre regioni meridionali e del medio Adriatico.\n\nUmidit\u00e0 specifica a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.)\nLa distribuzione dell\u2019umidit\u00e0 specifica a 700 hPa, un indicatore approssimato della collocazione dei sistemi nuvolosi pi\u00f9 importanti, ci mostra un\u2019Europa e un Mediterraneo centrale, e quindi gran parte dell\u2019Italia, piuttosto asciutti, sintomo di una prevalenza di situazioni soleggiate. Solo il settore alpino appare pi\u00f9 umido per effetti probabilmente correlati all\u2019orografia (azione di sbarramento; convezione estiva). Masse d\u2019aria pi\u00f9 umide interessano il sud dei Balcani, la penisola iberica e l\u2019Algeria.\n\nDistribuzione delle precipitazioni sull\u2019Italia\nIn coincidenza di questo tipo di circolazione non si attendono naturalmente vere e proprie fasi di maltempo. \u201cPoche\u201d precipitazioni possono riguardare:\n\nLe zone di confine dell\u2019Alto Adige (per effetto Stau) tra inverno e primavera.\nLe Alpi e le Prealpi: in estate per occasionali episodi di instabilit\u00e0 convettiva tra pomeriggio e sera.\nLa Calabria, l\u2019alto Ionio e il nordest della Sicilia: in forma episodica e soprattutto in primavera; l\u2019influsso marginale della circolazione depressionaria centrata sulla Grecia pu\u00f2 infatti produrre una locale instabilit\u00e0.\n\nLe figure che seguono mostrano la distribuzione delle precipitazioni dall\u2019estate 2017 alla primavera 2018 (dati CPC Unified Gauge-based Analysis of Global Daily Precipitation) e l\u2019immagine del satellite Meteosat di una giornata con TC10 \u2013 Anticiclone Afroiberico (31 luglio 2020).\n\nCopyright Sat24.com/Eumetsat/Met Office\n \n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Anticiclone Afroiberico)", "date_published": "2021-04-08T09:18:40+02:00", "date_modified": "2021-04-08T09:36:14+02:00", "authors": [ { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://iconameteo.it/contents/uploads/2021/04/anticiclone-afroiberico-1.png", "tags": [ "appunti meteorologici", "circolazione atmosferica", "meteo", "Tipi di circolazione sull'Italia" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/news/tipi-di-circolazione-sullitalia/anticiclone-di-blocco/", "url": "https://www.iconameteo.it/news/tipi-di-circolazione-sullitalia/anticiclone-di-blocco/", "title": "Anticiclone di blocco", "content_html": "Proseguiamo con la descrizione dettagliata dei dodici Tipi di Circolazione atmosferica (TC) classificati sull\u2019Europa Centro-meridionale da una SOM (Self Organizing Map), o Mappa di Kohonen, una tipologia di rete neurale artificiale ad apprendimento non supervisionato.
\nAnalizziamo il nono TC della lista creata da SOM: lo abbiamo chiamato \u201cAnticiclone di blocco\u201d, e presto capirete il motivo. E\u2019 il TC pi\u00f9 frequente (presente nel 14,2 % dei giorni dal 2005 al 2020, vedi istogramma) ed \u00e8 tipico soprattutto dei mesi pi\u00f9 freschi, dalla seconda parte dell\u2019autunno alla prima met\u00e0 della primavera. E\u2019 anche il TC pi\u00f9 persistente, capace cio\u00e8 di una presenza costante per diversi giorni consecutivi, addirittura dodici\u00a0 tra il 7 e il 18 febbraio 2008. E\u2019 il principale \u00a0responsabile delle situazioni invernali di tempo stabile e cielo limpido al Nord, venti intensi orientali, spesso di Bora, gelo e nevicate fino a quote basse sulle regioni del Medio Adriatico e al Sud.
\nTC9 \u2013 Anticiclone di blocco negli ultimi anni sta gradualmente migrando in stagioni non tipicamente \u201csue\u201d (vedi grafico con le tendenze stagionali), come la tarda primavera e l\u2019estate, portando piogge \u201cfuori stagione\u201d al Sud.\u00a0 Ne sono vistosi esempi l\u2019estate 2018, con una presenza di TC9 mai riscontrata dal 2005, e la primavera 2020, con ben ventisette giorni di presenza: due settimane in pi\u00f9 della media (in quasi un ventennio \u00e8 capitato solo un\u2019altra volta, nel 2011).
\nApprofondiamo ora le caratteristiche termo dinamiche di questo importante tipo di circolazione.
\nCircolazione al livello del mare: pressione s.l.m.
\nLa distribuzione della pressione al livello del mare vede la presenza di un forte e vasto anticiclone che ha il suo massimo sull\u2019Europa centrale, tra la Germania e la Repubblica Ceca, ma che si estende anche sul nord della penisola balcanica e dell\u2019Italia e fino a comprendere tutta la Francia e la penisola iberica. Una bassa pressione interessa invece le basse latitudini con centro in Grecia, tra il Peloponneso e Creta, ma con coinvolgimento significativo anche delle nostre regioni meridionali (formazione di depressioni chiuse sul Tirreno) e di quelle centrali adriatiche.\u00a0 Tra le due figure bariche si nota un marcato gradiente di pressione (variazione orizzontale della pressione) nelle zone interne dei Balcani, in particolare lungo le Alpi Dinariche.
\nCircolazione in quota: geopotenziale a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.) e 500 hPa (circa 5500 metri s.l.m.)
\nNelle configurazioni del geopotenziale a 500 e 700 hPa \u00e8 ben evidente un promontorio di alta pressione con asse molto inclinato che dall\u2019Africa nord-occidentale\u00a0 si protende verso la penisola iberica per poi arcuarsi ed estendersi in direzione dell\u2019Europa centrale. Ad esso si contrappone una onda ciclonica anch\u2019essa pronunciata che dal suo centro sui Balcani ingloba anche le nostre regioni meridionali; il suo asse \u00e8 quasi disposto lungo i paralleli in una linea che attraversa proprio il nostro Meridione. Questa configurazione, che vede un promontorio anticiclonico isolare dal flusso occidentale una depressione alle basse latitudini, si configura in una cosiddetta \u201csituazione di blocco\u201d che tende a persistere per pi\u00f9 giorni; non \u00e8 quindi sorprendente che\u00a0 TC9 risulti il tipo di circolazione con la persistenza pi\u00f9 alta che in un\u2019occasione si \u00e8 protratta fino a 12 giorni consecutivi. L\u2019andamento settentrionale, da nord-nordest, delle correnti sui Balcani, associato al suddetto gradiente barico al suolo, indica condizioni mediamente favorevoli al verificarsi di venti discendenti (catabatici) sotto vento alle Alpi Dinariche. La ventilazione conseguente potr\u00e0 quindi essere intensa soprattutto tra il basso Adriatico e l\u2019alto Ionio ma con venti in generale sostenuti anche nel resto del Sud e sul medio Adriatico.
\nTemperatura a 850 hPa (circa 1500 metri\u00a0 s.l.m.)
\nLa distribuzione della temperatura a 850 hPa mostra un\u2019area di aria pi\u00f9 fredda centrata sulla Polonia orientale che le correnti a direttrice settentrionale tendono a propagare verso sud con maggiore estensione verso la penisola balcanica, pi\u00f9 marginalmente anche sul settore adriatico e meridionale dell\u2019Italia. Le isoterme mostrano chiaramente anche l\u2019azione di sbarramento delle Alpi Dinariche. A ovest invece una massa d\u2019aria pi\u00f9 calda di origine subtropicale occupa la penisola iberica e la Francia meridionale fino a lambire le Alpi occidentali; in questo settore si registrano temperature oltre la norma.
\nUmidit\u00e0 specifica a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.)
\nLa distribuzione dell\u2019umidit\u00e0 specifica a 700 hPa, un indicatore approssimato della collocazione dei sistemi nuvolosi pi\u00f9 importanti, ci mostra un\u2019Europa centrale, compresi gran parte del\u00a0 nostro Centronord e la Sardegna, piuttosto asciutti, sintomo di una prevalenza di situazioni soleggiate. Masse d\u2019aria pi\u00f9 umide interessano la penisola iberica, l\u2019Algeria e il sud dei Balcani con interessamento anche della Sicilia e delle nostre regioni meridionali, pi\u00f9 marginalmente di quelle centrali adriatiche.
\nDistribuzione delle precipitazioni sull\u2019Italia
\nIn coincidenza di questo tipo di circolazione possibili fasi di maltempo con precipitazioni possono riguardare:
\nLe figure che seguono mostrano la distribuzione delle precipitazioni dall\u2019estate 2017 alla primavera 2018 (dati CPC Unified Gauge-based Analysis of Global Daily Precipitation) e l\u2019immagine del satellite Meteosat di una giornata con TC9-Anticiclone di blocco (17 settembre 2020, si noti la presenza di un TLC \u2013 Tropical Like Cyclone centrato sul Mar Ionio).
\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Anticiclone di blocco)
\n", "content_text": "Proseguiamo con la descrizione dettagliata dei dodici Tipi di Circolazione atmosferica (TC) classificati sull\u2019Europa Centro-meridionale da una SOM (Self Organizing Map), o Mappa di Kohonen, una tipologia di rete neurale artificiale ad apprendimento non supervisionato.\nAnalizziamo il nono TC della lista creata da SOM: lo abbiamo chiamato \u201cAnticiclone di blocco\u201d, e presto capirete il motivo. E\u2019 il TC pi\u00f9 frequente (presente nel 14,2 % dei giorni dal 2005 al 2020, vedi istogramma) ed \u00e8 tipico soprattutto dei mesi pi\u00f9 freschi, dalla seconda parte dell\u2019autunno alla prima met\u00e0 della primavera. E\u2019 anche il TC pi\u00f9 persistente, capace cio\u00e8 di una presenza costante per diversi giorni consecutivi, addirittura dodici\u00a0 tra il 7 e il 18 febbraio 2008. E\u2019 il principale \u00a0responsabile delle situazioni invernali di tempo stabile e cielo limpido al Nord, venti intensi orientali, spesso di Bora, gelo e nevicate fino a quote basse sulle regioni del Medio Adriatico e al Sud.\n\nTC9 \u2013 Anticiclone di blocco negli ultimi anni sta gradualmente migrando in stagioni non tipicamente \u201csue\u201d (vedi grafico con le tendenze stagionali), come la tarda primavera e l\u2019estate, portando piogge \u201cfuori stagione\u201d al Sud.\u00a0 Ne sono vistosi esempi l\u2019estate 2018, con una presenza di TC9 mai riscontrata dal 2005, e la primavera 2020, con ben ventisette giorni di presenza: due settimane in pi\u00f9 della media (in quasi un ventennio \u00e8 capitato solo un\u2019altra volta, nel 2011).\n\nApprofondiamo ora le caratteristiche termo dinamiche di questo importante tipo di circolazione.\nCircolazione al livello del mare: pressione s.l.m. \nLa distribuzione della pressione al livello del mare vede la presenza di un forte e vasto anticiclone che ha il suo massimo sull\u2019Europa centrale, tra la Germania e la Repubblica Ceca, ma che si estende anche sul nord della penisola balcanica e dell\u2019Italia e fino a comprendere tutta la Francia e la penisola iberica. Una bassa pressione interessa invece le basse latitudini con centro in Grecia, tra il Peloponneso e Creta, ma con coinvolgimento significativo anche delle nostre regioni meridionali (formazione di depressioni chiuse sul Tirreno) e di quelle centrali adriatiche.\u00a0 Tra le due figure bariche si nota un marcato gradiente di pressione (variazione orizzontale della pressione) nelle zone interne dei Balcani, in particolare lungo le Alpi Dinariche.\n\nCircolazione in quota: geopotenziale a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.) e 500 hPa (circa 5500 metri s.l.m.)\nNelle configurazioni del geopotenziale a 500 e 700 hPa \u00e8 ben evidente un promontorio di alta pressione con asse molto inclinato che dall\u2019Africa nord-occidentale\u00a0 si protende verso la penisola iberica per poi arcuarsi ed estendersi in direzione dell\u2019Europa centrale. Ad esso si contrappone una onda ciclonica anch\u2019essa pronunciata che dal suo centro sui Balcani ingloba anche le nostre regioni meridionali; il suo asse \u00e8 quasi disposto lungo i paralleli in una linea che attraversa proprio il nostro Meridione. Questa configurazione, che vede un promontorio anticiclonico isolare dal flusso occidentale una depressione alle basse latitudini, si configura in una cosiddetta \u201csituazione di blocco\u201d che tende a persistere per pi\u00f9 giorni; non \u00e8 quindi sorprendente che\u00a0 TC9 risulti il tipo di circolazione con la persistenza pi\u00f9 alta che in un\u2019occasione si \u00e8 protratta fino a 12 giorni consecutivi. L\u2019andamento settentrionale, da nord-nordest, delle correnti sui Balcani, associato al suddetto gradiente barico al suolo, indica condizioni mediamente favorevoli al verificarsi di venti discendenti (catabatici) sotto vento alle Alpi Dinariche. La ventilazione conseguente potr\u00e0 quindi essere intensa soprattutto tra il basso Adriatico e l\u2019alto Ionio ma con venti in generale sostenuti anche nel resto del Sud e sul medio Adriatico.\n\nTemperatura a 850 hPa (circa 1500 metri\u00a0 s.l.m.)\nLa distribuzione della temperatura a 850 hPa mostra un\u2019area di aria pi\u00f9 fredda centrata sulla Polonia orientale che le correnti a direttrice settentrionale tendono a propagare verso sud con maggiore estensione verso la penisola balcanica, pi\u00f9 marginalmente anche sul settore adriatico e meridionale dell\u2019Italia. Le isoterme mostrano chiaramente anche l\u2019azione di sbarramento delle Alpi Dinariche. A ovest invece una massa d\u2019aria pi\u00f9 calda di origine subtropicale occupa la penisola iberica e la Francia meridionale fino a lambire le Alpi occidentali; in questo settore si registrano temperature oltre la norma.\n\nUmidit\u00e0 specifica a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.)\nLa distribuzione dell\u2019umidit\u00e0 specifica a 700 hPa, un indicatore approssimato della collocazione dei sistemi nuvolosi pi\u00f9 importanti, ci mostra un\u2019Europa centrale, compresi gran parte del\u00a0 nostro Centronord e la Sardegna, piuttosto asciutti, sintomo di una prevalenza di situazioni soleggiate. Masse d\u2019aria pi\u00f9 umide interessano la penisola iberica, l\u2019Algeria e il sud dei Balcani con interessamento anche della Sicilia e delle nostre regioni meridionali, pi\u00f9 marginalmente di quelle centrali adriatiche.\n\nDistribuzione delle precipitazioni sull\u2019Italia\nIn coincidenza di questo tipo di circolazione possibili fasi di maltempo con precipitazioni possono riguardare:\n\nIl Sud e la Sicilia: soprattutto in autunno con possibili precipitazioni abbondanti, in forma meno diffusa e intensa in primavera ed estate. In inverno soprattutto la Calabria tirrenica.\nIl medio Adriatico: principalmente in primavera e autunno\nIn forma pi\u00f9 episodica: il basso Lazio (tra l\u2019estate e l\u2019inverno), Le Alpi e Prealpi (in estate per occasionali episodi di instabilit\u00e0 convettiva tra pomeriggio e sera), la Sardegna (tra estate e autunno)\n\nLe figure che seguono mostrano la distribuzione delle precipitazioni dall\u2019estate 2017 alla primavera 2018 (dati CPC Unified Gauge-based Analysis of Global Daily Precipitation) e l\u2019immagine del satellite Meteosat di una giornata con TC9-Anticiclone di blocco (17 settembre 2020, si noti la presenza di un TLC \u2013 Tropical Like Cyclone centrato sul Mar Ionio).\n\ncopyright sat24.com\n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Anticiclone di blocco)", "date_published": "2021-03-05T11:19:11+01:00", "date_modified": "2021-03-06T15:04:17+01:00", "authors": [ { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://iconameteo.it/contents/uploads/2021/03/Anticiclone-di-blocco.png", "tags": [ "Tipi di circolazione sull'Italia" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/news/tipi-di-circolazione-sullitalia/anticiclone-delle-azzorre/", "url": "https://www.iconameteo.it/news/tipi-di-circolazione-sullitalia/anticiclone-delle-azzorre/", "title": "Anticiclone delle Azzorre", "content_html": "Proseguiamo con la descrizione dei dodici Tipi di Circolazione atmosferica (TC) classificati sull\u2019Europa Centro-meridionale da una SOM (Self Organizing Maps), o Mappa di Kohonen, una tipologia di rete neurale artificiale ad apprendimento non supervisionato.
\nAnalizziamo il sesto TC della lista creata da SOM: lo abbiamo chiamato \u201cAnticiclone delle Azzorre\u201d. In un anno, \u00e8 presente mediamente in circa il 7 % dei giorni (vedi istogramma). Questo tipo di circolazione \u00e8 particolarmente frequente durante l\u2019estate ed ha evidenti caratteristiche anticicloniche per l\u2019Italia: favorisce condizioni di tempo stabile, prevalentemente soleggiato e con masse d\u2019aria di origine temperata che scongiurano la presenza di ondate di calore. Il conseguente bel tempo estivo infatti non \u00e8 accompagnato da picchi di caldo intenso (come invece accade con TC11 \u2013 Anticiclone Nordafricano), ma le temperature si mantengono prossime o solo leggermente sopra alle medie stagionali.
\nIl grafico delle tendenze degli ultimi sedici anni evidenzia un leggero aumento della presenza di TC6 \u2013 Anticiclone delle Azzorre in tutte le stagioni, tranne in primavera.
\nApprofondiamo ora le caratteristiche termo dinamiche di questo importante tipo di circolazione.
\nCircolazione al livello del mare: pressione s.l.m.
\nLa distribuzione della pressione al livello del mare vede la presenza di un\u2019area di alta pressione che dall\u2019Europa sud-occidentale e dal vicino Atlantico si allunga fino al settore alpino e al Mediterraneo centrale. La pressione poi diminuisce a nord del 50\u00b0 parallelo e in direzione dell\u2019Egeo, che \u00e8 sede di una depressione chiusa. Questa configurazione coincide con le estensioni verso est, quindi anche in direzione del Mediterraneo e dell\u2019Italia, del ben noto Anticiclone delle Azzorre. In un contesto \u201citaliano\u201d valori di pressione relativamente e leggermente pi\u00f9 bassi interessano mediamente la Valpadana e il settore adriatico.
\nCircolazione in quota: geopotenziale a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.) e 500 hPa (circa 5500 metri s.l.m.)
\nNelle configurazioni del geopotenziale a 700 e 500 hPa si individua un flusso di correnti in quota con componente prevalentemente occidentale, inizialmente da ovest nel settore tra Francia e Spagna e quindi da nordovest nella porzione pi\u00f9 a levante. Le correnti hanno quindi una evidente curvatura anticiclonica intorno a un\u2019alta pressione centrata tra la penisola iberica e il vicino Nord Africa. La presenza di un massimo di pressione nelle stesse aree sia al suolo che in quota \u00e8 indice della presenza di un anticiclone di origine dinamica, una categoria di anticicloni a cui appartiene l\u2019Anticiclone delle Azzorre.
\nTemperatura a 850 hPa (circa 1500 metri\u00a0 s.l.m.)
\nLa direttrice occidentale delle correnti in quota favorisce afflussi di aria con caratteristiche termiche tipiche del vicino Atlantico e quindi l\u2019afflusso di masse d\u2019aria temperata senza il rischio di irruzioni di aria \u201cfredda\u201d da latitudini pi\u00f9 elevate o di aria \u201ccalda\u201d di matrice nord africana. La distribuzione della temperatura a 850 hPa mostra mediamente la presenza di una massa d\u2019aria leggermente pi\u00f9 fresca al Nordest, pi\u00f9 calda all\u2019estremo Sud e nelle Isole. Per effetti probabilmente correlati all\u2019interazione delle correnti\u00a0 occidentali con la barriera alpina il Nordovest \u00e8 mediamente pi\u00f9 caldo del Nordest.
\nUmidit\u00e0 specifica a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.)
\nLa distribuzione dell\u2019umidit\u00e0 specifica a 700 hPa, un indicatore approssimato della collocazione dei sistemi nuvolosi pi\u00f9 importanti, ci mostra un Mediterraneo centrale, e quindi gran parte dell\u2019Italia, piuttosto asciutto, sintomo di una prevalenza di situazioni soleggiate. Masse d\u2019aria pi\u00f9 umide interessano i Balcani. In un contesto \u201citaliano\u201d l\u2019umidit\u00e0 cresce leggermente verso l\u2019Appennino centrale, il medio Adriatico e il Nord, specie nel suo settore alpino. Infatti i sistemi nuvolosi atlantici, costretti dall\u2019anticiclone a transitare pi\u00f9 a nord prima di piegare verso i Balcani, possono lambire il Nord Italia e l\u2019alto Adriatico con effetti solo marginali ed episodici, localmente accentuati dall\u2019orografia.
\nDistribuzione delle precipitazioni sull\u2019Italia
\nIn coincidenza di questo tipo di circolazione non si attendono naturalmente vere e proprie fasi di maltempo. \u201cPoche\u201d precipitazioni possono riguardare:
\nLe figure che seguono mostrano la distribuzione delle precipitazioni dall\u2019estate 2017 alla primavera 2018 (dati CPC Unified Gauge-based Analysis of Global Daily Precipitation) e l\u2019immagine del satellite Meteosat di una giornata con TC6 \u2013 Anticiclone delle Azzorre (21 luglio 2020).
\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Anticiclone delle Azzorre)
\n", "content_text": "Proseguiamo con la descrizione dei dodici Tipi di Circolazione atmosferica (TC) classificati sull\u2019Europa Centro-meridionale da una SOM (Self Organizing Maps), o Mappa di Kohonen, una tipologia di rete neurale artificiale ad apprendimento non supervisionato.\nAnalizziamo il sesto TC della lista creata da SOM: lo abbiamo chiamato \u201cAnticiclone delle Azzorre\u201d. In un anno, \u00e8 presente mediamente in circa il 7 % dei giorni (vedi istogramma). Questo tipo di circolazione \u00e8 particolarmente frequente durante l\u2019estate ed ha evidenti caratteristiche anticicloniche per l\u2019Italia: favorisce condizioni di tempo stabile, prevalentemente soleggiato e con masse d\u2019aria di origine temperata che scongiurano la presenza di ondate di calore. Il conseguente bel tempo estivo infatti non \u00e8 accompagnato da picchi di caldo intenso (come invece accade con TC11 \u2013 Anticiclone Nordafricano), ma le temperature si mantengono prossime o solo leggermente sopra alle medie stagionali.\n\nIl grafico delle tendenze degli ultimi sedici anni evidenzia un leggero aumento della presenza di TC6 \u2013 Anticiclone delle Azzorre in tutte le stagioni, tranne in primavera.\n\nApprofondiamo ora le caratteristiche termo dinamiche di questo importante tipo di circolazione.\nCircolazione al livello del mare: pressione s.l.m. \nLa distribuzione della pressione al livello del mare vede la presenza di un\u2019area di alta pressione che dall\u2019Europa sud-occidentale e dal vicino Atlantico si allunga fino al settore alpino e al Mediterraneo centrale. La pressione poi diminuisce a nord del 50\u00b0 parallelo e in direzione dell\u2019Egeo, che \u00e8 sede di una depressione chiusa. Questa configurazione coincide con le estensioni verso est, quindi anche in direzione del Mediterraneo e dell\u2019Italia, del ben noto Anticiclone delle Azzorre. In un contesto \u201citaliano\u201d valori di pressione relativamente e leggermente pi\u00f9 bassi interessano mediamente la Valpadana e il settore adriatico.\n\nCircolazione in quota: geopotenziale a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.) e 500 hPa (circa 5500 metri s.l.m.)\nNelle configurazioni del geopotenziale a 700 e 500 hPa si individua un flusso di correnti in quota con componente prevalentemente occidentale, inizialmente da ovest nel settore tra Francia e Spagna e quindi da nordovest nella porzione pi\u00f9 a levante. Le correnti hanno quindi una evidente curvatura anticiclonica intorno a un\u2019alta pressione centrata tra la penisola iberica e il vicino Nord Africa. La presenza di un massimo di pressione nelle stesse aree sia al suolo che in quota \u00e8 indice della presenza di un anticiclone di origine dinamica, una categoria di anticicloni a cui appartiene l\u2019Anticiclone delle Azzorre.\n\nTemperatura a 850 hPa (circa 1500 metri\u00a0 s.l.m.)\nLa direttrice occidentale delle correnti in quota favorisce afflussi di aria con caratteristiche termiche tipiche del vicino Atlantico e quindi l\u2019afflusso di masse d\u2019aria temperata senza il rischio di irruzioni di aria \u201cfredda\u201d da latitudini pi\u00f9 elevate o di aria \u201ccalda\u201d di matrice nord africana. La distribuzione della temperatura a 850 hPa mostra mediamente la presenza di una massa d\u2019aria leggermente pi\u00f9 fresca al Nordest, pi\u00f9 calda all\u2019estremo Sud e nelle Isole. Per effetti probabilmente correlati all\u2019interazione delle correnti\u00a0 occidentali con la barriera alpina il Nordovest \u00e8 mediamente pi\u00f9 caldo del Nordest.\n\nUmidit\u00e0 specifica a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.)\nLa distribuzione dell\u2019umidit\u00e0 specifica a 700 hPa, un indicatore approssimato della collocazione dei sistemi nuvolosi pi\u00f9 importanti, ci mostra un Mediterraneo centrale, e quindi gran parte dell\u2019Italia, piuttosto asciutto, sintomo di una prevalenza di situazioni soleggiate. Masse d\u2019aria pi\u00f9 umide interessano i Balcani. In un contesto \u201citaliano\u201d l\u2019umidit\u00e0 cresce leggermente verso l\u2019Appennino centrale, il medio Adriatico e il Nord, specie nel suo settore alpino. Infatti i sistemi nuvolosi atlantici, costretti dall\u2019anticiclone a transitare pi\u00f9 a nord prima di piegare verso i Balcani, possono lambire il Nord Italia e l\u2019alto Adriatico con effetti solo marginali ed episodici, localmente accentuati dall\u2019orografia.\n\nDistribuzione delle precipitazioni sull\u2019Italia\nIn coincidenza di questo tipo di circolazione non si attendono naturalmente vere e proprie fasi di maltempo. \u201cPoche\u201d precipitazioni possono riguardare:\n\nIl settore alpino di confine (per effetto Stau offerto alla coda pi\u00f9 meridionale di eventuali perturbazioni): principalmente in inverno nel settore dalle Alpi Graie fino all\u2019Alto Adige; saltuariamente in primavera e autunno tra la Valle d\u2019Aosta e l\u2019Ossola.\nLe Alpi centro-occidentali, le Prealpi orientali, l\u2019alto Veneto e il Friuli Venezia Giulia: in estate per isolati episodi di instabilit\u00e0 convettiva tra pomeriggio e sera.\nLa Calabria e il nordest della Sicilia: in forma episodica tra la primavera e l\u2019estate; l\u2019influsso marginale della circolazione depressionaria centrata sull\u2019Egeo pu\u00f2 infatti produrre una locale instabilit\u00e0, per lo pi\u00f9 pomeridiana.\n\nLe figure che seguono mostrano la distribuzione delle precipitazioni dall\u2019estate 2017 alla primavera 2018 (dati CPC Unified Gauge-based Analysis of Global Daily Precipitation) e l\u2019immagine del satellite Meteosat di una giornata con TC6 \u2013 Anticiclone delle Azzorre (21 luglio 2020).\n\ncopyright Sat24.com/Eumetsat/Met Office\n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Anticiclone delle Azzorre)", "date_published": "2021-03-05T10:48:55+01:00", "date_modified": "2021-03-05T10:50:59+01:00", "authors": [ { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://iconameteo.it/contents/uploads/2021/03/Anticiclone-delle-Azzorre-Foto-Pixabay.png", "tags": [ "Tipi di circolazione sull'Italia" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/news/tipi-di-circolazione-sullitalia/depressione-ionio/", "url": "https://www.iconameteo.it/news/tipi-di-circolazione-sullitalia/depressione-ionio/", "title": "Depressione Ionio", "content_html": "Proseguiamo con la descrizione dei dodici Tipi di Circolazione atmosferica (TC) classificati sull\u2019Europa Centro-meridionale da una SOM (Self Organizing Maps), o Mappa di Kohonen, una tipologia di rete neurale artificiale ad apprendimento non supervisionato.
\nAnalizziamo il quinto TC della lista creata da SOM: lo abbiamo chiamato \u201cDepressione Ionio\u201d. Si tratta del secondo TC pi\u00f9 raro, infatti in un anno \u00e8 presente mediamente solo nel 5,4% dei giorni (vedi istogramma). E\u2019 omogeneamente distribuito nelle stagioni, e spesso precede lo sviluppo di TC6 \u2013 Anticiclone delle Azzorre o TC9 \u2013 Anticiclone di blocco, risultando come questi ultimi un TC associato a tempo stabile sulla maggior parte del nostro Paese.
\nTC5 \u2013 Depressione Ionio sta diventando leggermente pi\u00f9 frequente durante l\u2019estate (vedi grafico delle tendenze stagionali), come nel caso di TC6 \u2013 Anticiclone delle Azzorre, al quale, come abbiamo detto, \u00e8 spesso associato.
\nLe configurazioni dei campi termodinamici di questo tipo di circolazione mostrano caratteristiche sinottiche in parte similari a quelle di TC1 \u2013 Maestrale \u00a0e\u00a0 TC2 \u2013 Depressione Egeo. Per una loro descrizione si rimanda quindi alle schede specifiche. Verranno qui di seguito evidenziati solo gli elementi che le distinguono.
\nCircolazione al livello del mare: pressione s.l.m.
\nIl centro dell\u2019area di bassa pressione ha una posizione mediamente pi\u00f9 meridionale con minimo principale tra lo Ionio e il Peloponneso; il promontorio di alta pressione mostra una maggiore estensione verso il settore settentrionale della penisola balcanica; il gradiente di pressione tra le due figure bariche, seppure ancora presente lungo la linea tra l\u2019arco alpino, il Massiccio Centrale e i Pirenei, \u00e8 ovunque meno pronunciato (minore variazione orizzontale).
\nCircolazione in quota: geopotenziale a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.) e 500 hPa (circa 5500 metri s.l.m.)
\nL\u2019asse della saccatura di bassa pressione, sempre con direttrice nordest-sudovest, ha una posizione pi\u00f9 orientale e inclinata e attraversa l\u2019Italia all\u2019altezza delle regioni meridionali. Le correnti che seguono l\u2019asse gradualmente acquisiscono una curvatura anticiclonica, evidente gi\u00e0 all\u2019altezza dell\u2019Italia settentrionale e della Francia meridionale. Il corrispondente promontorio di alta pressione ha il suo asse con direttrice nordest-sudovest posizionato tra Benelux, nord della Francia e Golfo di Biscaglia. Il flusso anche in questo caso impatta le barriere orografiche, dalle Alpi ai Pirenei, con componente per lo pi\u00f9 perpendicolare, un andamento ancora favorevole al verificarsi di venti discendenti. \u00a0Il gradiente barico meno pronunciato \u00e8 per\u00f2 sintomo di episodi meno intensi sia in termini di intensit\u00e0 del vento prodotto che di estensione lontano dai monti nel versante sottovento (Foehn ad esempio meno impetuoso e maggiormente concentrato nelle valli alpine e nelle vicine fasce pedemontane).
\nTemperatura a 850 hPa (circa 1500 metri\u00a0 s.l.m.)
\nIl nucleo principale dell\u2019aria fredda ha una posizione pi\u00f9 orientale tra la Polonia e l\u2019Ucraina con un conseguente afflusso pi\u00f9 pronunciato verso la Penisola balcanica e il vicino Adriatico. Pi\u00f9 a ovest, lo sbarramento offerto dalle\u00a0 Alpi \u00e8 pi\u00f9 efficace e gli affondi dell\u2019aria fredda verso il Golfo del Leone meno pronunciati (episodi di Mistral meno intensi).
\nUmidit\u00e0 specifica a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.)
\nL\u2019area pi\u00f9 umida rimane sempre posizionata sulla penisola balcanica ma con un massimo meno pronunciato e con livelli di umidit\u00e0 meno evidenti anche sull\u2019Italia, sintomo di passaggi nuvolosi meno consistenti e maggiormente concentrati intorno alle Alpi orientali e sul Meridione.
\nDistribuzione delle precipitazioni sull\u2019Italia
\nIn coincidenza di questo tipo di circolazione possibili fasi di maltempo con precipitazioni possono riguardare:
\nLe figure che seguono mostrano la distribuzione delle precipitazioni dall\u2019estate 2017 alla primavera 2018 (dati CPC Unified Gauge-based Analysis of Global Daily Precipitation) e l\u2019immagine del satellite Meteosat di una giornata con TC5 \u2013 Depressione Ionio (19 luglio 2020).
\n\u00a9 Icona Clima – Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Clima) e il link al contenuto originale (Depressione Ionio)
\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Depressione Ionio)
\n", "content_text": "Proseguiamo con la descrizione dei dodici Tipi di Circolazione atmosferica (TC) classificati sull\u2019Europa Centro-meridionale da una SOM (Self Organizing Maps), o Mappa di Kohonen, una tipologia di rete neurale artificiale ad apprendimento non supervisionato.\nAnalizziamo il quinto TC della lista creata da SOM: lo abbiamo chiamato \u201cDepressione Ionio\u201d. Si tratta del secondo TC pi\u00f9 raro, infatti in un anno \u00e8 presente mediamente solo nel 5,4% dei giorni (vedi istogramma). E\u2019 omogeneamente distribuito nelle stagioni, e spesso precede lo sviluppo di TC6 \u2013 Anticiclone delle Azzorre o TC9 \u2013 Anticiclone di blocco, risultando come questi ultimi un TC associato a tempo stabile sulla maggior parte del nostro Paese.\n\nTC5 \u2013 Depressione Ionio sta diventando leggermente pi\u00f9 frequente durante l\u2019estate (vedi grafico delle tendenze stagionali), come nel caso di TC6 \u2013 Anticiclone delle Azzorre, al quale, come abbiamo detto, \u00e8 spesso associato.\n\nLe configurazioni dei campi termodinamici di questo tipo di circolazione mostrano caratteristiche sinottiche in parte similari a quelle di TC1 \u2013 Maestrale \u00a0e\u00a0 TC2 \u2013 Depressione Egeo. Per una loro descrizione si rimanda quindi alle schede specifiche. Verranno qui di seguito evidenziati solo gli elementi che le distinguono.\nCircolazione al livello del mare: pressione s.l.m.\nIl centro dell\u2019area di bassa pressione ha una posizione mediamente pi\u00f9 meridionale con minimo principale tra lo Ionio e il Peloponneso; il promontorio di alta pressione mostra una maggiore estensione verso il settore settentrionale della penisola balcanica; il gradiente di pressione tra le due figure bariche, seppure ancora presente lungo la linea tra l\u2019arco alpino, il Massiccio Centrale e i Pirenei, \u00e8 ovunque meno pronunciato (minore variazione orizzontale).\n\nCircolazione in quota: geopotenziale a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.) e 500 hPa (circa 5500 metri s.l.m.)\nL\u2019asse della saccatura di bassa pressione, sempre con direttrice nordest-sudovest, ha una posizione pi\u00f9 orientale e inclinata e attraversa l\u2019Italia all\u2019altezza delle regioni meridionali. Le correnti che seguono l\u2019asse gradualmente acquisiscono una curvatura anticiclonica, evidente gi\u00e0 all\u2019altezza dell\u2019Italia settentrionale e della Francia meridionale. Il corrispondente promontorio di alta pressione ha il suo asse con direttrice nordest-sudovest posizionato tra Benelux, nord della Francia e Golfo di Biscaglia. Il flusso anche in questo caso impatta le barriere orografiche, dalle Alpi ai Pirenei, con componente per lo pi\u00f9 perpendicolare, un andamento ancora favorevole al verificarsi di venti discendenti. \u00a0Il gradiente barico meno pronunciato \u00e8 per\u00f2 sintomo di episodi meno intensi sia in termini di intensit\u00e0 del vento prodotto che di estensione lontano dai monti nel versante sottovento (Foehn ad esempio meno impetuoso e maggiormente concentrato nelle valli alpine e nelle vicine fasce pedemontane).\n\nTemperatura a 850 hPa (circa 1500 metri\u00a0 s.l.m.)\nIl nucleo principale dell\u2019aria fredda ha una posizione pi\u00f9 orientale tra la Polonia e l\u2019Ucraina con un conseguente afflusso pi\u00f9 pronunciato verso la Penisola balcanica e il vicino Adriatico. Pi\u00f9 a ovest, lo sbarramento offerto dalle\u00a0 Alpi \u00e8 pi\u00f9 efficace e gli affondi dell\u2019aria fredda verso il Golfo del Leone meno pronunciati (episodi di Mistral meno intensi).\n\nUmidit\u00e0 specifica a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.)\nL\u2019area pi\u00f9 umida rimane sempre posizionata sulla penisola balcanica ma con un massimo meno pronunciato e con livelli di umidit\u00e0 meno evidenti anche sull\u2019Italia, sintomo di passaggi nuvolosi meno consistenti e maggiormente concentrati intorno alle Alpi orientali e sul Meridione.\n\nDistribuzione delle precipitazioni sull\u2019Italia\nIn coincidenza di questo tipo di circolazione possibili fasi di maltempo con precipitazioni possono riguardare:\n\nLe Alpi orientali di confine, principalmente in Alto Adige, con coinvolgimento estivo delle corrispondenti Prealpi per effetti di tipo convettivo.\nIl settore adriatico: quasi eclusivamente il medio e basso Adriatico nel periodo primaverile ed estivo.\nL\u2019Appennino: quasi esclusivamente il settore centro-meridionale, con maggiore intensit\u00e0 in primavera e per effetti convettivi tra l\u2019estate e l\u2019autunno.\nIl resto del Sud peninsulare: principalmente in primavera, in forma minore per effetti convettivi in estate.\nIn forma pi\u00f9 episodica: in inverno il nordovest della Sardegna e il basso versante tirrenico tra la Calabria e il nord della Sicilia; il Lazio (primavera-estate)\n\nLe figure che seguono mostrano la distribuzione delle precipitazioni dall\u2019estate 2017 alla primavera 2018 (dati CPC Unified Gauge-based Analysis of Global Daily Precipitation) e l\u2019immagine del satellite Meteosat di una giornata con TC5 \u2013 Depressione Ionio (19 luglio 2020).\n\nCopyright Sat24.com/Eumetsat/Met Office\n\u00a9 Icona Clima – Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Clima) e il link al contenuto originale (Depressione Ionio)\n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Depressione Ionio)", "date_published": "2021-02-23T10:33:53+01:00", "date_modified": "2021-02-23T10:38:52+01:00", "authors": [ { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://iconameteo.it/contents/uploads/2021/02/Depressione-ionio.png", "tags": [ "Tipi di circolazione sull'Italia" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/news/tipi-di-circolazione-sullitalia/depressione-padana/", "url": "https://www.iconameteo.it/news/tipi-di-circolazione-sullitalia/depressione-padana/", "title": "Depressione padana", "content_html": "Proseguiamo con la descrizione dei dodici Tipi di Circolazione atmosferica (TC) classificati sull\u2019Europa Centro-meridionale da una SOM (Self Organizing Maps), o Mappa di Kohonen, una tipologia di rete neurale artificiale ad apprendimento non supervisionato.
\nAnalizziamo il terzo TC della lista creata da SOM: lo abbiamo chiamato \u201cDepressione Padana\u201d. In un anno, \u00e8 presente mediamente nel 9,5% dei giorni (vedi istogramma). Si tratta del TC pi\u00f9 frequente durante l\u2019estate e corrisponde al transito sull\u2019Europa centrale di perturbazioni in arrivo dal Medio Atlantico che, lambendo il settore alpino, interrompono temporaneamente la calura e il tempo stabile associati ai TC anticiclonici, scatenando fenomeni temporaleschi anche molto violenti soprattutto al Nord, in particolare sul settore orientale, dove a volte si sviluppano anche trombe d\u2019aria.
\nTC3 \u2013 Depressione Padana sta diventando sempre meno frequente proprio nella \u201csua\u201d stagione, durante la quale stanno invece aumentando i TC anticiclonici, soprattutto TC6 \u2013 Anticiclone delle Azzorre e TC11 \u2013 Anticiclone Nordafricano. Tende invece a divenire sempre pi\u00f9 frequente nella stagione autunnale (vedi grafico delle tendenze stagionali).
Analizziamo ora le caratteristiche termo dinamiche di questo tipo di circolazione.
\nCircolazione al livello del mare: pressione s.l.m.
\nLa distribuzione della pressione al livello del mare vede la presenza di un\u2019area di bassa pressione che dal suo minimo principale mediamente centrato tra la Germania orientale e la Polonia si allunga verso sud in direzione dei Balcani e dell\u2019Italia con presenza di un minimo secondario sotto vento alle Alpi tra la Val Padana e l\u2019alto Adriatico. Tale configurazione \u00e8 coerente al passaggio di una perturbazione atlantica che si muove da ovest verso est sull\u2019Europa centrale insieme alla corrispondente depressione mobile; sull\u2019Italia e i Balcani transita la coda meridionale pi\u00f9 o meno attiva della perturbazione. Alle spalle di questo fronte la pressione torna a salire con un promontorio che dal suo massimo centrato sul Golfo di Biscaglia si allunga fino alla Svizzera e alla Germania meridionale. Tra le due figure bariche si nota un gradiente di pressione (variazione orizzontale della pressione) pi\u00f9 marcato all\u2019altezza delle Alpi occidentali.
\nCircolazione in quota: geopotenziale a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.) e 500 hPa (circa 5500 metri s.l.m.)
\nNelle configurazioni del geopotenziale a 700 e 500 hPa si individua la saccatura di bassa pressione collegata alla suddetta perturbazione atlantica con asse di direttrice nord-sud e con minimo posizionato mediamente intorno al Mare del Nord. L\u2019asse attraversa l\u2019Italia in coincidenza delle regioni nord-occidentali e della Sardegna. Le correnti ad andamento ciclonico a cavallo dell\u2019asse hanno una componente prevalentemente occidentale e favoriscono quindi afflussi di masse d\u2019aria provenienti dal medio Atlantico. L\u2019interazione delle correnti da ovest con le Alpi occidentali si pu\u00f2 tradurre in episodi di venti di Foehn in discesa verso la pianura piemontese dopo il passaggio del fronte perturbato. Sulla 700 hPa si nota proprio all\u2019altezza delle Alpi piemontesi il cosiddetto \u201cnaso del Foehn\u201d.
\nTemperatura a 850 hPa (circa 1500 metri\u00a0 s.l.m.)
\nLa direttrice occidentale delle correnti in quota favorisce afflussi di aria con caratteristiche termiche tipiche del medio Atlantico e non determina marcati affondi di aria fredda verso latitudini pi\u00f9 basse o viceversa. Le isoterme nella distribuzione della temperatura a 850 hPa mostrano infatti un andamento pressoch\u00e9 orizzontale, specie nell\u2019area mediterranea. Leggermente pi\u00f9 a nord, all\u2019altezza delle regioni settentrionali questo andamento viene deformato dall\u2019azione di sbarramento della barriera alpina e dall\u2019effetto favonico dei venti di caduta all\u2019altezza del Piemonte. L\u2019aria pi\u00f9 fredda nel nordovest dell\u2019area in esame non \u00e8 altro che il nucleo freddo che occupa il cuore dei cicloni dinamici e segue il fronte freddo della perturbazione.
\nUmidit\u00e0 specifica a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.)
La distribuzione dell\u2019umidit\u00e0 specifica a 700 hPa, un indicatore approssimato della collocazione dei sistemi nuvolosi pi\u00f9 importanti, ci mostra l\u2019area pi\u00f9 umida estesa tra i Paesi alpini, la penisola italiana e quella balcanica dove stanno\u00a0 transitando gli ammassi nuvolosi della perturbazione. L\u2019umidit\u00e0 diminuisce verso ovest dove la perturbazione \u00e8 gi\u00e0 transitata ed \u00e8 in atto un miglioramento del tempo con le schiarite pi\u00f9 decise e diffuse sulla Francia, quindi a ridosso del massimo dell\u2019alta pressione.
\nDistribuzione delle precipitazioni sull\u2019Italia
In coincidenza di questo tipo di circolazione, possibili fasi di maltempo con precipitazioni possono riguardare:
\nLe figure che seguono mostrano la distribuzione delle precipitazioni dall\u2019estate 2017 alla primavera 2018 (dati CPC Unified Gauge-based Analysis of Global Daily Precipitation) e l\u2019immagine del satellite Meteosat di una giornata con TC3 \u2013 Depressione Padana (3 agosto 2020).
\nL’articolo Depressione padana proviene da Icona Clima.
\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Depressione padana)
\n", "content_text": "Proseguiamo con la descrizione dei dodici Tipi di Circolazione atmosferica (TC) classificati sull\u2019Europa Centro-meridionale da una SOM (Self Organizing Maps), o Mappa di Kohonen, una tipologia di rete neurale artificiale ad apprendimento non supervisionato.\nAnalizziamo il terzo TC della lista creata da SOM: lo abbiamo chiamato \u201cDepressione Padana\u201d. In un anno, \u00e8 presente mediamente nel 9,5% dei giorni (vedi istogramma). Si tratta del TC pi\u00f9 frequente durante l\u2019estate e corrisponde al transito sull\u2019Europa centrale di perturbazioni in arrivo dal Medio Atlantico che, lambendo il settore alpino, interrompono temporaneamente la calura e il tempo stabile associati ai TC anticiclonici, scatenando fenomeni temporaleschi anche molto violenti soprattutto al Nord, in particolare sul settore orientale, dove a volte si sviluppano anche trombe d\u2019aria.\nTC3 \u2013 Depressione Padana sta diventando sempre meno frequente proprio nella \u201csua\u201d stagione, durante la quale stanno invece aumentando i TC anticiclonici, soprattutto TC6 \u2013 Anticiclone delle Azzorre e TC11 \u2013 Anticiclone Nordafricano. Tende invece a divenire sempre pi\u00f9 frequente nella stagione autunnale (vedi grafico delle tendenze stagionali).\n\nAnalizziamo ora le caratteristiche termo dinamiche di questo tipo di circolazione.\nCircolazione al livello del mare: pressione s.l.m. \nLa distribuzione della pressione al livello del mare vede la presenza di un\u2019area di bassa pressione che dal suo minimo principale mediamente centrato tra la Germania orientale e la Polonia si allunga verso sud in direzione dei Balcani e dell\u2019Italia con presenza di un minimo secondario sotto vento alle Alpi tra la Val Padana e l\u2019alto Adriatico. Tale configurazione \u00e8 coerente al passaggio di una perturbazione atlantica che si muove da ovest verso est sull\u2019Europa centrale insieme alla corrispondente depressione mobile; sull\u2019Italia e i Balcani transita la coda meridionale pi\u00f9 o meno attiva della perturbazione. Alle spalle di questo fronte la pressione torna a salire con un promontorio che dal suo massimo centrato sul Golfo di Biscaglia si allunga fino alla Svizzera e alla Germania meridionale. Tra le due figure bariche si nota un gradiente di pressione (variazione orizzontale della pressione) pi\u00f9 marcato all\u2019altezza delle Alpi occidentali.\n\nCircolazione in quota: geopotenziale a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.) e 500 hPa (circa 5500 metri s.l.m.)\nNelle configurazioni del geopotenziale a 700 e 500 hPa si individua la saccatura di bassa pressione collegata alla suddetta perturbazione atlantica con asse di direttrice nord-sud e con minimo posizionato mediamente intorno al Mare del Nord. L\u2019asse attraversa l\u2019Italia in coincidenza delle regioni nord-occidentali e della Sardegna. Le correnti ad andamento ciclonico a cavallo dell\u2019asse hanno una componente prevalentemente occidentale e favoriscono quindi afflussi di masse d\u2019aria provenienti dal medio Atlantico. L\u2019interazione delle correnti da ovest con le Alpi occidentali si pu\u00f2 tradurre in episodi di venti di Foehn in discesa verso la pianura piemontese dopo il passaggio del fronte perturbato. Sulla 700 hPa si nota proprio all\u2019altezza delle Alpi piemontesi il cosiddetto \u201cnaso del Foehn\u201d.\n\nTemperatura a 850 hPa (circa 1500 metri\u00a0 s.l.m.)\nLa direttrice occidentale delle correnti in quota favorisce afflussi di aria con caratteristiche termiche tipiche del medio Atlantico e non determina marcati affondi di aria fredda verso latitudini pi\u00f9 basse o viceversa. Le isoterme nella distribuzione della temperatura a 850 hPa mostrano infatti un andamento pressoch\u00e9 orizzontale, specie nell\u2019area mediterranea. Leggermente pi\u00f9 a nord, all\u2019altezza delle regioni settentrionali questo andamento viene deformato dall\u2019azione di sbarramento della barriera alpina e dall\u2019effetto favonico dei venti di caduta all\u2019altezza del Piemonte. L\u2019aria pi\u00f9 fredda nel nordovest dell\u2019area in esame non \u00e8 altro che il nucleo freddo che occupa il cuore dei cicloni dinamici e segue il fronte freddo della perturbazione.\nUmidit\u00e0 specifica a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.)\nLa distribuzione dell\u2019umidit\u00e0 specifica a 700 hPa, un indicatore approssimato della collocazione dei sistemi nuvolosi pi\u00f9 importanti, ci mostra l\u2019area pi\u00f9 umida estesa tra i Paesi alpini, la penisola italiana e quella balcanica dove stanno\u00a0 transitando gli ammassi nuvolosi della perturbazione. L\u2019umidit\u00e0 diminuisce verso ovest dove la perturbazione \u00e8 gi\u00e0 transitata ed \u00e8 in atto un miglioramento del tempo con le schiarite pi\u00f9 decise e diffuse sulla Francia, quindi a ridosso del massimo dell\u2019alta pressione.\nDistribuzione delle precipitazioni sull\u2019Italia\nIn coincidenza di questo tipo di circolazione, possibili fasi di maltempo con precipitazioni possono riguardare:\n\nPrincipalmente il settore alpino, l\u2019alta Val Padana e Il Triveneto con precipitazioni anche intense dalla primavera all\u2019autunno e con episodi anche violenti di origine convettiva nella stagione estiva (casi di trombe d\u2019aria nel Nordest).\nEmilia Romagna e regioni centrali: principalmente nel periodo autunnale. In primavera ed estate episodi di instabilit\u00e0 convettiva per lo pi\u00f9 concentrati nelle zone interne. In inverno fenomeni concentrati su Toscana e zone appenniniche.\nIn forma pi\u00f9 episodica l\u2019Appennino meridionale (autunno-inverno), il basso Tirreno (principalmente in autunno), il resto del Sud e la Sardegna (autunno).\n\nLe figure che seguono mostrano la distribuzione delle precipitazioni dall\u2019estate 2017 alla primavera 2018 (dati CPC Unified Gauge-based Analysis of Global Daily Precipitation) e l\u2019immagine del satellite Meteosat di una giornata con TC3 \u2013 Depressione Padana (3 agosto 2020).\n\nsatellite Meteosat (copyright Sat24.com/Eumetsat/Met Office)\nL’articolo Depressione padana proviene da Icona Clima.\n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Depressione padana)", "date_published": "2021-02-08T09:46:46+01:00", "date_modified": "2021-02-08T19:26:22+01:00", "authors": [ { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://iconameteo.it/contents/uploads/2021/02/depressione-padana-pixabay.png", "tags": [ "Tipi di circolazione sull'Italia" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/news/tipi-di-circolazione-sullitalia/depressione-egeo/", "url": "https://www.iconameteo.it/news/tipi-di-circolazione-sullitalia/depressione-egeo/", "title": "Depressione Egeo", "content_html": "Proseguiamo con la descrizione dei dodici Tipi di Circolazione atmosferica (TC) classificati sull\u2019Europa Centro-meridionale da una SOM (Self Organizing Maps), o Mappa di Kohonen, una tipologia di rete neurale artificiale ad apprendimento non supervisionato.
\nAnalizziamo il secondo TC della lista creata da SOM: lo abbiamo chiamato \u201cDepressione Egeo\u201d. In un anno, \u00e8 presente mediamente nel 7,0% dei giorni (vedi istogramma). E\u2019 relativamente frequente nella tarda primavera e durante l\u2019estate, associato allo scorrimento sull\u2019Europa centrale di perturbazioni in arrivo dal Nordatlantico che, lambendo l\u2019Italia, provocano spesso lo sviluppo di fenomeni temporaleschi anche intensi, soprattutto al Nordest e sulle regioni del Medio Adriatico.
\nLa presenza di TC2 \u2013 Depressione Egeo negli ultimi sedici anni mostra un leggero decremento nel tempo,\u00a0 tranne nella stagione autunnale, durante la quale si pu\u00f2 apprezzare invece un lieve aumento (vedi grafico delle tendenze stagionali).
Le configurazioni dei campi termodinamici di questo tipo di circolazione mostrano caratteristiche sinottiche similari a quelle di TC1 \u2013 Maestrale. Verranno quindi di seguito evidenziati solo gli elementi che le distinguono.
\nCircolazione al livello del mare: pressione s.l.m.
\nIl centro dell\u2019area di bassa pressione ha una posizione mediamente pi\u00f9 orientale con minimo principale tra la Grecia e l\u2019Egeo; il promontorio di alta pressione mostra una minore estensione verso le Isole Britanniche e il Mare del Nord; il gradiente di pressione \u00e8 meno pronunciato (minore variazione orizzontale) nel settore delle Alpi orientali.
\nCircolazione in quota: geopotenziale a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.) e 500 hPa (circa 5500 metri s.l.m.)
\nIntorno all\u2019asse della saccatura di bassa pressione, sempre con direttrice nordest-sudovest che attraversa l\u2019Italia, le correnti mostrano una curvatura meno pronunciata, sono \u201cpi\u00f9 lisce\u201d; le correnti che seguono l\u2019asse hanno una maggiore componente occidentale ossia sono di provenienza meno settentrionale. Il loro andamento \u00e8 ancora favorevole al verificarsi di venti discendenti \u00a0sotto vento ai Pirenei, al Massiccio Centrale e alle Alpi occidentali (Foehn al Nordovest) mentre diminuisce l\u2019angolo di incidenza rispetto al comparto centro-orientale delle Alpi. Ne conseguono condizioni mediamente meno favorevoli all\u2019innesco della Bora sull\u2019alto Adriatico con episodi meno frequenti o meno intensi. Concordemente anche il \u00a0cosiddetto \u201cnaso del Foehn\u201d a 700 hPa tende a smussarsi sulle Alpi orientali.
\nTemperatura a 850 hPa (circa 1500 metri\u00a0 s.l.m.)
\nIl nucleo principale dell\u2019aria fredda che viene sospinta verso latitudini pi\u00f9 basse ha una posizione pi\u00f9 occidentale tra il nord della Germania e l\u2019Olanda.
\nUmidit\u00e0 specifica a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.)
Si nota una configurazione leggermente pi\u00f9 umida al Nordest, probabilmente collegata alla minor frequenza dei venti di caduta e del loro effetto asciugante, e leggermente pi\u00f9 asciutta sul medio Adriatico, probabilmente ascrivibile a una minore frequenza e insistenza di correnti umide da nord-nordest che addossino nubi al versante adriatico dell\u2019Appennino centrale.
\nDistribuzione delle precipitazioni sull\u2019Italia
In coincidenza di questo tipo di circolazione possibili fasi di maltempo con precipitazioni possono riguardare:
\nLe figure che seguono mostrano la distribuzione delle precipitazioni dall\u2019estate 2017 alla primavera 2018 (dati CPC Unified Gauge-based Analysis of Global Daily Precipitation) e l\u2019immagine del satellite Meteosat di una giornata con TC2 \u2013 Depressione Egeo (6 luglio 2018).
\nL’articolo Depressione Egeo proviene da Icona Clima.
\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Depressione Egeo)
\n", "content_text": "Proseguiamo con la descrizione dei dodici Tipi di Circolazione atmosferica (TC) classificati sull\u2019Europa Centro-meridionale da una SOM (Self Organizing Maps), o Mappa di Kohonen, una tipologia di rete neurale artificiale ad apprendimento non supervisionato.\nAnalizziamo il secondo TC della lista creata da SOM: lo abbiamo chiamato \u201cDepressione Egeo\u201d. In un anno, \u00e8 presente mediamente nel 7,0% dei giorni (vedi istogramma). E\u2019 relativamente frequente nella tarda primavera e durante l\u2019estate, associato allo scorrimento sull\u2019Europa centrale di perturbazioni in arrivo dal Nordatlantico che, lambendo l\u2019Italia, provocano spesso lo sviluppo di fenomeni temporaleschi anche intensi, soprattutto al Nordest e sulle regioni del Medio Adriatico.\nLa presenza di TC2 \u2013 Depressione Egeo negli ultimi sedici anni mostra un leggero decremento nel tempo,\u00a0 tranne nella stagione autunnale, durante la quale si pu\u00f2 apprezzare invece un lieve aumento (vedi grafico delle tendenze stagionali).\n\nLe configurazioni dei campi termodinamici di questo tipo di circolazione mostrano caratteristiche sinottiche similari a quelle di TC1 \u2013 Maestrale. Verranno quindi di seguito evidenziati solo gli elementi che le distinguono.\nCircolazione al livello del mare: pressione s.l.m. \nIl centro dell\u2019area di bassa pressione ha una posizione mediamente pi\u00f9 orientale con minimo principale tra la Grecia e l\u2019Egeo; il promontorio di alta pressione mostra una minore estensione verso le Isole Britanniche e il Mare del Nord; il gradiente di pressione \u00e8 meno pronunciato (minore variazione orizzontale) nel settore delle Alpi orientali.\n\nCircolazione in quota: geopotenziale a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.) e 500 hPa (circa 5500 metri s.l.m.)\nIntorno all\u2019asse della saccatura di bassa pressione, sempre con direttrice nordest-sudovest che attraversa l\u2019Italia, le correnti mostrano una curvatura meno pronunciata, sono \u201cpi\u00f9 lisce\u201d; le correnti che seguono l\u2019asse hanno una maggiore componente occidentale ossia sono di provenienza meno settentrionale. Il loro andamento \u00e8 ancora favorevole al verificarsi di venti discendenti \u00a0sotto vento ai Pirenei, al Massiccio Centrale e alle Alpi occidentali (Foehn al Nordovest) mentre diminuisce l\u2019angolo di incidenza rispetto al comparto centro-orientale delle Alpi. Ne conseguono condizioni mediamente meno favorevoli all\u2019innesco della Bora sull\u2019alto Adriatico con episodi meno frequenti o meno intensi. Concordemente anche il \u00a0cosiddetto \u201cnaso del Foehn\u201d a 700 hPa tende a smussarsi sulle Alpi orientali.\n\nTemperatura a 850 hPa (circa 1500 metri\u00a0 s.l.m.)\nIl nucleo principale dell\u2019aria fredda che viene sospinta verso latitudini pi\u00f9 basse ha una posizione pi\u00f9 occidentale tra il nord della Germania e l\u2019Olanda.\nUmidit\u00e0 specifica a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.)\nSi nota una configurazione leggermente pi\u00f9 umida al Nordest, probabilmente collegata alla minor frequenza dei venti di caduta e del loro effetto asciugante, e leggermente pi\u00f9 asciutta sul medio Adriatico, probabilmente ascrivibile a una minore frequenza e insistenza di correnti umide da nord-nordest che addossino nubi al versante adriatico dell\u2019Appennino centrale.\nDistribuzione delle precipitazioni sull\u2019Italia\nIn coincidenza di questo tipo di circolazione possibili fasi di maltempo con precipitazioni possono riguardare:\n\nIl settore alpino: principalmente quello centro-orientale e di confine. Coinvolgimento estivo delle Alpi occidentali e tra primavera ed estate delle Prealpi orientali per effetti di tipo convettivo.\nIl settore adriatico: principalmente l\u2019alto Adriatico e con maggiore frequenza e intensit\u00e0 in primavera e in estate, specie sul Triveneto per innesco di fenomeni convettivi; fenomenologia meno frequente sul medio Adriatico (primavera-estate) e sul basso Adriatico (autunno).\nL\u2019Appennino: soprattutto tra primavera ed estate quello centro-settentrionale, in primavera e autunno quello meridionale.\nIl resto del Sud peninsulare: principalmente tra l\u2019autunno e la primavera.\nIn forma pi\u00f9 episodica il Nordovest (convezione estiva e di inizio autunno), il medio Tirreno (primavera, estate) e la Sicilia (autunno)\n\nLe figure che seguono mostrano la distribuzione delle precipitazioni dall\u2019estate 2017 alla primavera 2018 (dati CPC Unified Gauge-based Analysis of Global Daily Precipitation) e l\u2019immagine del satellite Meteosat di una giornata con TC2 \u2013 Depressione Egeo (6 luglio 2018).\n\nsatellite Meteosat (copyright Sat24.com/Eumetsat/Met Office)\nL’articolo Depressione Egeo proviene da Icona Clima.\n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Depressione Egeo)", "date_published": "2021-02-08T09:46:01+01:00", "date_modified": "2021-02-10T11:52:11+01:00", "authors": [ { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://iconameteo.it/contents/uploads/2021/02/depressione-egeo.png", "tags": [ "Tipi di circolazione sull'Italia" ] }, { "id": "https://www.iconameteo.it/news/tipi-di-circolazione-sullitalia/maestrale/", "url": "https://www.iconameteo.it/news/tipi-di-circolazione-sullitalia/maestrale/", "title": "Maestrale", "content_html": "Iniziamo a conoscere nel dettaglio le caratteristiche dei dodici Tipi di Circolazione atmosferica (TC) classificati sull\u2019Europa Centro-meridionale da una SOM (Self Organizing Map), o Mappa di Kohonen, una tipologia di rete neurale artificiale ad apprendimento non supervisionato.
\nAnalizziamo il primo TC della lista creata da SOM: lo abbiamo chiamato \u201cMaestrale\u201d. E\u2019 il secondo TC pi\u00f9 frequente, dopo TC9 \u2013 \u00a0Anticiclone di blocco. E\u2019 infatti presente nel 10,8 % dei giorni (vedi istogramma).
\nCome TC9 \u2013 Anticiclone di blocco, anche TC1 \u2013 Maestrale \u00e8 tipico dei mesi pi\u00f9 freschi, soprattutto l\u2019inverno e la primavera. E\u2019 associato all\u2019irruzione di aria fredda artica nel Mediterraneo occidentale attraverso il Golfo del Leone, sottoforma di venti anche burrascosi con direttrice nord-ovest \u2013 sud-est, il Maestrale appunto, associato a venti di caduta (Foehn o Favonio), a volte anche violenti e rafficosi, tra Piemonte e Lombardia.
\nTC1 \u2013 Maestrale sta diventando leggermente pi\u00f9 frequente in primavera, mentre la sua presenza si sta rarefacendo nelle altre stagioni, soprattutto nella \u201csua\u201d stagione, l\u2019inverno. TC1 \u2013 Maestrale \u00e8 stato il grande assente del 2020, con quasi tre settimane in meno di presenza rispetto alla media dei quindici anni precedenti (vedi grafico delle tendenze stagionali).
\nAnalizziamo ora le caratteristiche termo dinamiche di questo tipo di circolazione.
\nCircolazione al livello del mare: pressione s.l.m.
\nLa distribuzione della pressione al livello del mare vede la presenza di un\u2019area di bassa pressione estesa sulle nostre regioni centromeridionali e nel sud della penisola balcanica, con centro mediamente collocato tra il Meridione e la Grecia, contrapposta a un promontorio di alta pressione che dalla Francia e il vicino Atlantico si protende verso le Isole Britanniche e il settore centrale dell\u2019Europa. Tra le due figure bariche si nota il marcato gradiente di pressione (variazione orizzontale della pressione) lungo una linea tra l\u2019arco alpino, il Massiccio Centrale e i Pirenei.
\nCircolazione in quota: geopotenziale a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.) e 500 hPa (circa 5500 metri s.l.m.)
\nNelle configurazioni del geopotenziale a 700 e 500 hPa si individua una saccatura di bassa pressione con asse di direttrice nordest-sudovest tra un minimo posizionato sulla Polonia e il settore nordafricano tra l\u2019Algeria e la Tunisia. L\u2019asse attraversa quindi l\u2019Italia in coincidenza delle regioni centrali. Le correnti che lo seguono sono nord-occidentali e impattano quindi trasversalmente la catena delle Alpi e le barriere orografiche offerte dal Massiccio Centrale. Questo andamento, associato al suddetto gradiente barico al suolo, indica condizioni mediamente favorevoli al verificarsi di venti discendenti (catabatici) sotto vento alle catene montuose (venti di Foehn in discesa dalle Alpi al Nordovest, di Bora sull\u2019alto Adriatico). Il loro ingresso nel Mediterraneo attraverso la valle del Rodano e il Golfo del Leone si traduce nella presenza di intensi venti di Maestrale. Sulla 700 hPa si nota ancora una leggera deformazione delle correnti all\u2019altezza dell\u2019arco alpino, il cosiddetto \u201cnaso del Foehn\u201d, con un andamento anticiclonico sopravento a cui segue la curvatura ciclonica a sud della linea delle Alpi.
\nTemperatura a 850 hPa (circa 1500 metri\u00a0 s.l.m.)
\nLa direttrice nord-occidentale delle correnti in quota favorisce afflussi di aria pi\u00f9 fredda, con nucleo principale tra il\u00a0 nord della Germania e la Polonia occidentale, in ingresso verso il Mediterraneo, l\u2019Italia e i Balcani. La distribuzione della temperatura a 850 hPa mostra chiaramente l\u2019azione di sbarramento della barriera alpina a quote intorno ai 1500 metri di quota. Mentre il raffreddamento al Nordovest \u00e8 parzialmente contenuto dall\u2019effetto favonico dei venti di caduta, la propagazione dell\u2019aria pi\u00f9 fredda verso l\u2019Adriatico e la penisola sono pi\u00f9 pronunciati con cali termici mediamente pi\u00f9 marcati sul settore del medio e alto Adriatico.
\nUmidit\u00e0 specifica a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.)
\nLa distribuzione dell\u2019umidit\u00e0 specifica a 700 hPa, un indicatore approssimato della collocazione dei sistemi nuvolosi pi\u00f9 importanti, ci mostra un\u2019area pi\u00f9 asciutta non solo tra l\u2019Europa centrale e la Francia, dove gli effetti dell\u2019alta pressione sono pi\u00f9 evidenti, ma anche nel Golfo del Leone, dove l\u2019aria asciutta affluisce sospinta dal Maestrale, e nelle regioni di Nordovest dove sottovento alle Alpi mediamente prevale l\u2019effetto asciugante dei venti di caduta (rasserenamento da Foehn). L\u2019umidit\u00e0 poi cresce verso il Nordest e la penisola italiana raggiungendo i suoi massimi in quella balcanica. Si nota infine una propaggine umida che si allunga fino alle Alpi occidentali, coerente con il possibile addossamento delle nuvole che si formano per sollevamento orografico sul lato settentrionale della catena alpina investita dal flusso nord-occidentale.
\nDistribuzione delle precipitazioni sull\u2019Italia
\nIn coincidenza di questo tipo di circolazione, possibili fasi di maltempo con precipitazioni possono riguardare:
\nLe figure che seguono mostrano la distribuzione delle precipitazioni dall\u2019estate 2017 alla primavera 2018 (dati CPC Unified Gauge-based Analysis of Global Daily Precipitation) e l\u2019immagine del satellite Meteosat di una giornata con TC1 \u2013 Maestrale (7 marzo 2020, si noti il Nordovest dell\u2019Italia completamente sgombro dalle nuvole a causa del vento di Foehn).
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L’articolo Maestrale proviene da Icona Clima.
\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Maestrale)
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E\u2019 associato all\u2019irruzione di aria fredda artica nel Mediterraneo occidentale attraverso il Golfo del Leone, sottoforma di venti anche burrascosi con direttrice nord-ovest \u2013 sud-est, il Maestrale appunto, associato a venti di caduta (Foehn o Favonio), a volte anche violenti e rafficosi, tra Piemonte e Lombardia.\n\nTC1 \u2013 Maestrale sta diventando leggermente pi\u00f9 frequente in primavera, mentre la sua presenza si sta rarefacendo nelle altre stagioni, soprattutto nella \u201csua\u201d stagione, l\u2019inverno. TC1 \u2013 Maestrale \u00e8 stato il grande assente del 2020, con quasi tre settimane in meno di presenza rispetto alla media dei quindici anni precedenti (vedi grafico delle tendenze stagionali).\n\nAnalizziamo ora le caratteristiche termo dinamiche di questo tipo di circolazione.\nCircolazione al livello del mare: pressione s.l.m. \nLa distribuzione della pressione al livello del mare vede la presenza di un\u2019area di bassa pressione estesa sulle nostre regioni centromeridionali e nel sud della penisola balcanica, con centro mediamente collocato tra il Meridione e la Grecia, contrapposta a un promontorio di alta pressione che dalla Francia e il vicino Atlantico si protende verso le Isole Britanniche e il settore centrale dell\u2019Europa. Tra le due figure bariche si nota il marcato gradiente di pressione (variazione orizzontale della pressione) lungo una linea tra l\u2019arco alpino, il Massiccio Centrale e i Pirenei.\n\nCircolazione in quota: geopotenziale a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.) e 500 hPa (circa 5500 metri s.l.m.)\nNelle configurazioni del geopotenziale a 700 e 500 hPa si individua una saccatura di bassa pressione con asse di direttrice nordest-sudovest tra un minimo posizionato sulla Polonia e il settore nordafricano tra l\u2019Algeria e la Tunisia. L\u2019asse attraversa quindi l\u2019Italia in coincidenza delle regioni centrali. Le correnti che lo seguono sono nord-occidentali e impattano quindi trasversalmente la catena delle Alpi e le barriere orografiche offerte dal Massiccio Centrale. Questo andamento, associato al suddetto gradiente barico al suolo, indica condizioni mediamente favorevoli al verificarsi di venti discendenti (catabatici) sotto vento alle catene montuose (venti di Foehn in discesa dalle Alpi al Nordovest, di Bora sull\u2019alto Adriatico). Il loro ingresso nel Mediterraneo attraverso la valle del Rodano e il Golfo del Leone si traduce nella presenza di intensi venti di Maestrale. Sulla 700 hPa si nota ancora una leggera deformazione delle correnti all\u2019altezza dell\u2019arco alpino, il cosiddetto \u201cnaso del Foehn\u201d, con un andamento anticiclonico sopravento a cui segue la curvatura ciclonica a sud della linea delle Alpi.\n\nTemperatura a 850 hPa (circa 1500 metri\u00a0 s.l.m.)\nLa direttrice nord-occidentale delle correnti in quota favorisce afflussi di aria pi\u00f9 fredda, con nucleo principale tra il\u00a0 nord della Germania e la Polonia occidentale, in ingresso verso il Mediterraneo, l\u2019Italia e i Balcani. La distribuzione della temperatura a 850 hPa mostra chiaramente l\u2019azione di sbarramento della barriera alpina a quote intorno ai 1500 metri di quota. Mentre il raffreddamento al Nordovest \u00e8 parzialmente contenuto dall\u2019effetto favonico dei venti di caduta, la propagazione dell\u2019aria pi\u00f9 fredda verso l\u2019Adriatico e la penisola sono pi\u00f9 pronunciati con cali termici mediamente pi\u00f9 marcati sul settore del medio e alto Adriatico.\n\nUmidit\u00e0 specifica a 700 hPa (circa 3000 metri s.l.m.)\nLa distribuzione dell\u2019umidit\u00e0 specifica a 700 hPa, un indicatore approssimato della collocazione dei sistemi nuvolosi pi\u00f9 importanti, ci mostra un\u2019area pi\u00f9 asciutta non solo tra l\u2019Europa centrale e la Francia, dove gli effetti dell\u2019alta pressione sono pi\u00f9 evidenti, ma anche nel Golfo del Leone, dove l\u2019aria asciutta affluisce sospinta dal Maestrale, e nelle regioni di Nordovest dove sottovento alle Alpi mediamente prevale l\u2019effetto asciugante dei venti di caduta (rasserenamento da Foehn). L\u2019umidit\u00e0 poi cresce verso il Nordest e la penisola italiana raggiungendo i suoi massimi in quella balcanica. Si nota infine una propaggine umida che si allunga fino alle Alpi occidentali, coerente con il possibile addossamento delle nuvole che si formano per sollevamento orografico sul lato settentrionale della catena alpina investita dal flusso nord-occidentale.\n\nDistribuzione delle precipitazioni sull\u2019Italia\nIn coincidenza di questo tipo di circolazione, possibili fasi di maltempo con precipitazioni possono riguardare:\n\nIl settore alpino: principalmente quello centro-orientale e di confine con maggiore coinvolgimento estivo delle Alpi e Prealpi orientali per effetti di tipo convettivo.\nTutto il settore adriatico: sull\u2019alto Adriatico maggiore frequenza e intensit\u00e0 in estate per innesco di fenomeni convettivi e con maggiore coinvolgimento anche dell\u2019Emilia; sul basso Adriatico soprattutto in primavera e autunno.\nL\u2019Appennino: principalmente quello centro-meridionale, pi\u00f9 marginalmente quello tosco-emiliano.\nIl resto del Sud peninsulare e la Sicilia: principalmente tra l\u2019autunno e la primavera.\nIn forma pi\u00f9 episodica e fugace il Nordovest (primavera), il medio Tirreno (primavera, estate) e la Sardegna (autunno, primavera)\n\nLe figure che seguono mostrano la distribuzione delle precipitazioni dall\u2019estate 2017 alla primavera 2018 (dati CPC Unified Gauge-based Analysis of Global Daily Precipitation) e l\u2019immagine del satellite Meteosat di una giornata con TC1 \u2013 Maestrale (7 marzo 2020, si noti il Nordovest dell\u2019Italia completamente sgombro dalle nuvole a causa del vento di Foehn).\n\nl\u2019immagine del satellite Meteosat (copyright Sat24.com/Eumetsat/Met Office)\n \nL’articolo Maestrale proviene da Icona Clima.\n\n\u00a9 Icona Meteo - Il presente contenuto \u00e8 riproducibile solo in parte, non integralmente, inserendo la citazione della fonte (Icona Meteo) e il link al contenuto originale (Maestrale)", "date_published": "2021-02-08T09:45:11+01:00", "date_modified": "2021-02-08T19:25:10+01:00", "authors": [ { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" } ], "author": { "name": "Redazione Icona", "url": "https://www.iconameteo.it/author/matrixgd/", "avatar": "https://secure.gravatar.com/avatar/f319547b326b27024fe2c0540b0af5fc?s=512&d=wp_user_avatar&r=g" }, "image": "https://iconameteo.it/contents/uploads/2021/02/Immagine-Pixabay.png", "tags": [ "Tipi di circolazione sull'Italia" ] } ] }