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Giappone: continua l’emergenza incendi. Complici le condizioni meteo secche e ventose

L'incendio, scoppiato domenica a Okayama, ha bruciato un totale di 250 ettari di terreno nelle città di Okayama e Tamano, mentre l'incendio di Ehime ha divorato 119 ettari nella città di Imabari

Nel mese di marzo 2025, il Giappone ha affrontato una serie di incendi boschivi devastanti, con epicentro nella prefettura di Iwate. L‘incendio più significativo ha avuto origine nella città costiera di Ofunato. Questo rogo ha preso piede alla fine di febbraio, estendendosi rapidamente alle foreste circostanti, alimentato da condizioni climatiche estremamente secche e venti forti. In effetti, Ofunato ha registrato solo 2,5 millimetri di pioggia a febbraio, ben al di sotto della media storica di 41 millimetri. Il bilancio di questo incendio è stato drammatico: oltre 2.100 ettari di terreno sono stati ridotti in cenere, con più di 200 strutture danneggiate e oltre 70 abitazioni completamente distrutte. Circa 4.600 residenti sono stati costretti a evacuare, con oltre 1.200 persone che hanno trovato rifugio in centri di accoglienza allestiti per l’emergenza. Tragicamente, è stata registrata una vittima a causa dell’incendio, un triste monito della gravità della situazione.

Per far fronte a questa crisi, circa 1.700 vigili del fuoco sono stati mobilitati da 14 diverse contee del Giappone. Le operazioni di spegnimento sono state supportate da 16 elicotteri, comprese le unità delle Forze di Autodifesa, impegnate nel versare acqua sulle fiamme. Tuttavia, la complessità del terreno montuoso e la presenza di fitte foreste di conifere, altamente infiammabili, hanno ostacolato le operazioni di contenimento.

Non solo Ofunato ha sofferto: altre aree del Giappone occidentale hanno visto incendi significativi. A Iwahari, nella prefettura di Ehime, grandi alberi sono stati ridotti in cenere, mentre a Okayama un incendio scoppiato domenica pomeriggio ha danneggiato cinque abitazioni, costringendo diverse centinaia di residenti a evacuare.

Le cause specifiche di questi incendi sono ancora in fase di indagine. Tuttavia, è chiaro che le condizioni climatiche hanno avuto un ruolo cruciale nella loro rapida diffusione. La siccità prolungata, unita a precipitazioni ai minimi storici e a un’estate del 2024 considerata la più calda di sempre in Giappone, ha reso la vegetazione particolarmente secca e vulnerabile agli incendi.

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